Tamburi cerca di chiudere il “gap” di Borsa
di Carlotta ScozzariSotto l’ombrello della Tamburi investment partners (Tip), tra le società negoziate in Borsa e partecipate in via diretta, le quote più preziose sono quelle in Amplifon, Moncler e Ovs. Stando all’ultima istantanea scattata dalla trimestrale al 31 marzo, il 3,3% del gruppo di apparecchi acustici vale 251,6 milioni, che tuttavia sarebbero 234 ai prezzi odierni, dopo il calo di venerdì; mentre allo 0,78% dell’azienda dei piumini un tempo dei “Paninari” vengono attribuiti 141,8 milioni che oggi, complice l’arretramento in Borsa dei titoli, sarebbero circa 115. Al contrario, il 28,4% della catena di abbigliamento che include Upim, società inserita tra le collegate, alle attuali quotazioni di mercato vale di più rispetto alla fotografia della trimestrale: 215 milioni contro 188,5.
I tre mesi al 31 marzo si sono chiusi per Tip con utili netti per 8 milioni, che salgono a 29,4 milioni a livello “pro forma”, tenendo conto cioè delle plusvalenze del periodo. Tale risultato, si legge nella trim…
Sotto l’ombrello della Tamburi investment partners (Tip), tra le società negoziate in Borsa e partecipate in via diretta, le quote più preziose sono quelle in Amplifon, Moncler e Ovs. Stando all’ultima istantanea scattata dalla trimestrale al 31 marzo, il 3,3% del gruppo di apparecchi acustici vale 251,6 milioni, che tuttavia sarebbero 234 ai prezzi odierni, dopo il calo di venerdì; mentre allo 0,78% dell’azienda dei piumini un tempo dei “Paninari” vengono attribuiti 141,8 milioni che oggi, complice l’arretramento in Borsa dei titoli, sarebbero circa 115. Al contrario, il 28,4% della catena di abbigliamento che include Upim, società inserita tra le collegate, alle attuali quotazioni di mercato vale di più rispetto alla fotografia della trimestrale: 215 milioni contro 188,5.
I tre mesi al 31 marzo si sono chiusi per Tip con utili netti per 8 milioni, che salgono a 29,4 milioni a livello “pro forma”, tenendo conto cioè delle plusvalenze del periodo. Tale risultato, si legge nella trimestrale, «è riferibile essenzialmente all’ulteriore buon contributo delle società collegate, tra i quali quello molto positivo di Ovs (riferito al periodo tra novembre 2023 e gennaio 2024), più che raddoppiato rispetto all’esercizio precedente, nonché alle plusvalenze realizzate sul completamento del disinvestimento da Prysmian». La cassaforte di investimenti fondata nel 1999 da Gianni Tamburi e Alessandra Gritti è uscita del tutto dal gruppo produttore di cavi a marzo, quando le quotazioni hanno oscillato tra 40 e 50 euro per azione, rispetto ai 59 euro di oggi, perdendo così una piccola gamba di rialzo.
Tra le altre collegate, ci sono Clubitaly, che ha il 17,7% di Eataly (la maggioranza è di Investindustrial), partecipazione da 44 milioni, così come la quotata Dexelance (già Italian Design Brands), che a fine marzo vale 150,8 milioni e il 47% della quale è in mano al veicolo Investingdesign, di cui Tamburi è principale azionista. È bollata come collegata anche Ipg Holding, “scatola” della quale Tip possiede il 26,9% e che, a sua volta, custodisce il 23,8% di Interpump. Nel 2023, la vendita di una parte delle azioni di Ipg e di Azimut Benetti, in quest’ultimo caso nell’ambito dell’ingresso al 33% del fondo saudita Pif, e il disinvestimento parziale in Prysmian - completato poi a marzo - hanno fruttato al gruppo Tamburi plusvalenze per 115 milioni.
Le partecipazioni di Tip in società quotate
Tra le cessioni del 2024, la società aveva puntato su Alpitour, controllata per il 49% dal veicolo Asset Italia 1 srl, di cui Tip è il maggiore investitore. A ottobre, infatti, Goldman Sachs era stata incaricata di «di avviare un processo esplorativo per la valorizzazione delle quote». Poi però la procedura è stata rallentata, come spiegato a maggio, «vista la bontà dei risultati in corso e il rafforzamento delle prospettive positive». Per il tour operator, spiega ad A&F Gianni Tamburi, presidente e ad di Tip, «non c’è fretta di trovare un socio. Tra l’altro non puntiamo a vendere ma ad aprire il capitale a un azionista, restando soci anche importanti, come tutti i partner ci chiedono. Le trattative proseguono ma la Borsa è un’opzione aperta».
Ancora a metà maggio, in occasione della presentazione agli investitori nell’ambito del “Northern midcap event” organizzato da Intermonte, Tip sottolineava come il valore intrinseco netto degli investimenti conducesse a 14,8 euro per azione. Si tratta di un prezzo ben superiore rispetto a quello di Piazza Affari, dove i titoli Tamburi viaggiano in area 9,7 euro, con un rialzo di quasi il 6% su un orizzonte a sei mesi . «L’andamento della Borsa italiana - si legge in un recente studio di Intermonte - è stato molto favorevole per i titoli a grande capitalizzazione ma ha penalizzato le midcap» come Tip. Da qui l’aspettativa che, nel medio e lungo termine, «la Borsa chiuda il gap con il valore intrinseco degli investimenti in portafoglio».
«La performance decennale del titolo Tip al 10 maggio 2024 - si legge nell’ultima trimestrale - risulta del 254,9%, superiore rispetto a quasi tutti i principali indici nazionali e internazionali, con un total return (dividendo reinvestito) del 314,6%. Malgrado il significativo incremento del prezzo a marzo 2024 e l’ottima performance 2023 - si aggiunge - il titolo risulta ancora lontano sia dal valore da noi stimato sulla base degli investimenti in essere, sia dai target price degli analisti». Quanto a nuovi investimenti, l’atteggiamento di Tip è improntato alla cautela. «Vediamo aumentare il numero dei dossier - spiega la trimestrale - ma continuiamo a non vedere urgenza di concretizzare operazioni, se non di particolare interesse».
«Negli ultimi due o tre anni - osserva Tamburi - le valutazioni per le operazioni di m&a sembravano un po’ impazzite, ma noi non siamo trader, operiamo in un orizzonte a dieci se non a venti anni. Pertanto siamo rimasti piuttosto tranquilli, a eccezione di Dexelance. Ora pensiamo sia cominciata una fase più interessante, sia per noi, sia per le stesse aziende, specialmente se industriali. Continuiamo a essere concentrati sulla manifattura italiana, sull’industria e sull’elettromeccanica, ma ci piacciono anche i brand e il settore retail».