Alcuni abili osservatori sostengono che il Partito democratico sarà l'ultimo tra i tre maggiori. Altri osano prevedere esattamente il contrario e cioè che il Pd sarà il primo.
Domani conosceremo gli esiti, ma è tuttavia curioso che i vaticini degli esperti siano così nettamente distanti l'uno dall'altro. Il partito del premier Gentiloni potrebbe ottenere un buon risultato che sarà certamente sorretto dall'alleanza con Bonino e con Casini ma è difficile che possa scavalcare i Cinquestelle e il patto Berlusconi-Salvini. Sarebbe veramente un risultato inatteso. D'altra parte c'è un'ipotesi molto più probabile e cioè quella che condurrebbe Gentiloni, per libera scelta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'incarico di dirigere un governo di normale amministrazione se trova una maggioranza in Parlamento.
Il governo di ordinaria amministrazione può durare dai quattr…
Domani conosceremo gli esiti, ma è tuttavia curioso che i vaticini degli esperti siano così nettamente distanti l'uno dall'altro. Il partito del premier Gentiloni potrebbe ottenere un buon risultato che sarà certamente sorretto dall'alleanza con Bonino e con Casini ma è difficile che possa scavalcare i Cinquestelle e il patto Berlusconi-Salvini. Sarebbe veramente un risultato inatteso. D'altra parte c'è un'ipotesi molto più probabile e cioè quella che condurrebbe Gentiloni, per libera scelta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'incarico di dirigere un governo di normale amministrazione se trova una maggioranza in Parlamento.
Il governo di ordinaria amministrazione può durare dai quattr…
Alcuni abili osservatori sostengono che il Partito democratico sarà l'ultimo tra i tre maggiori. Altri osano prevedere esattamente il contrario e cioè che il Pd sarà il primo.
Domani conosceremo gli esiti, ma è tuttavia curioso che i vaticini degli esperti siano così nettamente distanti l'uno dall'altro. Il partito del premier Gentiloni potrebbe ottenere un buon risultato che sarà certamente sorretto dall'alleanza con Bonino e con Casini ma è difficile che possa scavalcare i Cinquestelle e il patto Berlusconi-Salvini. Sarebbe veramente un risultato inatteso. D'altra parte c'è un'ipotesi molto più probabile e cioè quella che condurrebbe Gentiloni, per libera scelta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'incarico di dirigere un governo di normale amministrazione se trova una maggioranza in Parlamento.
Il governo di ordinaria amministrazione può durare dai quattro agli otto mesi e anche più, come avvenne con Napolitano quando nominò Mario Monti che governò per un anno e poi fu lui a ritirarsi perché voleva fondare un partito politico. L'eventuale governo Gentiloni alla fine dovrà essere sostituito con nuove elezioni e auspicabilmente, con una legge elettorale più semplice di quella attuale e più maggioritaria. Se le elezioni dovessero premiare Gentiloni, Renzi potrebbe continuare a guidare il partito con piena legittimità.
Naturalmente avremmo un governo alquanto diverso dal precedente: Gentiloni avrebbe la facoltà di cambiare alcuni dei suoi ministri mantenendo peraltro i dem particolarmente efficienti, a cominciare da Marco Minniti, Carlo Calenda e Dario Franceschini. Comunque Renzi avrebbe ancora la guida del suo partito che potrebbe rafforzare nominando presidente colui che lo fondò dieci anni fa, cioè Walter Veltroni. Il partito così acquisterebbe un peso non da poco sia in Italia sia in Europa.
Questa situazione disegnerebbe un quadro del tutto nuovo rispetto a quello precedente, non solo per l'Italia ma per l'Europa e per la costiera dell'Africa mediterranea, dal Libano al Marocco. Dal che si deduce che l'Italia potrebbe entrare a far parte dell'attuale alleanza tra Francia e Germania. Anche la Spagna potrebbe essere cooptata nel vertice europeo che si trasformerebbe così in un quadrilatero.
Si tratta ovviamente solo di previsioni, ma attuabili, specialmente per il rapporto con i partner che ci avvicinerebbe al traguardo federale senza più il sovranismo nazionalistico dell'attuale Confederazione.
La nuova legislatura durerebbe fino al 2023. Il dopo è impossibile prevederlo: temi di un'altra successiva legislatura dovranno affrontare problemi che non sono certo quelli di oggi. Alcuni dei quali tuttavia sono prevedibili: clima, tecnologie, globalità, migrazioni, integrazioni, entropia, crescita vertiginosa della popolazione africana, prevalenza demografica della gioventù sulla vecchiaia, diritti delle donne, riduzione della profondità dei mari e loro estensione.
Alcuni di questi problemi si risolveranno con esiti positivi per molti popoli, ma la maggior parte con esiti negativi. E la popolazione del mondo, per quanto riguarda la nostra specie, dapprima aumenterà ancora ma poi scenderà drasticamente. La stella del Sole che è già in fase discendente aumenterà di dimensione con la conseguente distruzione dei sub-pianeti e poi dei pianeti più lontani fino a quelli più vicini tra i quali la nostra Terra. L'ombra del Sole porterà alla fine alla scomparsa sua e di tutti i pianeti che lo circondano.
C'è chi ipotizza che tale fenomeno avviene di continuo nell'universo: le stelle muoiono, i buchi neri aumentano. La sola a riacquistare potenza energetica sarà l'entropia ma per poco tempo (naturalmente parliamo qui di miliardi di anni) finché l'intero universo entrerà totalmente nella fase centripeta fino ad essere riassorbiti nel minuscolo nucleo di energia potenziale.
Secondo alcuni, ormai da tempo l'universo alterna le fasi esplosive a quelle implosive. Si tratta naturalmente di alternanze di miliardi di anni che ci consentono due deduzioni: l'universo alterna crescita e decrescita. Ma resta a questo punto una domanda: nel momento della restrizione al massimo, il tempo esisterà ancora oppure non scorrerà più? Questo è un problema insolubile; se il tempo scompare, potrà mai ritornare? E se non tornerà, che succede senza più il tempo che è il vero creatore dell'universo?
Voi lettori vi domanderete perché dopo essermi occupato della politica italiana ho affrontato addirittura la scomparsa del tempo lasciando di necessità la mancata risposta. Perché ho mescolato questi due problemi così diversi? Qualche giorno fa sulla Lettura ho trovato quattro articoli su due pagine con due titoli su Montaigne: il primo dice "Quando scrivo sono Io" e il secondo "Quando penso sono Io".
È naturalmente l'affermazione che Io è il vero pilastro della nostra specie. Montaigne ne era totalmente consapevole e questo vuol dire che quello che noi chiamiamo il popolo in realtà è formato da individui che fanno massa soltanto quando detestano i loro dirigenti e cioè quando il populismo vince su ogni altra forma politica e tuttavia il populismo dura molto poco perché un popolo privo di un capo diventa preda dell'anarchia, anch'essa destinata a vita breve. Dopo l'anarchia non ci può essere altro che la dittatura.
L'alternativa di queste varie soluzioni è per l'appunto la democrazia la quale, nel significato che gli hanno dato Platone e dopo di lui Aristotele suo allievo, hanno visto la politica come il culmine della vita associata. L'Io però è prevalentemente individuale e determina l'impoverimento della vita associata anche se oscilla tra l'individuo, la sua famiglia, il suo quartiere, la sua città, la sua regione e alla fine la propria nazione. Un passo ulteriore è dettato dalla globalità la quale estende l'Io a interi continenti.
La forza di attrazione dell'Io va dall'individuo al continente cui appartiene, ma l'Io del continente è molto più fragile di quello individuale. Ecco perché la sinistra deve essere ricostituita: deve darsi un'appartenenza propria e durevole nella soluzione di una classe dirigente ricca di talenti, di passato e di futuro, con un presente che riflette con completezza la vita. I giovani hanno molta energia, i vecchi hanno molta esperienza. Poi resta la morte, di cui spesso non ci accorgiamo nemmeno.
Domani conosceremo gli esiti, ma è tuttavia curioso che i vaticini degli esperti siano così nettamente distanti l'uno dall'altro. Il partito del premier Gentiloni potrebbe ottenere un buon risultato che sarà certamente sorretto dall'alleanza con Bonino e con Casini ma è difficile che possa scavalcare i Cinquestelle e il patto Berlusconi-Salvini. Sarebbe veramente un risultato inatteso. D'altra parte c'è un'ipotesi molto più probabile e cioè quella che condurrebbe Gentiloni, per libera scelta del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all'incarico di dirigere un governo di normale amministrazione se trova una maggioranza in Parlamento.
Il governo di ordinaria amministrazione può durare dai quattro agli otto mesi e anche più, come avvenne con Napolitano quando nominò Mario Monti che governò per un anno e poi fu lui a ritirarsi perché voleva fondare un partito politico. L'eventuale governo Gentiloni alla fine dovrà essere sostituito con nuove elezioni e auspicabilmente, con una legge elettorale più semplice di quella attuale e più maggioritaria. Se le elezioni dovessero premiare Gentiloni, Renzi potrebbe continuare a guidare il partito con piena legittimità.
Naturalmente avremmo un governo alquanto diverso dal precedente: Gentiloni avrebbe la facoltà di cambiare alcuni dei suoi ministri mantenendo peraltro i dem particolarmente efficienti, a cominciare da Marco Minniti, Carlo Calenda e Dario Franceschini. Comunque Renzi avrebbe ancora la guida del suo partito che potrebbe rafforzare nominando presidente colui che lo fondò dieci anni fa, cioè Walter Veltroni. Il partito così acquisterebbe un peso non da poco sia in Italia sia in Europa.
Questa situazione disegnerebbe un quadro del tutto nuovo rispetto a quello precedente, non solo per l'Italia ma per l'Europa e per la costiera dell'Africa mediterranea, dal Libano al Marocco. Dal che si deduce che l'Italia potrebbe entrare a far parte dell'attuale alleanza tra Francia e Germania. Anche la Spagna potrebbe essere cooptata nel vertice europeo che si trasformerebbe così in un quadrilatero.
Si tratta ovviamente solo di previsioni, ma attuabili, specialmente per il rapporto con i partner che ci avvicinerebbe al traguardo federale senza più il sovranismo nazionalistico dell'attuale Confederazione.
La nuova legislatura durerebbe fino al 2023. Il dopo è impossibile prevederlo: temi di un'altra successiva legislatura dovranno affrontare problemi che non sono certo quelli di oggi. Alcuni dei quali tuttavia sono prevedibili: clima, tecnologie, globalità, migrazioni, integrazioni, entropia, crescita vertiginosa della popolazione africana, prevalenza demografica della gioventù sulla vecchiaia, diritti delle donne, riduzione della profondità dei mari e loro estensione.
Alcuni di questi problemi si risolveranno con esiti positivi per molti popoli, ma la maggior parte con esiti negativi. E la popolazione del mondo, per quanto riguarda la nostra specie, dapprima aumenterà ancora ma poi scenderà drasticamente. La stella del Sole che è già in fase discendente aumenterà di dimensione con la conseguente distruzione dei sub-pianeti e poi dei pianeti più lontani fino a quelli più vicini tra i quali la nostra Terra. L'ombra del Sole porterà alla fine alla scomparsa sua e di tutti i pianeti che lo circondano.
C'è chi ipotizza che tale fenomeno avviene di continuo nell'universo: le stelle muoiono, i buchi neri aumentano. La sola a riacquistare potenza energetica sarà l'entropia ma per poco tempo (naturalmente parliamo qui di miliardi di anni) finché l'intero universo entrerà totalmente nella fase centripeta fino ad essere riassorbiti nel minuscolo nucleo di energia potenziale.
Secondo alcuni, ormai da tempo l'universo alterna le fasi esplosive a quelle implosive. Si tratta naturalmente di alternanze di miliardi di anni che ci consentono due deduzioni: l'universo alterna crescita e decrescita. Ma resta a questo punto una domanda: nel momento della restrizione al massimo, il tempo esisterà ancora oppure non scorrerà più? Questo è un problema insolubile; se il tempo scompare, potrà mai ritornare? E se non tornerà, che succede senza più il tempo che è il vero creatore dell'universo?
Voi lettori vi domanderete perché dopo essermi occupato della politica italiana ho affrontato addirittura la scomparsa del tempo lasciando di necessità la mancata risposta. Perché ho mescolato questi due problemi così diversi? Qualche giorno fa sulla Lettura ho trovato quattro articoli su due pagine con due titoli su Montaigne: il primo dice "Quando scrivo sono Io" e il secondo "Quando penso sono Io".
È naturalmente l'affermazione che Io è il vero pilastro della nostra specie. Montaigne ne era totalmente consapevole e questo vuol dire che quello che noi chiamiamo il popolo in realtà è formato da individui che fanno massa soltanto quando detestano i loro dirigenti e cioè quando il populismo vince su ogni altra forma politica e tuttavia il populismo dura molto poco perché un popolo privo di un capo diventa preda dell'anarchia, anch'essa destinata a vita breve. Dopo l'anarchia non ci può essere altro che la dittatura.
L'alternativa di queste varie soluzioni è per l'appunto la democrazia la quale, nel significato che gli hanno dato Platone e dopo di lui Aristotele suo allievo, hanno visto la politica come il culmine della vita associata. L'Io però è prevalentemente individuale e determina l'impoverimento della vita associata anche se oscilla tra l'individuo, la sua famiglia, il suo quartiere, la sua città, la sua regione e alla fine la propria nazione. Un passo ulteriore è dettato dalla globalità la quale estende l'Io a interi continenti.
La forza di attrazione dell'Io va dall'individuo al continente cui appartiene, ma l'Io del continente è molto più fragile di quello individuale. Ecco perché la sinistra deve essere ricostituita: deve darsi un'appartenenza propria e durevole nella soluzione di una classe dirigente ricca di talenti, di passato e di futuro, con un presente che riflette con completezza la vita. I giovani hanno molta energia, i vecchi hanno molta esperienza. Poi resta la morte, di cui spesso non ci accorgiamo nemmeno.