Eseguendo la sentenza
Le Br capiscono che non otterranno il riconoscimento politico che volevano. E che dopo 55 giorni l'unica via di uscita sembra essere quella prevista sin dall'inizio. L'Esecutivo decide di "giustiziare" il prigioniero e invia un comunicato con un verbo in sospeso. Ma anche l'ultima trattativa naufraga. Nella sua cella, lo statista scrive le ultime lettere alla famiglia e lascia un amaro testamento: "Questo bagno di sangue non andrà bene né per Andreotti, né per la Dc, né per il Paese, ciascuno porterà la sua responsabilità". L'ultimo atto di una tragedia italiana sta per compiersi
Ezio Mauro