Il nuovo inizio ha un volto sconosciuto, che tutti abbiamo scrutato con curiosità per provare a capire che persona fosse. Perché mai avevamo avuto un premier di cui nessuno conosceva la voce e le idee. Il nuovo inizio parte dalla premessa che fino ad oggi l'Italia non sia mai stata governata per i cittadini, che non ci sia mai stata giustizia e che fosse necessario un volto anonimo per segnare la rottura con il passato.
Sappiamo che la scelta di un tecnico è stata dettata dai veti reciproci tra Lega e M5S, serviva a garantire l'unico equilibrio possibile. Tanto che il messaggio per il Quirinale è stato feroce nella sua chiarezza: o si accetta questo nome o salta tutto e si torna al voto.
Ma il fatto che sia un Signor Nessuno è anche una scelta ben precisa, utile a sottolineare che a Palazzo Chigi non ci sarà più un membro dell'élite ma un cittadino qualunque. Non importa che il professore avvocato, uomo non del popo…
Sappiamo che la scelta di un tecnico è stata dettata dai veti reciproci tra Lega e M5S, serviva a garantire l'unico equilibrio possibile. Tanto che il messaggio per il Quirinale è stato feroce nella sua chiarezza: o si accetta questo nome o salta tutto e si torna al voto.
Ma il fatto che sia un Signor Nessuno è anche una scelta ben precisa, utile a sottolineare che a Palazzo Chigi non ci sarà più un membro dell'élite ma un cittadino qualunque. Non importa che il professore avvocato, uomo non del popo…
Il nuovo inizio ha un volto sconosciuto, che tutti abbiamo scrutato con curiosità per provare a capire che persona fosse. Perché mai avevamo avuto un premier di cui nessuno conosceva la voce e le idee. Il nuovo inizio parte dalla premessa che fino ad oggi l'Italia non sia mai stata governata per i cittadini, che non ci sia mai stata giustizia e che fosse necessario un volto anonimo per segnare la rottura con il passato.
Sappiamo che la scelta di un tecnico è stata dettata dai veti reciproci tra Lega e M5S, serviva a garantire l'unico equilibrio possibile. Tanto che il messaggio per il Quirinale è stato feroce nella sua chiarezza: o si accetta questo nome o salta tutto e si torna al voto.
Ma il fatto che sia un Signor Nessuno è anche una scelta ben precisa, utile a sottolineare che a Palazzo Chigi non ci sarà più un membro dell'élite ma un cittadino qualunque. Non importa che il professore avvocato, uomo non del popolo ma dell'establishment universitario, non abbia nessuna esperienza politica, non conosca il Parlamento o i dossier europei. Nel nuovo mondo tutto ciò è titolo di merito e lo rende più credibile.
Le prime dichiarazioni di Giuseppe Conte e la frase chiave "sarò l'avvocato difensore del popolo italiano" sono già un manifesto politico e parlano alla pancia di chi si sente da troppo tempo sotto accusa e sul banco degli imputati. La maggioranza degli italiani oggi si vive vittima dell'Europa, delle banche, delle istituzioni e dello Stato. Il professor Conte si attribuisce la missione di assolvere questo Paese dalle responsabilità, forse anche dai doveri. Parola quest'ultima caduta in disuso.
Non si chiede più ai cittadini di fare ognuno la propria parte, di dare il meglio, si promette loro l'inizio di un'era in cui tornerà l'armonia e si risolveranno tutti i problemi. Se ci saranno intoppi il copione è noto: la colpa sarà dei nemici del cambiamento. Ci auguriamo di cuore di essere smentiti.
Sappiamo che la scelta di un tecnico è stata dettata dai veti reciproci tra Lega e M5S, serviva a garantire l'unico equilibrio possibile. Tanto che il messaggio per il Quirinale è stato feroce nella sua chiarezza: o si accetta questo nome o salta tutto e si torna al voto.
Ma il fatto che sia un Signor Nessuno è anche una scelta ben precisa, utile a sottolineare che a Palazzo Chigi non ci sarà più un membro dell'élite ma un cittadino qualunque. Non importa che il professore avvocato, uomo non del popolo ma dell'establishment universitario, non abbia nessuna esperienza politica, non conosca il Parlamento o i dossier europei. Nel nuovo mondo tutto ciò è titolo di merito e lo rende più credibile.
Le prime dichiarazioni di Giuseppe Conte e la frase chiave "sarò l'avvocato difensore del popolo italiano" sono già un manifesto politico e parlano alla pancia di chi si sente da troppo tempo sotto accusa e sul banco degli imputati. La maggioranza degli italiani oggi si vive vittima dell'Europa, delle banche, delle istituzioni e dello Stato. Il professor Conte si attribuisce la missione di assolvere questo Paese dalle responsabilità, forse anche dai doveri. Parola quest'ultima caduta in disuso.
Non si chiede più ai cittadini di fare ognuno la propria parte, di dare il meglio, si promette loro l'inizio di un'era in cui tornerà l'armonia e si risolveranno tutti i problemi. Se ci saranno intoppi il copione è noto: la colpa sarà dei nemici del cambiamento. Ci auguriamo di cuore di essere smentiti.