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Ritratto di Tullio Pericoli (particolare) 

I versi più belli di sempre scelti da Eugenio Scalfari

Il fondatore di "Repubblica" ha scelto una serie di liriche, più o meno celebri. Le ha cucite insieme in un'antologia personalissima, senza svelare i nomi degli autori: un gioco divertito sulla forza della letteratura  
5 minuti di lettura
Chi scrive libri parla di se stesso
se dorme e sogna anch'esso lo riguarda
ed è l'anima sua che soffre o gode.
Il corpo segue come un animale
sente i bisogni senza sentimenti
e li soddisfa, predatore e preda.
I romanzi raccontano la vita
soprattutto l'amore e le sue stelle
ma non dicono mai la verità.
Mentire su se stessi
è legge di natura
a me non piace
e quel romanzo non lo scriverò.
La vita è quasi sempre tormentata
e talvolta è divina poesia.
Il campo dei poeti coglie
la gioia ed il tormento,
l'inferno e il paradiso
e quei poeti
citerò senza nome. Sarà un'antologia.
 
"Io voglio morire
voglio vedere la riva d'Acheronte
fiori di loto fresca di rugiada".

"Oh città dei gitani
chi ti vede e non ti ricorda?
Che ti cerchino sulla mia fronte
gioco di luna e arena".

"La vita è poesia
musica e dolce luna
ma è anche l'inferno
che brucia le anime morte"…
Chi scrive libri parla di se stesso
se dorme e sogna anch'esso lo riguarda
ed è l'anima sua che soffre o gode.
Il corpo segue come un animale
sente i bisogni senza sentimenti
e li soddisfa, predatore e preda.
I romanzi raccontano la vita
soprattutto l'amore e le sue stelle
ma non dicono mai la verità.
Mentire su se stessi
è legge di natura
a me non piace
e quel romanzo non lo scriverò.
La vita è quasi sempre tormentata
e talvolta è divina poesia.
Il campo dei poeti coglie
la gioia ed il tormento,
l'inferno e il paradiso
e quei poeti
citerò senza nome. Sarà un'antologia.
 
"Io voglio morire
voglio vedere la riva d'Acheronte
fiori di loto fresca di rugiada".

"Oh città dei gitani
chi ti vede e non ti ricorda?
Che ti cerchino sulla mia fronte
gioco di luna e arena".

"La vita è poesia
musica e dolce luna
ma è anche l'inferno
che brucia le anime morte".

"Tramontata è la luna
e le Pleiadi a mezzo della notte.
Giovinezza dilegua
e io nel mio letto resto sola.
A me non ape, non miele
e soffro e desidero".

"Ero giovane allora
e la chitarra era legata al cuore
allegria e malinconia
spagnola e messicana
noche de Ronda
Maria Dolores
cantava il bolero".

" ¡Ay, qué trabajo me cuesta
quererte como te quiero!
Por tu amor me duele el aire,
el corazón
y el sombrero".

"Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera"

"Col mare
mi sono fatto
una bara
di freschezza".

"Mia madre stava accanto a me seduta
presso il tavolo ingombro dalle carte
da giuoco alzate a due per volta come
attendamenti nani pei soldati
dei nipoti sbandati già dal sonno.
Si schiodava dall'alto impetuoso
un nembo d'aria ghiaccia, diluviava
sul lido di Corniglia rugginoso".

"Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m'ode
salpa già forse per l'eterno".

"Tarderà molto a nascere, se nasce,
un andaluso cosi puro, così ricco d'avventura.
Canto la sua eleganza con parole che gemono
e ricordo una brezza triste negli ulivi".

"Eran le cinque in punto della sera.
Un bambino portò un lenzuolo bianco
alle cinque della sera".

"Come ci dissetammo! Quante volte
ci dissetammo! E tanto era soave
il dissetarsi che desiderammo
l'ardente sete".

"Ma la Melancolia venne e s'assise
in mezzo a noi tra gli oleandri, muta
guatando noi con le pupille fise.
Ed Erigone, ch'ebbe conosciuta
la taciturna amica del pensiero,
chinò la fronte come chi saluta.
E poi disse la Notte e il suo mistero".

"ll vento che stasera suona attento -
ricorda un forte scotere di lame -
gli strumenti dei fitti alberi e spazza
l'orizzonte di rame
dove strisce di luce si protendono
come aquiloni al cielo che rimbomba
(Nuvole in viaggio, chiari
reami di lassù! D'alti Eldoradi
malchiuse porte!)
e il mare che scaglia a scaglia,
livido, muta colore
lancia a terra una tromba
di schiume intorte;
il vento che nasce e muore
nell'ora che lenta s'annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.".

"Erigone, Aretusa, Berenice,
quale di voi accompagnò la notte
d'estate con più dolce melodia
tra gli oleandri lungo il bianco mare?".

"O Notte, piangi tutte le tue stelle!
Il grido dell'allodola domani
dall'amor nostro ci disgiungerà.
Un'altra era con noi ma restò muta
tra gli oleandri lungo il bianco mare".

"La maggior parte degli uomini, da soli a soli,
sembrano gentili e amichevoli,
ma l'Uomo collettivamente, in genere
si comporta da canaglia.
La politica dovrebbe adeguarsi
a Libertà, Legge e Compassione,
ma di regola essa obbedisce
a Vanità, Egoismo e Tremarella".

"Nacquero tensioni tra le nazioni
nell'esistenza apparve la violenza,
imprigionamenti e lamenti,
imposizioni, negazioni,
segreti, divieti,
nessun viso col sorriso,
nessun contento, ognuno spento.
Ma non sarà così! Via, Incantatori.
Io vi sfido a combattermi!
Spregio il vostro potere: gli incantesimi
non potranno mai battermi.
Ecco che Don Chisciotte della Mancia
si prepara a sfidarvi.
Vi farà tutti a pezzi e riuscirà
per sempre a sterminarvi".

"Per porre fine a questa brutta storia
penso che il meglio per me sia partire.
Addio! Io parto e me ne vado a Angers
visto che le sue grazie l'ha per sé
e mai le vuole spartire con me.
Muoio per lei, e pure sono sano.
Insomma, son più martire che amante
e più che innamorato sono un santo".

"Elmo di guerra e corno di caccia
sentenza di canuti uomini contro i fratelli in ira
e donne come liuti".

"Come squilla squilla squilla
nella fredda aria notturna!
Lo stellato, che scintilla
su nei cieli, ne sfavilla
di piacere cristallino;
prende il tempo il tempo il tempo
come un runico concento;
dal tintinno musicale che si spande
da campane, da campane,
da campane
da squillare e dondolare di campane.
Quel diluvio d'armonia non s'effonde
non si spande
alle sponde
del futuro. Come parla
dell'ebbrezza che conduce
a ondeggiare e risonare
le campane le campane le campane,
che conduce a sussurrare e concordare le campane!".

"Voi non m'amate ed io non v'amo. Pure
qualche dolcezza è ne la nostra vita
da ieri: una dolcezza indefinita
che vela un poco, sembra, le sventure
nostre e le fa, sembra, quasi lontane.
Ben, ieri, mi sembravano lontane
mentre io parlava, mentre io v'ascoltava,
e il mare in calma a pena a pena ansava".

"I cieli erano cupi e cinerei,
increspate le foglie e appassite,
ingiallite le foglie e appassite.
La notte era di un eremo ottobre
dell'anno più amaro a ricordo,
presso il lago nerastro dell'Auber
in mezzo alla valle del Weir -
sul padùle fangoso dell'Auber
nel bosco di lamie del Weir.
Questa notte fa un anno preciso
ch'io qui giunsi, che giunsi quaggiù
Peso orrendo a deporre quaggiù!
Nella notte di tutte le notti
qual demonio mi ha addotto quaggiù?
Questo è il lago nerastro dell'Auber
la regione nebbiosa del Weir,
il padùle fangoso dell'Auber
e il bosco di lamie del Weir".

"Ho messo il mio cuore
nel cavo della mia mano.
Lo guardavo come chi guarda
dei grani di sabbia o una foglia
lo guardavo pavido e assorto
come chi sa d'essere morto
e la mia anima era commossa
dal sogno, non dalla vita".

"So distinguere un cavallo da un mulo,
so giudicare il carico e la soma,
so separare il sonno dalla veglia,
so che cos'è la podestà di Roma.
Principe, so tutto in fin dei conti,
so vedere chi sta bene e chi sta male,
so che la Morte porta tutto a compimento.
So tutto, ma non so chi sono io".

"S'i fossi foco arderei lo mondo,
s'i fossi vento lo tempesterei,
s'i foss'acqua, i' l'annegherei,
s'i fossi Dio mandereil'en profondo,
s'i fossi imperator, sà che farei?
A tutti mozzarei lo capo a tondo.
S'i fossi Cecco com'ì sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre
le vecchie e laide lasserrei altrui".

"Chi vuole con le donne aver fortuna
non deve mai mostrarsi innamorato.
Dica alla bionda che ama più la bruna,
dica alla bruna che dall'altra è amato
se vuole con le donne aver fortuna".

"Sento intorno sussurrarmi
che ci sono altri mestieri...
Bravi, a voi! Scolpite marmi,
combattete il beri-beri
allevate ostriche a Chioggia
filugelli in Cadenabbia
fabbricate parapioggia.
Io fo buchi nella sabbia
o cogliete la cicoria
e gli allori, o voi Dio v'abbia
tutti quanti in pace e gloria.
Io fo buchi nella sabbia".

"Viviamo, Lesbia mia, ed amiamoci
dammi mille baci e poi cento
poi altri mille ed altri cento
poi ancora altri mille ed altri cento.
Quando ne avremo fatti molte migliaia,
li confonderemo per non sapere più il loro numero
sapendo
che esiste un numero così enorme di baci".

"Se povero tu sei sempre povero resterai
le ricchezze si danno ai ricchi, ai poveri mai".

"Venere, infusa nel sangue e nell'anima, guida
la creazione con forze segrete
e nel cielo, la terra e il mare ammansito
avviò il flusso continuo dei semi
e volle che il mondo imparasse,
le vie delle nascite.
Ami domani chi mai amò
e chi amò ami domani".

"C'è un luogo al centro del mondo,
tra terra e mare
e le draghe celesti, il confine tra questi tre regni
è il luogo della Fama che si è scelta la casa in cima.
Lì abita la Credulità
la Gioia vana e i Timori smarriti,
la Sedizione recente e le Chiacchiere di autore incerto.
Lei stessa vede quello che avviene in cielo,
in terra e in mare e indaga per tutto il mondo".

"Oh graziosa luna, io mi rammento
che, or volge l'anno, sovra questo colle
io venia pien d'angoscia a rimirarti".


L'antologia poetica è terminata.
E spero sia di vostro gradimento.
Io non scriverò
Un romanzo sulla mia vita.

"Questa notte ho parlato in sogno con Afrodite".