Nelle ultime settimane crescono episodi di violenza a sfondo razzista, che incontrano terreno fertile in un clima di predicazione di odio. Una sorta di "liberi tutti" in cui gli istinti peggiori non trovano più freni ma invece impunità e comprensione.
Per giorni dal governo è arrivato un silenzio complice e preoccupante, finalmente ieri si sono sentite le voci di condanna del premier e del ministro della Giustizia. Ma è chi siede al Viminale che ha il dovere di garantire la sicurezza dei cittadini, di tutti i cittadini, di lavorare perché il Paese funzioni e la violenza non sia tollerata.
Le idee di Matteo Salvini spesso non ci piacciono e non le condividiamo ma conosciamo le regole democratiche e se le regole sono rispettate ha il diritto di attuare il suo programma. Non ha il diritto invece di dividere il Paese, di flirtare con i violenti, di irridere i deboli, di stuzzicare e avallare razzisti, neofascisti e naziskin scandendo i loro s…
Per giorni dal governo è arrivato un silenzio complice e preoccupante, finalmente ieri si sono sentite le voci di condanna del premier e del ministro della Giustizia. Ma è chi siede al Viminale che ha il dovere di garantire la sicurezza dei cittadini, di tutti i cittadini, di lavorare perché il Paese funzioni e la violenza non sia tollerata.
Le idee di Matteo Salvini spesso non ci piacciono e non le condividiamo ma conosciamo le regole democratiche e se le regole sono rispettate ha il diritto di attuare il suo programma. Non ha il diritto invece di dividere il Paese, di flirtare con i violenti, di irridere i deboli, di stuzzicare e avallare razzisti, neofascisti e naziskin scandendo i loro s…
Nelle ultime settimane crescono episodi di violenza a sfondo razzista, che incontrano terreno fertile in un clima di predicazione di odio. Una sorta di "liberi tutti" in cui gli istinti peggiori non trovano più freni ma invece impunità e comprensione.
Per giorni dal governo è arrivato un silenzio complice e preoccupante, finalmente ieri si sono sentite le voci di condanna del premier e del ministro della Giustizia. Ma è chi siede al Viminale che ha il dovere di garantire la sicurezza dei cittadini, di tutti i cittadini, di lavorare perché il Paese funzioni e la violenza non sia tollerata.
Le idee di Matteo Salvini spesso non ci piacciono e non le condividiamo ma conosciamo le regole democratiche e se le regole sono rispettate ha il diritto di attuare il suo programma. Non ha il diritto invece di dividere il Paese, di flirtare con i violenti, di irridere i deboli, di stuzzicare e avallare razzisti, neofascisti e naziskin scandendo i loro slogan, indossando le loro magliette. "L'offesa è la miglior difesa" è un motto che si addice a qualche ultrà non a chi guida il Viminale.
"Iononmollo" ripete su Twitter Salvini - parafrasando il "boia chi molla" dei fascisti anni '70 - , fingendo di dover combattere contro chissà quali forze che vorrebbero impedirgli di fare. È vicepremier, il governo ha un'ampia maggioranza, un'opposizione inesistente, solo i suoi alleati potrebbero mandarlo a casa, se non riuscisse a realizzare il suo programma sarebbe solo per incapacità o perché ha promesso cose impossibili. Si metta a lavorare e "molli" i numeri da circo. Governare significa faticare, non irridere e insultare.
La campagna elettorale è finita da un pezzo, sarebbe ora di cambiare passo. Abbiamo bisogno di un ministro dell'Interno non di provocazioni e pagliacciate. Di un ministro che aspiri a essere autorevole, non autoritario.
Per giorni dal governo è arrivato un silenzio complice e preoccupante, finalmente ieri si sono sentite le voci di condanna del premier e del ministro della Giustizia. Ma è chi siede al Viminale che ha il dovere di garantire la sicurezza dei cittadini, di tutti i cittadini, di lavorare perché il Paese funzioni e la violenza non sia tollerata.
Le idee di Matteo Salvini spesso non ci piacciono e non le condividiamo ma conosciamo le regole democratiche e se le regole sono rispettate ha il diritto di attuare il suo programma. Non ha il diritto invece di dividere il Paese, di flirtare con i violenti, di irridere i deboli, di stuzzicare e avallare razzisti, neofascisti e naziskin scandendo i loro slogan, indossando le loro magliette. "L'offesa è la miglior difesa" è un motto che si addice a qualche ultrà non a chi guida il Viminale.
"Iononmollo" ripete su Twitter Salvini - parafrasando il "boia chi molla" dei fascisti anni '70 - , fingendo di dover combattere contro chissà quali forze che vorrebbero impedirgli di fare. È vicepremier, il governo ha un'ampia maggioranza, un'opposizione inesistente, solo i suoi alleati potrebbero mandarlo a casa, se non riuscisse a realizzare il suo programma sarebbe solo per incapacità o perché ha promesso cose impossibili. Si metta a lavorare e "molli" i numeri da circo. Governare significa faticare, non irridere e insultare.
La campagna elettorale è finita da un pezzo, sarebbe ora di cambiare passo. Abbiamo bisogno di un ministro dell'Interno non di provocazioni e pagliacciate. Di un ministro che aspiri a essere autorevole, non autoritario.