Agli occhi che il ministro dello Sviluppo economico e vicepremier Luigi Di Maio ha detto di avere sempre attenti e vigili nell’esaminare la situazione dei mercati, deve essere sfuggito qualcosa recentemente. Qualcosa che invece hanno percepito perfettamente le agenzie di rating, ultima tra tutte Standard&Poor’s venerdì scorso; che hanno decifrato gli investitori internazionali, come BlackRock; che hanno realizzato quelli più tradizionali, come le famiglie che chiedono titoli di Stato. Che, infine, è ben chiaro nella mente del presidente della Bce Mario Draghi . Il comportamento ondivago e lontano dalla realtà dei provvedimenti economici del governo sta generando una crisi di fiducia senza precedenti.
Una crisi che solo la supponente sicumera di alcuni governanti non vuole vedere. Una crisi che non si cancella e non si esorcizza con le reazioni ai giudizi delle agenzie di rating, ne tantomeno con gli attacchi, al limite dell’insulto, rivolti a Mario Draghi ed alla Bce, accusati di remare contro l’Italia e di avvelenare il clima. Non è Draghi ad avvelenare ilclima. Lo impestano di vapori tossici l’atteggiamento contraddittorio sul salvataggio di Alitalia, dove le Ferrovie un giorno sono il cavaliere bianco della compagnia di bandiera e il giorno dopo il semplice taxi che scarrozza qualche passeggero sceso dall’aereo. Lo alimentano le polemiche interne al Movimento 5 stelle sul decreto fiscale, che a giorni alterni è motivo di scontro o di convergenza con l’alleato leghista. Lo appesantiscono gli attacchi alle banche e alle assicurazioni viste prima come il male assoluto, espressione della finanza senza anima e come tali da colpire con le parole e i provvedimenti; e poi come un patrimonio da salvare, con proclami che farebbero sorridere se non fossero invece rivelatori di una tragica confusione. Ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Nessuna banca salterà, se qualcuno pensa di speculare sappia che c’è un governo che difenderà le sue banche e la sua economia. Costi quel che costi”. Anche Salvini lancia il suo whatever it takes, insomma. Ma a tutti pare solo la parodia di quello salvifico di Draghi.
E così nella gigantesca commedia, emerge la realtà dei fatti. Eccone alcuni. Il gigante del risparmio gestito BlackRock ha sospeso le trattative per rilevare una quota di Eurizon da Intesa Sanpaolo: troppo incerta la situazione italiana, differenti valutazioni sul prezzo. L’asta dei Ctz biennali e dei Btp decennali di venerdì scorso ha registrato una forte impennata dei rendimenti dei titoli destinati alle famiglie: il rischio Italia continua a salire. Dall’inizio dell’anno la capitalizzazione dei titoli bancari in Borsa è scesa di 40 miliardi, e qualche istituto, come il Monte dei Paschi, ha dimezzato il suo valore. Ma agli occhi attenti e vigili del governo tutto questo sfugge. Come anche sfugge che, in un mercato volatile e quindi permeabile dalla speculazione (quella che Salvini dice di voler combattere) sarebbe magari il caso di ricordarsi di nominare il presidente della Consob, che, per inciso, manca da 45 giorni.
Una crisi che solo la supponente sicumera di alcuni governanti non vuole vedere. Una crisi che non si cancella e non si esorcizza con le reazioni ai giudizi delle agenzie di rating, ne tantomeno con gli attacchi, al limite dell’insulto, rivolti a Mario Draghi ed alla Bce, accusati di remare contro l’Italia e di avvelenare il clima. Non è Draghi ad avvelenare ilclima. Lo impestano di vapori tossici l’atteggiamento contraddittorio sul salvataggio di Alitalia, dove le Ferrovie un giorno sono il cavaliere bianco della compagnia di bandiera e il giorno dopo il semplice taxi che scarrozza qualche passeggero sceso dall’aereo. Lo alimentano le polemiche interne al Movimento 5 stelle sul decreto fiscale, che a giorni alterni è motivo di scontro o di convergenza con l’alleato leghista. Lo appesantiscono gli attacchi alle banche e alle assicurazioni viste prima come il male assoluto, espressione della finanza senza anima e come tali da colpire con le parole e i provvedimenti; e poi come un patrimonio da salvare, con proclami che farebbero sorridere se non fossero invece rivelatori di una tragica confusione. Ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Nessuna banca salterà, se qualcuno pensa di speculare sappia che c’è un governo che difenderà le sue banche e la sua economia. Costi quel che costi”. Anche Salvini lancia il suo whatever it takes, insomma. Ma a tutti pare solo la parodia di quello salvifico di Draghi.
E così nella gigantesca commedia, emerge la realtà dei fatti. Eccone alcuni. Il gigante del risparmio gestito BlackRock ha sospeso le trattative per rilevare una quota di Eurizon da Intesa Sanpaolo: troppo incerta la situazione italiana, differenti valutazioni sul prezzo. L’asta dei Ctz biennali e dei Btp decennali di venerdì scorso ha registrato una forte impennata dei rendimenti dei titoli destinati alle famiglie: il rischio Italia continua a salire. Dall’inizio dell’anno la capitalizzazione dei titoli bancari in Borsa è scesa di 40 miliardi, e qualche istituto, come il Monte dei Paschi, ha dimezzato il suo valore. Ma agli occhi attenti e vigili del governo tutto questo sfugge. Come anche sfugge che, in un mercato volatile e quindi permeabile dalla speculazione (quella che Salvini dice di voler combattere) sarebbe magari il caso di ricordarsi di nominare il presidente della Consob, che, per inciso, manca da 45 giorni.