I semi dell'odio
I semi dell'odio germogliano in fretta. Crescono veloci sulla spinta di parole sciagurate, che attaccano la libertà di stampa. Ed è con preoccupazione che assistiamo all'escalation di minacce contro Paolo Berizzi, cronista da sempre impegnato nella denuncia della rinascita fascista. Contro di lui è in corso una campagna violenta, culminata nella violazione del suo domicilio: avvertimenti seguiti da azioni, come il danneggiamento dell'auto, firmati con gli slogan del nazismo più becero. Sono opera di sigle partorite dalla pagina più orrenda della Storia e che oggi si sentono legittimate dal clima di intimidazione verso il giornalismo indipendente.
A Paolo Berizzi va l'abbraccio della direzione e dell'intera redazione di Repubblica. Poco meno di un anno fa un manipolo di neofascisti a volto coperto si è presentato di fronte al nostro giornale, promettendo: "È solo il primo attacco di una guerra". Sappiamo di …
A Paolo Berizzi va l'abbraccio della direzione e dell'intera redazione di Repubblica. Poco meno di un anno fa un manipolo di neofascisti a volto coperto si è presentato di fronte al nostro giornale, promettendo: "È solo il primo attacco di una guerra". Sappiamo di …
I semi dell'odio germogliano in fretta. Crescono veloci sulla spinta di parole sciagurate, che attaccano la libertà di stampa. Ed è con preoccupazione che assistiamo all'escalation di minacce contro Paolo Berizzi, cronista da sempre impegnato nella denuncia della rinascita fascista. Contro di lui è in corso una campagna violenta, culminata nella violazione del suo domicilio: avvertimenti seguiti da azioni, come il danneggiamento dell'auto, firmati con gli slogan del nazismo più becero. Sono opera di sigle partorite dalla pagina più orrenda della Storia e che oggi si sentono legittimate dal clima di intimidazione verso il giornalismo indipendente.
A Paolo Berizzi va l'abbraccio della direzione e dell'intera redazione di Repubblica. Poco meno di un anno fa un manipolo di neofascisti a volto coperto si è presentato di fronte al nostro giornale, promettendo: "È solo il primo attacco di una guerra". Sappiamo di avergli dato fastidio con il nostro lavoro e continueremo a farlo. In gioco c'è l'essenza stessa della democrazia, che non può accettare il ritorno degli spettri peggiori del passato.
Comunicato del Cdr
Tutti i giornalisti di Repubblica sono e saranno sempre al fianco di Paolo Berizzi, il nostro cronista fatto oggetto ancora una volta di ignobili minacce di stampo squadrista. Se qualcuno pensa di intimidire Paolo e la redazione di Repubblica stia tranquillo: non ci fermerete.
Il Cdr di Repubblica
A Paolo Berizzi va l'abbraccio della direzione e dell'intera redazione di Repubblica. Poco meno di un anno fa un manipolo di neofascisti a volto coperto si è presentato di fronte al nostro giornale, promettendo: "È solo il primo attacco di una guerra". Sappiamo di avergli dato fastidio con il nostro lavoro e continueremo a farlo. In gioco c'è l'essenza stessa della democrazia, che non può accettare il ritorno degli spettri peggiori del passato.
Comunicato del Cdr
Tutti i giornalisti di Repubblica sono e saranno sempre al fianco di Paolo Berizzi, il nostro cronista fatto oggetto ancora una volta di ignobili minacce di stampo squadrista. Se qualcuno pensa di intimidire Paolo e la redazione di Repubblica stia tranquillo: non ci fermerete.
Il Cdr di Repubblica