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(reuters)

Lo strabismo del governo su Alitalia e Ryanair

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Quando la corda si tira troppo, alla fine rischia di spezzarsi. E quella che il patron di Ryanair Michael O'Leary ha teso al limite della resistenza meccanica sta per strapparsi di colpo, dopo aver già mostrato segni di cedimento su tanti fronti. Indicata come esempio da seguire per efficienza e capacità di ridurre i costi senza incontrare la sfiducia dei passeggeri, la compagnia irlandese è incappata in una serie di incidenti di percorso.

Il più eclatante la scorsa estate, con il primo sciopero proclamato dai suoi piloti ed un braccio di ferro che ha portato all'annullamento di centinaia di voli e alla paralisi della compagnia. O'Leary era convinto di vincere la battaglia e imporre a piloti ed equipaggi le sue regole contrattuali, ma il sindacato del personale di volo lo ha fatto atterrare nel pianeta della realtà. I contratti si rispettano e le regole che valgono sono quelle del paese dove si lavora. Risultato: turni più umani, …
Quando la corda si tira troppo, alla fine rischia di spezzarsi. E quella che il patron di Ryanair Michael O'Leary ha teso al limite della resistenza meccanica sta per strapparsi di colpo, dopo aver già mostrato segni di cedimento su tanti fronti. Indicata come esempio da seguire per efficienza e capacità di ridurre i costi senza incontrare la sfiducia dei passeggeri, la compagnia irlandese è incappata in una serie di incidenti di percorso.

Il più eclatante la scorsa estate, con il primo sciopero proclamato dai suoi piloti ed un braccio di ferro che ha portato all'annullamento di centinaia di voli e alla paralisi della compagnia. O'Leary era convinto di vincere la battaglia e imporre a piloti ed equipaggi le sue regole contrattuali, ma il sindacato del personale di volo lo ha fatto atterrare nel pianeta della realtà. I contratti si rispettano e le regole che valgono sono quelle del paese dove si lavora. Risultato: turni più umani, stipendi più alti, ferie e riposi nella norma. La rivoluzione, unita alla montagna di risarcimenti pagati, ha intaccato le previsioni di utili del gruppo guidato dall'imprenditore irlandese.

Il secondo colpo è arrivato dall'Italia. L'Antitrust ha sospeso, dopo aver avviato un'istruttoria, la nuova politica tariffaria della compagnia che (imitata anche dall'ungherese Wizzair) prevedeva un supplemento di prezzo per il bagaglio a mano. "Onere non eventuale - ha detto l'Antitrust - che dovrebbe essere compreso nella tariffa standard". Sembra un'ovvietà, ma non per O'Leary; per il quale evidentemente viaggiare con uno zainetto e i propri effetti personali deve essere considerato un lusso.

Ma anche in Europa le autorità cominciano ad alzare le antenne. La Commissione Europea ha aperto un'indagine per verificare se in Germania la compagnia irlandese abbia ricevuto qualcosa di assimilabile agli aiuti di Stato per la sua attività all'aeroporto di Francoforte Hahn. "Verificheremo se le autorità regionali e locali in Germania hanno dato a Ryanair vantaggi sui suoi concorrenti, contro le regole, danneggiando altre compagnie", ha detto la commissaria alla concorrenza, Margrethe Vestager. E ancora: in Olanda il tribunale ha bloccato il trasferimento coatto di 16 piloti dalla base di Eindhoven, giudicato una ritorsione, mentre i ministri europei del lavoro hanno inviato una lettera a Ryanair mettendo in guardia la compagnia dal contravvenire alle leggi dei singoli paesi.

È giusto rimettere a posto gli eccessi. E dovrebbe tenerne conto anche l'Italia, che rischia ancora una volta di perdere l'occasione propizia per ridisegnare organicamente il trasporto aereo. Tutti presi dall'urgenza di salvare Alitalia con partner improbabili, i ministri Di Maio e Toninelli non si accorgono che Ryanair diventa monopolista in Calabria, dove si prende anche le rotte da Reggio, e abbandona Trieste/Udine, dove i collegamenti con la capitale sono cancellati e lasciati alla sola ex compagnia di bandiera. È il caso che la politica di trasporto italiana sia nella mani di un imprenditore irlandese?