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(ansa)

Sovranisti, populisti, democratici e moschettieri

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Gli eroi di Dumas stanno insieme con un obiettivo comune e combattono per quello. Salvini è decisamente un solitario, gli obiettivi europeisti non fanno per lui. Di Maio è un populista e il populismo in Europa ha poco senso  
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Quando ero ancora molto giovane lessi con grande interesse il libro di Dumas I tre moschettieri che in realtà erano quattro: D'Artagnan, Athos, Aramis, Porthos. Lottarono insieme per vent'anni senza mai dividersi perché avevano gli stessi obiettivi da realizzare: proteggere il loro re Luigi XIII e soprattutto sua moglie, la regina Anna d'Austria che era alquanto leggera nei costumi ma amata e rispettata dai moschettieri. L'ho poi riletto in tempi più recenti ed è diventato un mio libro di capezzale poiché in un modo molto figurativo, descrive come si sta insieme quando esiste un obiettivo comune e si combatte per quello. Ogni tanto mi viene in mente 
di paragonare i moschettieri di Dumas ai drammi di Shakespeare. Vogliamo dire che Shakespeare ha poco a che vedere con Dumas? Effettivamente è così, sempre che Shakespeare sia realmente esistito. La questione &egr…
Quando ero ancora molto giovane lessi con grande interesse il libro di Dumas I tre moschettieri che in realtà erano quattro: D'Artagnan, Athos, Aramis, Porthos. Lottarono insieme per vent'anni senza mai dividersi perché avevano gli stessi obiettivi da realizzare: proteggere il loro re Luigi XIII e soprattutto sua moglie, la regina Anna d'Austria che era alquanto leggera nei costumi ma amata e rispettata dai moschettieri. L'ho poi riletto in tempi più recenti ed è diventato un mio libro di capezzale poiché in un modo molto figurativo, descrive come si sta insieme quando esiste un obiettivo comune e si combatte per quello. Ogni tanto mi viene in mente 
di paragonare i moschettieri di Dumas ai drammi di Shakespeare. Vogliamo dire che Shakespeare ha poco a che vedere con Dumas? Effettivamente è così, sempre che Shakespeare sia realmente esistito. La questione è tuttora aperta ma significa poco e niente nella sostanza perché quei drammi, quelle tragedie, quelle commedie esistono e chi le ha scritte le ha scritte. Shakespeare esamina soprattutto le anime dei personaggi, una psicologia che è quasi sempre una psicopatia che ha fatto di quell'autore uno dei giganti della cultura non soltanto inglese ma mondiale. 
 
I quattro moschettieri dumasiani potrebbero anche esser stati scritti da uno Shakespeare, Dumas del resto non era da poco. Esiste tra le dramatis personae dei due autori un punto comune. Ogni uomo ha un'anima che sente il bisogno di realizzare una finalità e questa è una legge della vita. Perciò ho citato i moschettieri e le tragedie shakespeariane per vedere e cercar di capire quali sono oggi in Italia e nella nostra presenza in Europa i moschettieri o i personaggi del tipo di Macbeth, i Falstaff e gli Amleto. Le leggi di natura valgono per tutti e noi, nella nostra storia antica e recente, ne abbiamo avuti parecchi. Chi sono quelli di oggi con i quali abbiamo ogni giorno a che fare? Eccoli qua: Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Giuseppe Conte, Paolo Gentiloni, Nicola Zingaretti, Carlo Calenda, Matteo Renzi. I moschettieri avevano amici e nemici comuni e perciò loro erano quattro fratelli coraggiosi, generosi, responsabili del bene e del male comuni. I nostri di oggi talvolta hanno quella stessa stoffa di coraggiosa generosità e di reciproca amicizia ma altre volte differiscono. Salvini per esempio è decisamente un solitario; in questa fase della nostra storia è il più forte e del resto il suo principale obiettivo è di avere in Italia poteri dittatoriali. Guardate la vicenda di Torino e della Tav: Salvini è decisamente a favore mentre Di Maio è contrario. La sinistra democratica in questa vicenda è impersonata da Sergio Chiamparino che ha lo stesso obiettivo di Salvini. Personalmente credo che Salvini e Chiamparino (che per altro si ignorano tra di loro) perseguano l'utilità non solo di quella regione ma di tutto il circuito europeo di cui le ferrovie veloci fanno parte. Di Maio non è favorevole pur essendo membro dell'alleanza di governo in atto. 
 
Per quanto riguarda la situazione dell'area liberaldemocratico-socialista il probabile segretario del Pd sembra essere Zingaretti, lo sapremo tra poche settimane, credo sarebbe un ottimo segretario. Paolo Gentiloni e Marco Minniti potrebbero assumere ruoli di rilievo e sono entrambi adatti a compiti del genere. Nel frattempo sappiamo che l'economia italiana e per certe nazioni anche quella europea, stanno attraversando una fase di recessione economica. Gli ultimi mesi hanno visto un aumento dei debiti e una rallentamento delle entrate pubbliche e private. Sarà perciò della massima importanza vedere chi governerà l'economia italiana e anche quale sarà l'affluenza al voto delle prossimo elezioni europee e i risultati che le varie forze politiche realizzeranno, nonché la loro politica e le loro alleanze nel continente di cui facciamo parte. Salvini è un sovranista, gli obiettivi europeisti non fanno per lui che pensa unicamente alle alleanze europee che giovino alla nazione da lui rappresentata. Sappiamo da tempo e ne abbiamo costante prova che la vera amicizia di Salvini è con la Russia di Putin. La forza politica che il nostro sovranista otterrà dalle prossime elezioni avrà anche altre alleanze di contorno ma il vero contenuto è Putin e la missione che il leader russo potrà affidargli se Salvini avrà tutto il potere in Italia e quindi in grado di far combaciare gli interessi italiani visti da Salvini con quelli mediterranei visti da Putin. 
 
Di Maio è un populista. L'Europa è piena di populisti, ogni nazione ha il cosiddetto "popolaccio" tra i suoi aderenti e c'è poi un movimento che è populista per eccellenza, ed è quello di Marine Le Pen. Ma il populista non si allea con altri populisti, è il capo dei suoi e ne persegue gli interessi e gli obiettivi. In Europa il populismo ha poco senso e non è un caso che Macron nelle prime elezioni che lo portarono a presidente sconfisse molto ampiamente Marine Le Pen proprio perché il populismo non può governare, essendo il suo obiettivo quello di smantellare le classi dirigenti affinché il popolo si autogoverni. Conosciamo da tempo la pochezza di questo movimento, tanto più in Europa. È più comprensibile il sovranismo che il populismo ed infatti in quelle elezioni che avverranno tra quattro mesi la Lega uscirà rafforzata e i Cinque Stelle fortemente diminuiti. Queste sono già le ipotesi dei sondaggisti che danno il Movimento di Di Maio non più vicino al 30 ma con ogni probabilità più vicino al 20 per cento. Sarebbe un crollo in parte a favore di Salvini e in parte a favore del rilancio del Pd e dei movimenti al Pd affiancati. Il partito democratico probabilmente dal suo attuale 17 per cento potrebbe arrivare fino al 22-24 ma fiancheggiato da un Movimento come quello caldeggiato da Calenda, l'insieme di quell'area potrebbe superare il 30 per cento e addirittura sfiorare il 40. Sarebbe naturalmente un trionfo, salvo precisare meglio i rapporti tra il partito e il Movimento che lo fiancheggia, non è un'impresa impossibile ma certamente delicata che potrebbe essere utilizzata al peggio da Matteo Renzi. Il quale non è privo di capacità politiche ma è ancora e sempre inchiodato dall'irrefrenabile desiderio di comandare da solo. Questo malanno è ormai tuttavia noto a tutti e quindi potrebbe essere contenuto o addirittura impedito. 
 
Termino riproponendo un'ipotesi che ho tempo fa manifestato su queste colonne: la presenza di un presidente del partito che abbia gli stessi poteri verso il partito che il presidente della Repubblica ha nei confronti dello Stato. L'uomo adatto ad impersonare quella carica secondo me è Walter Veltroni. Questa carica può di nuovo rinascere, ma con contenuti completamente diversi: vigilanza sul rispetto dello Statuto e moral suasion. Mi auguro vivamente che l'assemblea porti al voto questa proposta e la offra a Walter Veltroni: sarebbe un vero rilancio del Pd e dei suoi alleati.