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Ignazio Visco, governatore della Banca d'Italia (ansa)

Bankitalia, quanto vale l’indipendenza di Visco

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L'istituto di via Nazionale si destreggia nel modo più acconcio. Quanto durerà? La nostra politica peggiora di gran lunga la situazione
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Ho avuto un'ampia discussione sulla situazione economica del nostro Paese in un momento estremamente delicato con l'attuale governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Una istituzione indipendente che è stata appena messa sotto attacco dal governo giallo-verde. Nessuno è al corrente della politica economica e delle difficoltà che l'Italia e l'Europa nel suo complesso stanno attraversando quanto il governatore della Banca d'Italia. In tutti i Paesi d'Europa e negli Usa il governatore è nominato dal Capo dello Stato dopo avere ascoltato le parti economiche.

Ma prima di riferire le opinioni e le notizie che ci siamo scambiati in un dialogo di poco meno di un'ora mi sono ricordato di quanto avvenne all'epoca in cui la nostra Banca era guidata da Guido Carli. Eravamo strettamente amici e io lo frequentavo in banca e fuori banca cercando di capire qual era la funzione della nostra Banca centrale. A un certo punto si pose p…
Ho avuto un'ampia discussione sulla situazione economica del nostro Paese in un momento estremamente delicato con l'attuale governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Una istituzione indipendente che è stata appena messa sotto attacco dal governo giallo-verde. Nessuno è al corrente della politica economica e delle difficoltà che l'Italia e l'Europa nel suo complesso stanno attraversando quanto il governatore della Banca d'Italia. In tutti i Paesi d'Europa e negli Usa il governatore è nominato dal Capo dello Stato dopo avere ascoltato le parti economiche.

Ma prima di riferire le opinioni e le notizie che ci siamo scambiati in un dialogo di poco meno di un'ora mi sono ricordato di quanto avvenne all'epoca in cui la nostra Banca era guidata da Guido Carli. Eravamo strettamente amici e io lo frequentavo in banca e fuori banca cercando di capire qual era la funzione della nostra Banca centrale. A un certo punto si pose però un tema assai delicato: come firmare quello che io scrivevo dopo aver parlato a lungo con lui? Pensammo di inventare uno pseudonimo e fummo d'accordo nell'utilizzare come firma di ciò che scrivevo il nome Bancor. Lui mi dava degli spunti, io li approfondivo e l'articolo usciva firmato da quello pseudonimo. Carli era molto indaffarato e mi presentò il capo dell'ufficio studi: Carlo Azeglio Ciampi. Restammo d'accordo che lui mi avrebbe accennato rapidamente i temi da discutere e poi sarei andato all'ufficio studi di Ciampi e li avrei approfonditi. Questo rapporto durò alcuni anni, Ciampi nel frattempo faceva carriera fino a diventare direttore generale della Banca e poi a sua volta governatore. Gli incontri erano stati così numerosi che io decisi di farne un piccolo libro firmato da Bancor. Lo pubblicai con l'editore Laterza il quale mi fece avere il denaro del copyright. Non era una grande somma ma comunque ne mandai la metà a Guido il quale il giorno dopo mi rinviò il danaro che gli avevo inviato con due righe in cui diceva (lo ricordo benissimo) "Bancor a Bancor". Capii allora che non avrebbe accettato moneta e quindi gli mandai una cassa di champagne dicendo anch'io "Bancor a Bancor".
 
Ho voluto ricordare quest'episodio perché mi sembra molto divertente e ne ho fatto breve cenno a Ignazio Visco. Il tema della nostra conversazione è stato la recessione che oggi è in corso nell'economia italiana e ancora di più in quella europea. Visco è vivamente preoccupato dalla recessione soprattutto per il debito pubblico dell'Italia che è uno dei più elevati nel mondo occidentale. Una delle preoccupazioni della Banca dovrebbe essere quella di ridurre il debito pubblico ma è un obiettivo difficilissimo da raggiungere poiché, per ottenere questo risultato, dovremmo disporre di risorse che servono ad altri scopi e solo in parte vengono utilizzate per pagare gli interessi che decorrono dal debito pubblico senza farlo aumentare.

Visco è molto attento a questo problema e in qualche modo fin qui lo ha evitato ma la recessione certamente è un handicap notevole. La Banca centrale si trova dinanzi a una diminuzione delle persone occupate nonché dei redditi delle imprese. Questo produce inevitabilmente una riduzione dei consumi e quindi l'intera domanda e offerta della ricchezza nazionale. L'occupazione diminuisce, i consumi diminuiscono, le esportazioni altrettanto. La Banca d'Italia cerca in tutti i modi possibili di ravvivare domanda e offerta ma purtroppo questo risultato è molto difficile anche perché le autorità che guidano la politica economica europea versano nelle medesime condizioni: gran parte dei Paesi europei per combattere la recessione ha sempre meno fondi da distribuire alle singole nazioni, tanto più che dal punto di vista politico le autorità europee hanno imposto economie di scala continentale che si ripercuotono sui singoli Paesi.

Politicamente parlando molti di essi diventano "sovranisti", a cominciare dal nostro vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. Sovranista significa abbandonare completamente l'idea di un continente federato e di accrescere viceversa gli interessi particolari e le alleanze dei vari membri della Ue. La sostanza è una recessione crescente e totale che ha effetti non soltanto economici ma politici. Il sovranismo si sta diffondendo ovunque e combattere la recessione in queste condizioni diventa un'ipotesi che non trova alcun aiuto. La domanda declina, l'offerta altrettanto, l'Italia per di più ha sempre un punto di meno rispetto alla media europea tant'è che il Fondo monetario internazionale ha chiesto che l'economia italiana venga commissariata. Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, è finora riuscito a impedire questo commissariamento ma ha dovuto comunque ridurre l'intervento di sostegno monetario da parte della Bce. La conseguenza è che le banche pubbliche nazionali sopportano un peso ancora maggiore e debbono preoccuparsi di fare da sole.

Nonostante questa situazione Visco si sta destreggiando nel modo più acconcio. È un risultato di grande importanza. Quanto durerà? La nostra politica europea, cioè i partiti di governo peggiorano di gran lunga la situazione italiana. Quello che Visco può fare e fa è diminuire i contraccolpi politici dei due partiti di governo. La Lega di Salvini si è legata stabilmente a Putin che con l'Europa dal punto di vista economico non ha nulla a che vedere. Quanto a Di Maio è un populista senza alleanze e i 5S si sono tolti l'ultima maschera e sono partiti lancia in resta contro i manager di Via Nazionale.

La conseguenza di tutto ciò è aggravare ulteriormente la fatica di Bankitalia, la quale vede peggiorare la nostra situazione rispetto a quella già pessima degli altri Paesi europei. Finora Visco è riuscito a evitare il peggioramento ma si trova purtroppo in uno stato di necessità che per essere superato dovrebbe vedere una ripresa delle esportazioni, dell'occupazione, dei consumi mentre, per di più, siamo percorsi da terremoti che aggravano localmente le nostre economie regionali. Draghi è in carica alla Bce fino a novembre ed è un'ancora alla nave europea ma durerà poco. Chi andrà al posto di Draghi è un tema indiscusso, ma purtroppo a un italiano non seguirà un altro italiano: potrà essere un tedesco, un francese, un olandese.

Una cosa è certa, non potremmo avere un banchiere più consapevole di quanto accade in Italia e in Europa e più preparato a interventi di alleggerimento del male italiano guidato da un governo che è il peggio del peggio e purtroppo privo, almeno finora, di alternative il cui comportamento possa politicamente migliorare la situazione del nostro Paese.