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(ansa)

La sinistra che insegue il miracolo italiano

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L'Italia sta marciando verso la dittatura, dobbiamo far risorgere la forza  e il valore della democrazia liberale 
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Ricordo ancora, a distanza di quasi sessant'anni, il motto di Guido Carli, a quell'epoca governatore della Banca d'Italia: "Il miracolo italiano è cominciato e va avanti molto bene". Carli assisteva e partecipava ampiamente al finanziamento di quel miracolo che significava piena occupazione, aumento del reddito e controllo del debito pubblico. Appunto un miracolo che incoraggiò una emigrazione di massa dal Sud al Nord e dall'Est all'Ovest della nostra penisola. Nel '57 furono firmati i trattati di Roma e nacque la "Comunità economica europea" che fu accettata da gran parte delle nazioni europee; era un altro passo avanti e non più soltanto italiano. Naturalmente dal Sessanta in poi quel miracolo cominciò a porre in evidenza problemi nazionali e problemi europei.

Le fasi di buon andamento dell'economia si alternarono con fasi di segno opposto: licenziamenti, diminuzione del reddito, aumento del debito p…
Ricordo ancora, a distanza di quasi sessant'anni, il motto di Guido Carli, a quell'epoca governatore della Banca d'Italia: "Il miracolo italiano è cominciato e va avanti molto bene". Carli assisteva e partecipava ampiamente al finanziamento di quel miracolo che significava piena occupazione, aumento del reddito e controllo del debito pubblico. Appunto un miracolo che incoraggiò una emigrazione di massa dal Sud al Nord e dall'Est all'Ovest della nostra penisola. Nel '57 furono firmati i trattati di Roma e nacque la "Comunità economica europea" che fu accettata da gran parte delle nazioni europee; era un altro passo avanti e non più soltanto italiano. Naturalmente dal Sessanta in poi quel miracolo cominciò a porre in evidenza problemi nazionali e problemi europei.

Le fasi di buon andamento dell'economia si alternarono con fasi di segno opposto: licenziamenti, diminuzione del reddito, aumento del debito pubblico e distruzioni permanenti tra le varie parti del Paese: il Sud in un modo, il Nord in un altro. Questo va e vieni del benessere e del malessere in Italia e in Europa è durato un bel po' ma nel frattempo si sono verificati fatti importanti e positivi: fu creata la Nato, un patto di difesa militare al quale partecipa con un importante contributo l'America; fino all'unificazione della Germania dell'Est con quella dell'Ovest, un avanzamento dell'Europa verso una confederazione, anche se alcune nazioni e alcuni partiti osteggiavano un procedere veloce di questo ideale che stava peraltro nascendo in tutti gli altri continenti. L'Europa era indietro e il miracolo di Guido Carli si faceva sempre più lontano. 

Questo è il nostro passato prossimo che potrebbe essere raccontato nelle varie crisi che contiene. Di solito venivano dall'America: nel 1929 arrivò in Europa una crisi che aveva devastato il continente americano del Nord; nel frattempo era avvenuta una prima guerra mondiale e se ne stava preparando una seconda: guerre tremende, con milioni di morti, prigionieri, dittature militari nei vari Paesi coinvolti, nascita del fascismo e del nazismo. Insomma un miracolo quanto mai negativo, non più un Paradiso e neppure un Purgatorio, ma addirittura un Inferno che dominò il mondo intero. I Diavoli erano dittatori nei loro Paesi e la dittatura aiutava a superare l'Inferno, sia pure guidati dai Diavoli. Dostoevskij del resto scrisse proprio un libro sui Diavoli, fu uno dei suoi maggiori capolavori proprio perché coglieva, sia pure trasformandola nello stile, una favola terrorista. 

Gli anni sono passati e per chi li ha vissuti da giovane o da uomo appena maturo come accadde a me, furono anni molto agitati: talvolta sembrava bello e divertente viverci e talaltra l'Inferno diventava reale e terribilmente noioso. La noia a volte è riposante ma altre volte precede sorella Morte, politicamente ed economicamente parlando. 
Questo è stato il passato prossimo a causa del quale abbiamo smarrito il futuro e siamo vissuti nel presente col bene e col male che ha turbato fortemente la nostra vita e quella delle comunità di cui facevamo parte.

Alla fine siamo arrivati alla situazione odierna, cominciata nel 2007 con la crisi negli Usa e arrivata l'anno dopo in Europa. L'Europa è stata per molti secoli il continente principale del mondo e ha alimentato la formazione di imperi grandiosi, quello inglese, quello spagnolo, quello francese, quello tedesco, e infine il più forte di tutti quello americano. Ricordiamoci che l'America del Nord ma anche quella del Sud nacquero come colonie europee e dovettero sostenere delle vere e proprie guerre con le nazioni europee che le avevano formate. Ecco un punto a suo modo sorprendente: le Nazioni europee (alcune, non tutte) fondarono imperi e poi col passar del tempo li persero, ma non fondarono mai la propria unità e quindi non trasformarono il continente in un impero come avvenne invece altrove. E l'Italia?

L'Italia sta marciando verso la dittatura. Sembra impossibile ma viene dalla Lega fondata da Umberto Bossi. Salvini è assai diverso da lui e ha trasformato la Lega Nord, rafforzandola al Nord e conquistando quasi completamente il Sud. La sua presenza si è manifestata e si manifesta sia pure in modo molto singolare anche in Europa dove è contemporaneamente amico dell'Ungheria dittatoriale, dei movimenti popolari anti-Macron e soprattutto di una potenza che è europea soltanto per metà: la Russia di Putin. Quello è il suo vero amico ma questa storia la conosciamo bene e ne abbiamo più volte parlato su queste colonne: l'appuntamento tra la dittatura italiana di Salvini e quella russa di Putin è la conquista del Mediterraneo. Questo è il progetto le cui conseguenze personali su Salvini sono la sua configurazione di nazionalista, sovranista e razzista.
Lui discende da Bossi, ma è come se Bossi non fosse mai esistito. 

Luigi Di Maio invece discende da Grillo. Si direbbe che tra Bossi e Grillo ci siano state notevoli somiglianze. Grillo ha predicato per otto anni, come ben sappiamo, l'abolizione delle classi dirigenti e il popolo sovrano. Populismo, ecco l'essenza del vecchio capo, comico di professione e anche di sembianze e di mentalità politica. Populismo. Di Maio ha ereditato il populismo grillino che tuttavia si era alquanto diffuso in alcune regioni ma poche e niente di più. C'era una canzone patriottica un tempo andato che diceva: "Quando il popolo si desta / Dio si mette alla sua testa / la sua folgore gli dà". A guardar bene questa canzone, che non è certo stata scritta per i grillini, si attaglia abbastanza al populismo, il quale tuttavia per svilupparsi come si deve, dovrebbe avere un capo, capace di guidare un popolo apparentemente sovrano ma in realtà servo. Il guaio dei 5 Stelle è che il loro capo, pur essendo dotato di discreta intelligenza politica, non ha lo spirito del dittatore. 

Di Maio ha già ottenuto molto stipulando un "contratto" con Salvini, ma sostanzialmente è un contratto salviniano che per di più Salvini riesce a trasformare quando è necessario e Di Maio inghiotte e spera. Dittatore non sarà mai e sovranista nemmeno. I suoi seguaci non sono popolino se non in piccolissima parte. Per il resto sono un partito di centrodestra. Potrebbero anche trasformarsi in centrosinistra ma lì il posto è occupato, sia pure ancora in proporzioni modeste. È il popolo dei liberaldemocratici, molti dei quali dopo la sconfitta di Renzi al referendum costituzionale, hanno deciso di astenersi o di votare per i 5 Stelle. Pensate un po': molti democratici disgustati dal renzismo semi-dittatoriale, hanno preferito votare 5 Stelle. Ma se il Pd riprendesse lena la storia potrebbe radicalmente cambiare. Resta dunque da esaminare il rinnovato Partito democratico guidato da Zingaretti. Essendo il partito per il quale da vario tempo voto, non voglio dilungarmi troppo ma segnalo alcune novità che peraltro avevo previsto e delle quali anzi avevo configurato la formazione e la natura che avrebbero dovuto avere.

La liberal-democrazia è uno degli elementi principali della modernità. Fu quella che ebbe inizio con il pensiero di Montaigne, l'Illuminismo di Diderot e di Voltaire, la Rivoluzione francese e il capitalismo industriale che ne seguì in Francia e che in Inghilterra era già esistente da oltre un secolo. Questo pensiero politico sostituì le monarchie assolute e combatté le tirannidi. L'Italia del Risorgimento guidata dal triumvirato sostanzialmente esistente di Mazzini, Garibaldi e Cavour realizzò la caduta delle monarchie ispirate da potenze esterne ma come abbiamo già detto, il periodo che seguì fu molto agitato e per certi aspetti inaccettabile. Abbiamo già parlato del miracolo italiano e poi del seguito della nostra storia. Oggi dobbiamo far risorgere la forza e il valore della democrazia liberale che ha avuto fasi alterne ma il filo rosso di Arianna va tirato fuori dal mito e utilizzato nella realtà. 

A un certo punto della storia il partito comunista, quando a guidarlo fu Enrico Berlinguer, cambiò decisamente natura rappresentando la sinistra italiana ormai democratica. È da quel momento che il partito comunista in quanto tale scompare e si trasforma nella sinistra democratica e liberal-socialista. Oggi tuttavia il Pd ha perso in misura drammatica le elezioni del 4 marzo dell'anno scorso crollando dal 41 al 19 per cento. Da questa situazione sta tentando di uscire, come abbiamo già accennato, sotto la guida di Zingaretti e di un movimento che l'affianca e voterà nello stesso modo.
Questo sarebbe un evento decisivo. Ci auguriamo che questo avvenga e rafforzi in modo sostanziale la sinistra democratica. "Sole che sorgi libero e giocondo / sul colle nostro i tuoi cavalli doma / tu non vedrai nessuna cosa al mondo / maggior di Roma".