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(ansa)

Lo spartito sbagliato dei due suonatori

La Lega di Salvini e i 5 Stelle di Di Maio procedono come procedeva Beethoven: il primo ha in mano un pianoforte, il secondo un violino. Il violino è molto più leggero nel volume ma in certi momenti può emergere sul pianoforte
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Uno dei libri di Lev Tolstoj è intitolato Sonata a Kreutzer che ricava il suo intreccio da una delle sonate di Beethoven per pianoforte e violino. La sonata si compone di quattro tempi: nel primo si succedono quasi singolarmente il pianoforte e il violino; ciascuno dei due strumenti suona quasi da solo la partitura e l'altro lo appoggia con un accompagnamento molto sobrio. Nel secondo tempo i due strumenti suonano contemporaneamente e con il massimo vigore ciascuno il proprio brano.

Si direbbe quasi che vogliano reciprocamente prevalere l'uno sull'altro. È certamente il passo più efficace. Ne seguono un terzo e un quarto, dove il suono è armonico ed entrambi hanno trovato un equilibrio tra loro e non più un duello su chi prevalga sull'altro. Ho ricordato questo libro di Tolstoj e soprattutto l'esecuzione dello spartito di Beethoven perché la lotta per la prevalenza tra i due strumenti che compongono l'intera partitura …
Uno dei libri di Lev Tolstoj è intitolato Sonata a Kreutzer che ricava il suo intreccio da una delle sonate di Beethoven per pianoforte e violino. La sonata si compone di quattro tempi: nel primo si succedono quasi singolarmente il pianoforte e il violino; ciascuno dei due strumenti suona quasi da solo la partitura e l'altro lo appoggia con un accompagnamento molto sobrio. Nel secondo tempo i due strumenti suonano contemporaneamente e con il massimo vigore ciascuno il proprio brano.

Si direbbe quasi che vogliano reciprocamente prevalere l'uno sull'altro. È certamente il passo più efficace. Ne seguono un terzo e un quarto, dove il suono è armonico ed entrambi hanno trovato un equilibrio tra loro e non più un duello su chi prevalga sull'altro. Ho ricordato questo libro di Tolstoj e soprattutto l'esecuzione dello spartito di Beethoven perché la lotta per la prevalenza tra i due strumenti che compongono l'intera partitura rappresenta la storia di un periodo musicale ma possiamo applicarla anche a un periodo politico.

Non si tratta più di pianoforte e di violino ma nel nostro caso di due formazioni politiche: la Lega di Salvini e i 5 Stelle di Di Maio. Procedono come procedeva Beethoven. Direi che Salvini ha in mano un pianoforte e Di Maio un violino. Il violino è molto più leggero nel volume ma in certi momenti può emergere sul pianoforte. Questo alternarsi di spartiti affidati a due strumenti assai diversi tra loro rispecchia tuttavia fedelmente la Sonata a Kreutzer di Beethoven tradotta in un libro narrativo da Tolstoj.

Dalle elezioni fin qui avvenute a partire dalle politiche del 2008, cioè da quando la grave crisi americana arrivò e sconvolse l'economia del nostro Paese, gli italiani in quanto popolo reagirono in modi molto diversi di anno in anno: quando il presidente della Repubblica, che allora era Giorgio Napolitano, mise alla testa del governo il professor Mario Monti gli italiani non reagirono in alcun modo: la crisi americana arrivata in Europa e in Italia era di tale violenza da rendere il popolo totalmente passivo. 

Questo atteggiamento della pubblica opinione favorì la politica di Monti e di Fornero, riuscendo a riportare l'economia italiana a un accettabile equilibrio: molti sacrifici naturalmente, ma comunque sopportabili e compensabili. Poi ci furono altri due governi, uno dei quali presieduto da Enrico Letta e l'altro da Matteo Renzi. Quest'ultimo guadagnò molto in favore del Partito democratico da lui guidato, che culminò con un referendum costituzionale per l'abolizione del Senato come Camera di rappresentanza. 

Alle europee del 2014 il partito di Renzi arrivò al 41 per cento ma quelli che votarono "No" al referendum del 2016 sfiorarono il 60 per cento, perciò Renzi fu battuto e si dimise da capo del governo pur restando segretario del partito. Nacque il governo Gentiloni che gestì con moderazione intelligente una situazione molto difficile. A quel punto, e dopo oltre un anno, furono effettuate le elezioni e il Partito democratico fu sonoramente battuto crollando fino al 18 per cento. Emersero la Lega di Salvini e i 5 Stelle (grillini) di Di Maio. 

Da allora di cose ne sono successe e non è certo il caso di rievocarle per l'ennesima volta. Dico soltanto che la situazione odierna ha preso un connotato di crescente liquidità. L'opinione pubblica e gli elettori sono da definire liquidi nel senso che hanno rinunciato al proclamarsi di sinistra, di destra, di centro. Semplicemente della politica non gliene importa più niente. Una massa di oltre il 40 per cento non vota alle elezioni, di qualunque genere siano. Quelli che votano si mobilitano molto poco ma vanno alle urne in elezioni comunali o regionali. Agli altri non interessano affatto. I partiti coinvolti fanno calcoli e ne ricavano cifre importanti, soprattutto la Lega di Salvini la quale tuttavia in questi ultimi mesi avrebbe perso due punti percentuali e l'adesione comunque è più teorica che effettiva. 

I 5 Stelle sono diventati più grillini di prima, il che significa che stanno tornando all'origine del populismo predicato per anni da quello che fu il fondatore di quel movimento. Di Maio fa finta di darsi caratteristiche vagamente di sinistra per prendere le distanze da Salvini ma non è la realtà. La sinistra di Di Maio è più uno scherzo che una cosa seria, anche il corpo elettorale di Salvini è molto meno interessato alla politica del leader leghista. 

Questa è la vera realtà: un'opinione pubblica indifferente, schierata a favore di questo o quel partito più per bella mostra. Abbiamo già definito questo atteggiamento come "liquido" e questa è la situazione italiana. Non parliamo della nostra eventuale presenza in Europa: mezza Europa è più liquida di noi, a cominciare dai corsetti gialli della Francia e alla destra-sinistra del Cdu di Angela Merkel, tanto meno del Portogallo, della Danimarca, della Sassonia, della Renania, e via dicendo.

Questa è la situazione effettiva dell'Italia e dell'Europa. In una situazione dove sta prevalendo la globalità, le forze realmente esistenti sono gli Usa americani, la Russia di Putin, la Cina di Xi Jinping. In queste aree le dittature politiche hanno una reale consistenza. Sono, come è evidente, governi dittatoriali e lo sarà anche l'Africa la cui popolazione si sta moltiplicando con una rapidità stupefacente e trasversale da Est a Ovest. Quest'accrescimento enorme della popolazione porterà con sé poteri politici molto forti. Questo è quanto: l'Italia e l'Europa non contano assolutamente niente.

Forse sono troppo pessimista ma temo di no. Mi consola il fatto che conosco una serie di persone che si occupano di politica, di economia e soprattutto di cultura a livelli di qualità molto elevata in Paesi privi di qualunque energia. L'esistenza di queste personalità mi consola e mi dà speranze per un futuro. 

Del resto, un passato con questa prevalenza culturale, nel senso più lato del termine, ci fu. Ci fu con Cavour, con Garibaldi, con Mazzini, con Alfieri, con Foscolo, con Manzoni, con Victor Hugo, con Immanuel Kant, con Arthur Schopenhauer, con Benedetto Croce, con Francesco De Sanctis, e naturalmente con Tolstoj, ?echov, Dostoevskij, Beethoven, Schubert e via dicendo, questa è stata una vera e propria aristocrazia soprattutto europea. 

A pensarci bene, oggi c'è una sola e grandiosa personalità ed è papa Francesco: gira il mondo in continuazione e cerca di affratellare tutte le religioni esistenti in nome del Dio Unico. Tre giorni fa ha ricevuto una famiglia di rom che era stata malversata, priva di una abitazione. Francesco gira il mondo intero perché nel mondo intero c'è un solo Dio, comunque venga chiamato dai suoi fedeli che vanno persuasi dell'Unicità divina che può avere rituali diversi ma comunque affratellati. Personalmente, come i mei lettori sanno, io non sono credente ma vedo in papa Francesco il solo punto di riferimento affinché la vita della nostra specie abbia comunque un senso.