Il decreto blocca sorrisi
Fabio Bogo , di FABIO BOGO
È veramente raro che un provvedimento pensato e scritto per soddisfare i suoi beneficiari finali riesca a scontentarli tutti, e a tramutare i sorrisi iniziali in smorfie di disappunto. Il miracolo, fino ad ora, è riuscito al decreto Sbloccacantieri, che nelle intenzioni del governo e soprattutto del suo principale ispiratore, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, doveva rappresentare la benzina per far ripartire con il turbo il motore imballato del Paese. Dopo continue modifiche al testo, il provvedimento dovrebbe arrivare in aula al Senato questa settimana. Contenti finalmente i costruttori, che lamentano la paralisi del Paese e i tempi biblici per le opere pubbliche?
Macché, nemmeno per sogno. Questo il giudizio dell'Ance, l'associazione di categoria: "Il decreto non risolve le criticità che impediscono il rapido utilizzo delle risorse stanziate". In sostanza non sblocca niente. E questo perché "mancano interven…
Macché, nemmeno per sogno. Questo il giudizio dell'Ance, l'associazione di categoria: "Il decreto non risolve le criticità che impediscono il rapido utilizzo delle risorse stanziate". In sostanza non sblocca niente. E questo perché "mancano interven…
È veramente raro che un provvedimento pensato e scritto per soddisfare i suoi beneficiari finali riesca a scontentarli tutti, e a tramutare i sorrisi iniziali in smorfie di disappunto. Il miracolo, fino ad ora, è riuscito al decreto Sbloccacantieri, che nelle intenzioni del governo e soprattutto del suo principale ispiratore, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, doveva rappresentare la benzina per far ripartire con il turbo il motore imballato del Paese. Dopo continue modifiche al testo, il provvedimento dovrebbe arrivare in aula al Senato questa settimana. Contenti finalmente i costruttori, che lamentano la paralisi del Paese e i tempi biblici per le opere pubbliche?
Macché, nemmeno per sogno. Questo il giudizio dell'Ance, l'associazione di categoria: "Il decreto non risolve le criticità che impediscono il rapido utilizzo delle risorse stanziate". In sostanza non sblocca niente. E questo perché "mancano interventi sui processi autorizzativi dei progetti e tempi perentori per ogni fase decisionale". Bocciato. Gli imprenditori però - si sa - sono sempre scontenti. Dovrebbero essere soddisfatti allora i sindacati, perché lo sblocco delle opere potrebbe essere la medicina capace di ridare fiato al settore dell'edilizia. Ecco cosa ne pensa Maurizio Landini , fresco segretario della Cgil. "Abbiamo avanzato le nostre proposte e c'è lo spazio per aprire un confronto con noi. Al momento non solo non si sbloccano i cantieri, ma c'è il rischio di tornare indietro anche sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone" .
Due grandi organizzazioni scontente non è cosa da poco. C'era da sperare almeno che nella proclamata spinta agli appalti venisse confermato la volontà di combattere la corruzione, uno dei pilastri fondanti del programma dei 5 Stelle. Questo è invece quello che rileva Raffaele Cantone, alla guida dll'Autorità Anticorruzione: "Allungamento dei tempi, aumento del contenzioso, non favorisce la concorrenza, scoraggia gli investimenti esteri, può favorire eventi corruttivi".
Nonostante le bocciature e la decimazione del ministero, con il ko del viceministro Edoardo Rixi e del sottosegretario Armando Siri, Danilo Toninelli non desiste: "Il mio ministero è falcidiato ma andiamo avanti a sbloccare opere", ha annunciato. "Oddio, è una minaccia?", deve aver pensato Matteo Salvini , visto che ha ironizzato sul collega "sbloccatore di cantieri" e in pratica ne ha chiesto la rimozione. Ma il partito della confusione e delle parole a buon mercato ha tanti alleati. Per chi non se ne fosse accorto, il Tar ha annullato il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale che sbloccava il potenziamento dell'aeroporto di Firenze, approvato da tre governi (Renzi, Gentiloni e Conte). Toscana Aeroporti è ricorsa al Consiglio di Stato . Firenze aspetta da 50 anni. Dove non arriva il governo pentastellato, ci pensa la burocrazia amministrativa.
Macché, nemmeno per sogno. Questo il giudizio dell'Ance, l'associazione di categoria: "Il decreto non risolve le criticità che impediscono il rapido utilizzo delle risorse stanziate". In sostanza non sblocca niente. E questo perché "mancano interventi sui processi autorizzativi dei progetti e tempi perentori per ogni fase decisionale". Bocciato. Gli imprenditori però - si sa - sono sempre scontenti. Dovrebbero essere soddisfatti allora i sindacati, perché lo sblocco delle opere potrebbe essere la medicina capace di ridare fiato al settore dell'edilizia. Ecco cosa ne pensa Maurizio Landini , fresco segretario della Cgil. "Abbiamo avanzato le nostre proposte e c'è lo spazio per aprire un confronto con noi. Al momento non solo non si sbloccano i cantieri, ma c'è il rischio di tornare indietro anche sulle condizioni di vita e di lavoro delle persone" .
Due grandi organizzazioni scontente non è cosa da poco. C'era da sperare almeno che nella proclamata spinta agli appalti venisse confermato la volontà di combattere la corruzione, uno dei pilastri fondanti del programma dei 5 Stelle. Questo è invece quello che rileva Raffaele Cantone, alla guida dll'Autorità Anticorruzione: "Allungamento dei tempi, aumento del contenzioso, non favorisce la concorrenza, scoraggia gli investimenti esteri, può favorire eventi corruttivi".
Nonostante le bocciature e la decimazione del ministero, con il ko del viceministro Edoardo Rixi e del sottosegretario Armando Siri, Danilo Toninelli non desiste: "Il mio ministero è falcidiato ma andiamo avanti a sbloccare opere", ha annunciato. "Oddio, è una minaccia?", deve aver pensato Matteo Salvini , visto che ha ironizzato sul collega "sbloccatore di cantieri" e in pratica ne ha chiesto la rimozione. Ma il partito della confusione e delle parole a buon mercato ha tanti alleati. Per chi non se ne fosse accorto, il Tar ha annullato il decreto di Valutazione di Impatto Ambientale che sbloccava il potenziamento dell'aeroporto di Firenze, approvato da tre governi (Renzi, Gentiloni e Conte). Toscana Aeroporti è ricorsa al Consiglio di Stato . Firenze aspetta da 50 anni. Dove non arriva il governo pentastellato, ci pensa la burocrazia amministrativa.