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(afp)

Parigi e Roma. Sovranisti e assenteisti

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L'operazione Fca-Renault, salutata inizialmente come benefica per entrambi i giganti dell'auto, è stata cancellata dall'agenda delle due case. Torino ha sostenuto che in Francia non ci fossero le condizioni politiche perché l'operazione proseguisse con successo, e ha ritirato la sua proposta. Parigi ne ha preso atto con apparente rammarico, lamentando il fatto che ci fosse accordo su quasi tutti i punti. Le divergenze su un solo aspetto hanno fatto precipitare le cose. Al di là delle considerazioni tecniche sulla bontà industriale o meno della fusione, bisogna notare che l'operazione Fca-Renault ha visto coinvolti i manager, e gli esponenti politici, ha mobilitato i sindacati e l'opinione pubblica. Esaurito il giro e acquisiti gli elementi si è presa una decisione.

Il tutto si è consumato in 10 giorni, quelli trascorsi tra le prime indiscrezioni e la rottura. La tempestività è importante. Dote che invece …
L'operazione Fca-Renault, salutata inizialmente come benefica per entrambi i giganti dell'auto, è stata cancellata dall'agenda delle due case. Torino ha sostenuto che in Francia non ci fossero le condizioni politiche perché l'operazione proseguisse con successo, e ha ritirato la sua proposta. Parigi ne ha preso atto con apparente rammarico, lamentando il fatto che ci fosse accordo su quasi tutti i punti. Le divergenze su un solo aspetto hanno fatto precipitare le cose. Al di là delle considerazioni tecniche sulla bontà industriale o meno della fusione, bisogna notare che l'operazione Fca-Renault ha visto coinvolti i manager, e gli esponenti politici, ha mobilitato i sindacati e l'opinione pubblica. Esaurito il giro e acquisiti gli elementi si è presa una decisione.

Il tutto si è consumato in 10 giorni, quelli trascorsi tra le prime indiscrezioni e la rottura. La tempestività è importante. Dote che invece manca ai nostri responsabili economici, incapaci di prendere decisioni rapide e - ancora peggio - di capire cosa stia succedendo, col risultato di essere sempre impreparati di fronte alle crisi industriali. Nei 10 giorni che sono stati sufficienti a Renault, al presidente francese Emmanuel Macron e a Fca per archiviare la nascita della più grande casa automobilistica del mondo, l'Italia si è accorta che i francesi di Lactalis stavano per acquisire un grande produttore di parmigiano e ha protestato con il consueto slogan: "Faremo di tutto per tutelare l'agroalimentare dall'assalto delle multinazionali straniere". Lactalis ha aspettato sette giorni e poi ha comprato l'azienda.
Sullo stabilimento Whirlpool di Napoli il copione è in parte lo stesso. La multinazionale americana, che dai governi ha avuto negli anni diversi incentivi, ha annunciato provvedimenti che possono mettere a rischio l'occupazione. "Non si prende per il culo lo Stato", il muscolare messaggio ministro dello sviluppo economico Luigi Di Maio, pronto ad annunciare la possibile revoca dei fondi. La serena replica americana lascia già intendere come finirà: "Non vogliamo chiudere ma ristrutturare, la produzione di elettrodomestici è crollata progressivamente nel 2018". Domanda l'opposizione: ma qualcuno al Mise se ne era accorto e stava monitorando?
Nel tavolo - o meglio sulla tavola - delle crisi, non poteva mancare il brodo. La Knorr, di proprietà della Unilever, annuncia che il dado non piace più. E il piccolo stabilimento di Sanguinetto è a rischio. Il dado si farà ancora, ma in Portogallo. Silenzio del governo, che evidentemente lo ritiene poco digeribile. Poi, ciliegina sulla torta, ecco l'Ilva. Dopo i proclami di risanamento economico (su quello ambientale nulla o quasi è stato fatto) Arcelor-Mittal annuncia la cassa integrazione per 1.400 dipendenti. "Il mercato è in crisi", confessa l'azienda. L'acciaio è più visibile di formaggio, dadi o frigoriferi, ma al Mise e al ministero del Lavoro non si sono accorti nemmeno di quello, come pure di Mercatone Uno o della Piaggio Aerospace. Distanze siderali nei tempi dell'economia tra Parigi e Roma. Forse perché se in Francia c'è un sovranista, in Italia c'è un assenteista.