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(ansa)

Tirare a campare tra Bene e Male

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Questo governo è stato attentamente e più volte esaminato dal giornalismo italiano e non soltanto, nessuno però l'ha giudicato con maggiore attenzione di quanto non abbia fatto il nostro giornale. Ieri ne ha parlato lungamente Massimo Giannini e dal suo articolo colgo un titolo che merita di essere considerato una definizione molto precisa: "Il governo del tempo perduto". È esattamente così e questo sta rendendo la situazione assai pericolosa. Si andrà verso le elezioni? Ci sarà una divisione politica tra gli attuali alleati Salvini e Di Maio? Avverrà uno scontro tra i due e Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio attuale?

A me sembra che per ora le elezioni non ci saranno, non convengono a nessuno degli attuali attori i quali tireranno a campare ancora per un po' di mesi e forse perfino di più: fino a qualche tempo fa Salvini soprattutto pensava a un'alleanza da lui praticamente guidata che anda…
Questo governo è stato attentamente e più volte esaminato dal giornalismo italiano e non soltanto, nessuno però l'ha giudicato con maggiore attenzione di quanto non abbia fatto il nostro giornale. Ieri ne ha parlato lungamente Massimo Giannini e dal suo articolo colgo un titolo che merita di essere considerato una definizione molto precisa: "Il governo del tempo perduto". È esattamente così e questo sta rendendo la situazione assai pericolosa. Si andrà verso le elezioni? Ci sarà una divisione politica tra gli attuali alleati Salvini e Di Maio? Avverrà uno scontro tra i due e Giuseppe Conte, il presidente del Consiglio attuale?

A me sembra che per ora le elezioni non ci saranno, non convengono a nessuno degli attuali attori i quali tireranno a campare ancora per un po' di mesi e forse perfino di più: fino a qualche tempo fa Salvini soprattutto pensava a un'alleanza da lui praticamente guidata che andasse avanti per tutta la legislatura. La sensazione attuale, da quanto vedo e sento, è cambiata, possono andare avanti ancora per qualche mese ma non di più. La sinistra preme, Zingaretti preme, ma preme anche Conte il quale da qualche settimana ha assunto la guida del governo vero del quale finora lui era il presidente burattino con i burattinai Di Maio e soprattutto Salvini.

Conte ha cambiato profondamente la natura del governo, ora lo dirige lui e non lo porta affatto sulla linea voluta da Salvini.

Siamo all'opposto, Conte ha in mente una politica sia in Italia ma perfino in Europa nettamente diversa e ritiene che spetti a lui adottarla. I tempi sono molto duri, il razzismo di Salvini non è più accettabile, ma la soluzione quale sarebbe? Il governo cadrà e il presidente della Repubblica dovrà pensare a come sostituirlo?

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La democrazia in Italia si è da circa tre anni imbastardita, ma in realtà la sua storia era già da tempo invecchiata. La data potremmo collocarla in un profondo mutamento internazionale che qui fu chiamato il Sessantotto ma proveniva dall'America dove era iniziato una decina almeno di anni prima. Il sessantottismo trasformò profondamente i sistemi di governo e rinnovò la sinistra borghese. In realtà il sessantottismo non era un fenomeno esclusivamente italiano ma in Italia ebbe un rilievo maggiore che altrove. In quel periodo ebbe inizio il profondo rinnovamento del Partito comunista che era ancora una assoluta colonna del regime sovietico: Palmiro Togliatti ne era già da tempo segretario, poi per alcuni anni Longo e infine Enrico Berlinguer.
Che cosa pensava di questi movimenti a sinistra lo stato maggiore democristiano e in particolare Aldo Moro? Secondo lui la Democrazia cristiana doveva allearsi con il Partito comunista e insieme provvedere in almeno quattro cinque anni alla ricostruzione politica ed economica dell'Italia, dopo di che la Dc e il Pci sarebbero state le due posizioni parallele e contrapposte, disputando tra loro la presa del potere.
L'uccisione di Moro bloccò ovviamente questo processo ideale e ci fece entrare in una democrazia assai più corrotta, a cominciare dall'Eni, dall'Agip, dalla Montecatini, dall'industria elettrica. La democrazia stava raggiungendo la posizione più deteriore e tale rimase fino a quando la crisi economica americana del 2006 dilagò l'anno dopo anche in Europa e in Italia.
Nel frattempo aveva fatto comparsa nel mondo politico Silvio Berlusconi che, alternandosi con le forze della sinistra guidate da Prodi, governò per un lungo periodo. Non si può dire che la democrazia in Italia con queste apparizioni di lunga durata potesse migliorare.

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Ma la democrazia quando è nata? Quando comincia la cosiddetta modernità? Qui andiamo lontani nel tempo, ma la storia della democrazia merita di essere approfondita culturalmente oltre che politicamente.
La modernità comincia nientemeno che con l'Illuminismo di d'Alembert, Diderot, Voltaire, Rousseau.
L'Illuminismo dette in qualche modo il via alla Rivoluzione francese con tutto ciò che comportò. Toccò il culmine con l'Assemblea legislativa. I nomi massimi dell'epoca, oltre a quelli che abbiamo già fatto, furono politicamente più impegnati. Si chiamavano Robespierre, Danton, Marat, Roland e i Girondini. Poi ci fu il Terrore di Robespierre, il Direttorio e infine Napoleone. La democrazia, come si vede, era affogata e continuò a esserlo per quasi tutto l'Ottocento.
Questa è la storia, sia pure riassunta in breve ma colta - spero - <HS0.1>nei suoi punti essenziali. La democrazia è un bene che alimenta il pensiero ma trova assai scarsa realizzazione nei fatti. Mi viene in mente il nostro Niccolò Machiavelli quando in una lettera a Vettori racconta la sua giornata: la mattina con abiti sdruciti va a giocare a carte all'osteria ma poi torna a casa e il pomeriggio veste panni curiali e si intrattiene con letture di libri antichi che rianimano la vita e la sua nobiltà.
Esiste dunque la possibilità che almeno in parte la nostra vita sia di buon livello. Dobbiamo sempre vedere il peggio e alimentare il meglio. Viviamo in una società che papa Francesco ha definito quella del Dio Unico e della società moderna. Dal canto mio chiudo con una citazione tratta da una delle mie poesie:
"Ora son vecchio e prima ero bambino
Cosa che cambia e non è mai la stessa
Col mare che ha il colore dell'oblio
Nell'accecante buio del sole".