La settimana scorsa ho cercato di cogliere i modi più interessanti dei nostri approcci filosofici. Non la filosofia che si apprende nelle scuole e nelle letture di libri che analizzano i principi cardinali di questa che può chiamarsi la funzione dell'intelletto, bensì il suo comprensorio. C'è una scienza che sintetizziamo nella parola filosofia, cioè i grandi principi che ispirano il nostro ragionamento e anche la connessione tra la propria età e il modo di pensarla pratico e teorico. I risultati di questo modo di vivere e di pensare variano anche nella capacità di penetrare i meccanismi intellettuali, sociali, ambientali, religiosi.
Definiti in questa maniera sembrano chiavi di lettura ma in realtà sono limitati ai gruppi culturali che hanno una sofisticazione molto spinta: un'aristocrazia del pensiero e della persona, ma più dell'uno che dell'altra. Quello che noi per altri usi chiamiamo popolo non h…
Definiti in questa maniera sembrano chiavi di lettura ma in realtà sono limitati ai gruppi culturali che hanno una sofisticazione molto spinta: un'aristocrazia del pensiero e della persona, ma più dell'uno che dell'altra. Quello che noi per altri usi chiamiamo popolo non h…
La settimana scorsa ho cercato di cogliere i modi più interessanti dei nostri approcci filosofici. Non la filosofia che si apprende nelle scuole e nelle letture di libri che analizzano i principi cardinali di questa che può chiamarsi la funzione dell'intelletto, bensì il suo comprensorio. C'è una scienza che sintetizziamo nella parola filosofia, cioè i grandi principi che ispirano il nostro ragionamento e anche la connessione tra la propria età e il modo di pensarla pratico e teorico. I risultati di questo modo di vivere e di pensare variano anche nella capacità di penetrare i meccanismi intellettuali, sociali, ambientali, religiosi.
Definiti in questa maniera sembrano chiavi di lettura ma in realtà sono limitati ai gruppi culturali che hanno una sofisticazione molto spinta: un'aristocrazia del pensiero e della persona, ma più dell'uno che dell'altra. Quello che noi per altri usi chiamiamo popolo non ha nulla o quanto meno ben poco a che vedere con la filosofia teorica. Ognuno di noi fa parte di un popolo che cambia tuttavia se estende il numero e l'intensità dell'amicizia. È un sentimento fondamentale e in apparenza molto importante per la vita di tutti i giorni che non sia solitaria. L'amicizia è un sentimento a varie gradazioni, ma se con quella parola intendiamo un'amicizia vera, non occasionale, intensa e duratura abbiamo descritto con queste poche parole un sentimento di grande importanza.
Non sono molte le persone che sentono fortemente l'amicizia tant'è che simbolicamente l'amore, la fratellanza e l'amicizia sembrano sentimenti estremamente simili l'uno all'altro. In realtà differiscono notevolmente: l'amore rappresenta un'attrazione sentimentale e fisica tra i due sessi esistenti; talvolta può accadere che i sessi siano i medesimi; è sempre accaduto e anzi quantitativamente ancora di più nei tempi dell'antica Grecia e dell'antica Roma.
L'amore è anche l'effetto di solito automatico quando all'interno d'una famiglia ci siano anche fratelli e sorelle. Di solito sono di carattere analogo tra di loro: analoghe attitudini e analoghi affetti con i membri dell'intera famiglia cui appartengono. In sostanza l'amore fraterno è una cosa analoga agli altri vincoli familiari: talvolta questo tipo di sentimento è maggiore tra i giovani ed eguale tra i vecchi. È il nucleo familiare che si aggiunge agli altri sentimenti d'una persona; capita che viceversa ci siano gelosie fraterne anziché affetti, determinate dai rapporti tra di loro e con gli altri membri dell'unico nucleo.
Il rapporto tra i familiari non è molto cambiato nel corso dei secoli. Le vere possibili antipatie possono derivare da problemi di successione patrimoniale o addirittura di diverso affetto tra genitori. Comunque il rapporto fraterno è un sentimento di natura molto diversa da quello amoroso: la fratellanza definisce un sentimento che non ha solo carattere amoroso ma anche sociale: forme di fratellanza avvengono anche tra abitanti delle stesse città, delle stesse nazioni, delle stesse razze. Se si esamina il parlare, l'idea di fratellanza è la più ampia come significato e numero; al limite si potrebbe definire che tutte le razze sentono fratellanza tra loro rispetto alla specie cui tutti apparteniamo.
La religione è strettamente connessa a questa fratellanza universale, specie ora in cui la parola di papa Francesco indica l'esistenza di un Dio Unico: in questa sua edizione il Papa affratella al Dio Unico l'umanità nel suo complesso e quindi, stando a questa tesi, il Dio Unico è Padre di tutte le genti, di tutte le razze e di tutte le età: un Dio Unico prevede un'umanità unica e quindi percorsa da sentimenti di solidarietà reciproca e totale.
Al terzo posto (che nella nostra classifica consideriamo come il primo) poniamo l'amicizia la quale è al tempo stesso un sentimento autonomo comprensivo anche dei due che vengono dopo. Considerato tuttavia in modo non teorico ma pratico, l'amicizia è più preziosa che diffusa quando è vera. Ricorderete il valore di questo sentimento nel modo con cui Omero lo descrisse sia nell'Iliade sia nell'Odissea e Dante dal canto suo nella Divina Commedia.
Le persone tra loro amiche esprimono affetto, solidarietà, comunità di valori e di ideali, ma c'è un punto che va preso in considerazione: l'amicizia non è eterna come lo è invece la fratellanza e tuttavia l'amicizia, quando è vera e non fasulla è il sentimento di maggiore intensità. Quando e finché l'amicizia esiste essa contiene tutti gli altri precedenti valori: l'amore e la fratellanza. Chi è privo di amicizie è un solitario che ama soltanto se stesso. È avaro della propria personalità. A guardar bene l'amicizia è il massimo dell'amore per gli altri e di quello per se stesso, è dunque il valore più distintivo di tutti gli altri.
La sua esistenza esprime il massimo dell'altruismo o il massimo dell'egoismo. Non a caso i religiosi hanno il "prossimo" come amico; chi combatte insieme ad altri un qualunque tipo di guerra misura in battaglia il proprio prossimo e la stessa cosa accade in ogni momento della propria vita: l'amicizia è la prova della propria vita e di qui l'importanza di quel sentimento. È inutile concludere ricordando che l'amicizia è il termometro del proprio Essere: passa da un massimo a un minimo, ami te stesso da solo o con gli altri, e questa è la prova attraverso la quale la tua vita assume rispetto a te stesso e in parte anche agli altri il senso della tua esistenza.
Se usciamo dal pensarci ed esaminiamo la natura del nostro corpo e degli organi che lo compongono, abbiamo un esempio singolare ma indicativo: il cuore, i bronchi, i polmoni, il fegato, il cervello, ma perfino gli atomi e le particelle elementari hanno un senso se esercitano verso gli altri le funzioni di cui dispongono; malattie e morte sono il prezzo di questa funzionalità del corpo che porta con sé l'esistenza di ciascuno di noi.
Definiti in questa maniera sembrano chiavi di lettura ma in realtà sono limitati ai gruppi culturali che hanno una sofisticazione molto spinta: un'aristocrazia del pensiero e della persona, ma più dell'uno che dell'altra. Quello che noi per altri usi chiamiamo popolo non ha nulla o quanto meno ben poco a che vedere con la filosofia teorica. Ognuno di noi fa parte di un popolo che cambia tuttavia se estende il numero e l'intensità dell'amicizia. È un sentimento fondamentale e in apparenza molto importante per la vita di tutti i giorni che non sia solitaria. L'amicizia è un sentimento a varie gradazioni, ma se con quella parola intendiamo un'amicizia vera, non occasionale, intensa e duratura abbiamo descritto con queste poche parole un sentimento di grande importanza.
Non sono molte le persone che sentono fortemente l'amicizia tant'è che simbolicamente l'amore, la fratellanza e l'amicizia sembrano sentimenti estremamente simili l'uno all'altro. In realtà differiscono notevolmente: l'amore rappresenta un'attrazione sentimentale e fisica tra i due sessi esistenti; talvolta può accadere che i sessi siano i medesimi; è sempre accaduto e anzi quantitativamente ancora di più nei tempi dell'antica Grecia e dell'antica Roma.
L'amore è anche l'effetto di solito automatico quando all'interno d'una famiglia ci siano anche fratelli e sorelle. Di solito sono di carattere analogo tra di loro: analoghe attitudini e analoghi affetti con i membri dell'intera famiglia cui appartengono. In sostanza l'amore fraterno è una cosa analoga agli altri vincoli familiari: talvolta questo tipo di sentimento è maggiore tra i giovani ed eguale tra i vecchi. È il nucleo familiare che si aggiunge agli altri sentimenti d'una persona; capita che viceversa ci siano gelosie fraterne anziché affetti, determinate dai rapporti tra di loro e con gli altri membri dell'unico nucleo.
Il rapporto tra i familiari non è molto cambiato nel corso dei secoli. Le vere possibili antipatie possono derivare da problemi di successione patrimoniale o addirittura di diverso affetto tra genitori. Comunque il rapporto fraterno è un sentimento di natura molto diversa da quello amoroso: la fratellanza definisce un sentimento che non ha solo carattere amoroso ma anche sociale: forme di fratellanza avvengono anche tra abitanti delle stesse città, delle stesse nazioni, delle stesse razze. Se si esamina il parlare, l'idea di fratellanza è la più ampia come significato e numero; al limite si potrebbe definire che tutte le razze sentono fratellanza tra loro rispetto alla specie cui tutti apparteniamo.
La religione è strettamente connessa a questa fratellanza universale, specie ora in cui la parola di papa Francesco indica l'esistenza di un Dio Unico: in questa sua edizione il Papa affratella al Dio Unico l'umanità nel suo complesso e quindi, stando a questa tesi, il Dio Unico è Padre di tutte le genti, di tutte le razze e di tutte le età: un Dio Unico prevede un'umanità unica e quindi percorsa da sentimenti di solidarietà reciproca e totale.
Al terzo posto (che nella nostra classifica consideriamo come il primo) poniamo l'amicizia la quale è al tempo stesso un sentimento autonomo comprensivo anche dei due che vengono dopo. Considerato tuttavia in modo non teorico ma pratico, l'amicizia è più preziosa che diffusa quando è vera. Ricorderete il valore di questo sentimento nel modo con cui Omero lo descrisse sia nell'Iliade sia nell'Odissea e Dante dal canto suo nella Divina Commedia.
Le persone tra loro amiche esprimono affetto, solidarietà, comunità di valori e di ideali, ma c'è un punto che va preso in considerazione: l'amicizia non è eterna come lo è invece la fratellanza e tuttavia l'amicizia, quando è vera e non fasulla è il sentimento di maggiore intensità. Quando e finché l'amicizia esiste essa contiene tutti gli altri precedenti valori: l'amore e la fratellanza. Chi è privo di amicizie è un solitario che ama soltanto se stesso. È avaro della propria personalità. A guardar bene l'amicizia è il massimo dell'amore per gli altri e di quello per se stesso, è dunque il valore più distintivo di tutti gli altri.
La sua esistenza esprime il massimo dell'altruismo o il massimo dell'egoismo. Non a caso i religiosi hanno il "prossimo" come amico; chi combatte insieme ad altri un qualunque tipo di guerra misura in battaglia il proprio prossimo e la stessa cosa accade in ogni momento della propria vita: l'amicizia è la prova della propria vita e di qui l'importanza di quel sentimento. È inutile concludere ricordando che l'amicizia è il termometro del proprio Essere: passa da un massimo a un minimo, ami te stesso da solo o con gli altri, e questa è la prova attraverso la quale la tua vita assume rispetto a te stesso e in parte anche agli altri il senso della tua esistenza.
Se usciamo dal pensarci ed esaminiamo la natura del nostro corpo e degli organi che lo compongono, abbiamo un esempio singolare ma indicativo: il cuore, i bronchi, i polmoni, il fegato, il cervello, ma perfino gli atomi e le particelle elementari hanno un senso se esercitano verso gli altri le funzioni di cui dispongono; malattie e morte sono il prezzo di questa funzionalità del corpo che porta con sé l'esistenza di ciascuno di noi.