Francesco e la fratellanza nel Dio unico
Eugenio Scalfari , di EUGENIO SCALFARIPensare a una divinità di proprietà di un popolo è insensato. Il Pontefice lo smentisce con i fatti: abbraccia i musulmani e viaggia nel mondo per unire. Tra guerre, sovranismi e dittature, il Papa si spende per accrescere la fratellanza tra gli uomini
Nel presepe anche noi riviviamo l'esperienza di guardare il Bambino Gesù e sentire che il Dio ci sorride e sorride a tutti i poveri della terra, a tutti quelli che aspettano la salvezza, che sperano in un mondo più fraterno dove non ci siano più guerre e violenze", lo ha detto papa Francesco sabato 21 dicembre ai dipendenti della Curia del Vaticano.
Inizio dalle parole del vescovo di Roma, vale a dire il pontefice, che quando fu eletto prese il nome di Francesco d'Assisi, mai usato prima. Gli avevo domandato a suo tempo perché quel nome e lui mi rispose che nessun Papa prima di lui aveva preso quel nome, un nome rivoluzionario e al tempo stesso mistico in ogni atto della sua vita.
Stiamo attraversando un periodo della storia del mondo che è dominato da dittatori, ciascuno dei quali è avversario degli altri o alleato per mantenere il proprio potere assoluto su tutti i sudditi. Non è un bel periodo da questo punto di …
Inizio dalle parole del vescovo di Roma, vale a dire il pontefice, che quando fu eletto prese il nome di Francesco d'Assisi, mai usato prima. Gli avevo domandato a suo tempo perché quel nome e lui mi rispose che nessun Papa prima di lui aveva preso quel nome, un nome rivoluzionario e al tempo stesso mistico in ogni atto della sua vita.
Stiamo attraversando un periodo della storia del mondo che è dominato da dittatori, ciascuno dei quali è avversario degli altri o alleato per mantenere il proprio potere assoluto su tutti i sudditi. Non è un bel periodo da questo punto di …
Nel presepe anche noi riviviamo l'esperienza di guardare il Bambino Gesù e sentire che il Dio ci sorride e sorride a tutti i poveri della terra, a tutti quelli che aspettano la salvezza, che sperano in un mondo più fraterno dove non ci siano più guerre e violenze", lo ha detto papa Francesco sabato 21 dicembre ai dipendenti della Curia del Vaticano.
Inizio dalle parole del vescovo di Roma, vale a dire il pontefice, che quando fu eletto prese il nome di Francesco d'Assisi, mai usato prima. Gli avevo domandato a suo tempo perché quel nome e lui mi rispose che nessun Papa prima di lui aveva preso quel nome, un nome rivoluzionario e al tempo stesso mistico in ogni atto della sua vita.
Stiamo attraversando un periodo della storia del mondo che è dominato da dittatori, ciascuno dei quali è avversario degli altri o alleato per mantenere il proprio potere assoluto su tutti i sudditi. Non è un bel periodo da questo punto di vista ma è la trasformazione della società che ha di fatto smarrito la libertà e la democrazia. Francesco è nel suo campo al vertice di tutti i fedeli, ma non soltanto: è convinto dell'unicità di Dio e per affermare e diffondere questa unicità sostiene la fratellanza e tutto ciò che ne deriva. Ho avuto modo in varie occasioni di incontrarlo e di scambiare con lui le nostre idee.
Lui naturalmente sapeva che io sono un non credente ma questo fa parte della sua predicazione. La sua politica infatti prevede il concetto della fratellanza di tutte le religioni nel nome del Dio Unico in una società che cambia di continuo. Quattro anni fa io riuscii a parlarne con il Papa; desideravo conoscere il suo parere su Gesù Cristo: qual era la posizione del Papa rispetto a quello che per i cristiani è il figlio di Dio. La risposta del Papa fu la seguente: "Quando Dio, che è Unico per tutte le genti di tutto il mondo, ad un certo punto decide di incarnarsi con l'obiettivo di aiutare l'umanità a credere nell'aldilà e a comportarsi adeguatamente, succede che nel momento in cui si incarna diventa un uomo a tutti gli effetti, un uomo in carne ed ossa, un uomo perfino nel pensare e nell'agire. Cioè è un uomo vero e totale e lo dimostra nell'ultima settimana trascorsa a Gerusalemme, nell'ultima cena, nell'orto dei Getsemani dove prega Dio di esentarlo dall'esser crocifisso ma Dio non gli risponde. Anche sulla croce è un uomo, il quale si rivolge a quello che chiama il Padre e quasi lo rimprovera dicendogli: "Padre, Padre mi hai abbandonato". Era un uomo fino a quando fu messo nel sepolcro dalle donne che ne ricomposero il cadavere. Quella notte nel sepolcro l'uomo scomparve e da quella grotta uscì in sembianze di uno spirito che incontrò le donne e gli apostoli conservando ancora l'ombra della persona e poi definitivamente scomparve".
In effetti il Dio Unico che papa Francesco predica con la forza che nessun altro aveva impiegato, corrisponde ad una realtà che la nostra mente non può che giudicare perfettamente logica per chi crede in una divinità. Non ci può essere una divinità suprema generata soltanto da un gruppo di fedeli mentre altri gruppi hanno divinità diverse. Finora questo è accaduto, tuttavia papa Francesco è il primo a sostenere l'unicità di Dio sia pure con alcune differenze cerimoniali o anche di visione della divinità propria, ma si tratta di differenze che debbono essere superate. Pensare a un Dio di proprietà di un popolo è insensato e il Papa lo sta smentendo giorno per giorno e non solo con le parole ma con i fatti: abbraccia i musulmani, abbraccia ovviamente gli ebrei; non parliamo dei protestanti cristiani ma con differenze di comportamento nel clero. Il Dio Unico guida tutte le genti e i fedeli sia pure con dottrine e Chiese che differiscono però non possono avere un Dio in proprietà.
Francesco si sposta con una frequenza incredibile in tutto il mondo, in tutti i continenti, visitando tutte le regioni e operando per il loro affratellamento. In taluni Paesi il suo ingresso è stato anche vietato. In Cina per esempio, ma non soltanto. E tuttavia spesso egli ha rotto questo divieto per far arrivare il proprio messaggio alle minoranze e la conferma della fede delle maggioranze cristiane e cattoliche. Questa convinzione che ha un contenuto rivoluzionario viene diffusa dal Papa, alcune di queste religioni hanno fatto un passo avanti verso l'unicità e l'affratellamento, altre invece hanno reagito chiudendosi su se stesse e polemizzando con papa Francesco e dimostrando però in questo modo che la loro religione è una proprietà dei fedeli e non una divinità che sta sopra di essi. Questo riguarda evidentemente religioni molto distanti dal cristianesimo dove invece l'affratellamento con i cattolici è andato molto avanti con Lutero e soprattutto con Calvino. Il calvinismo è fortemente diffuso ormai in America e in Europa ma è molto affratellato con i cattolici. Così pure molti dei protestanti americani e da questo punto di vista l'azione di papa Francesco ha avuto una funzione determinante: cattolici e protestanti sono ormai molto vicini tra loro.
***
Nei primi quattrocento anni dopo la morte di Gesù di Nazareth ci sono state polemiche molto forti ma anche persecuzioni da parte del potere pubblico romano ed anche da parte di vari popoli barbari che percorrevano l'Europa trucidando gli abitanti. Al termine dei primi quattrocento anni dall'inizio del cristianesimo c'è una figura che rappresenta una delle colonne della religione cristiana: Agostino, vescovo di Ippona. Il futuro del cristianesimo fu trasmesso da Agostino e riguarda soprattutto quella che lui chiamò la Grazia. Su questo concetto si aprì una vasta discussione: è il dono trasmesso da Dio alle sue creature. A tutte o ad alcune? Si può violare la Grazia e preferirle il Male oppure chi ha ricevuto quel dono non ne farà mai a meno? E sono scelti da Dio i destinatari della Grazia o sono tutte le creature umane viventi? Questi sono i punti in discussione che Agostino ebbe con tutto il resto del clero, lui stesso in una prima fase oscillò tra le varie tesi ma alla fine scelse: la Grazia è concessa a tutti, ma tutti in qualunque momento della loro vita possono rinunciarvi o violarla senza pentimenti. Possono restare impeccabili come se alla Grazia non avessero mai rinunciato, oppure possono commettere atti che li rendono condannabili dalla sacra giustizia dell'Onnipotente. Questa è la tesi che Agostino trasmise e che molti e molti secoli dopo dette luogo al movimento di Port-Royal des Champs, il giansenismo.
Domandai in uno dei nostri incontri a papa Francesco quale fosse la sua posizione rispetto al tema della Grazia agostiniana ed egli mi rispose che la condivise tant'è che Agostino è il suo Santo del cuore.
In un mondo diviso politicamente come ho già ricordato, con dittature di nazioni e di continenti, la sola parola diffusa ovunque che tende alla fratellanza dei popoli e delle religioni è appunto papa Francesco, il quale ha cercato e in parte è riuscito ad affratellare i protestanti e i cattolici e in qualche modo una parte degli islamici. Riuscirà ad affratellare le religioni o comunque a diffondere l'idea del Dio Unico? Sembrerebbe di sì. Ortodossi, anglicani, valdesi hanno compiuto molti passi avanti verso l'affratellamento. In un mondo pieno di guerre e di dittature e di sovranismi Francesco spende la sua vita per accrescere l'affratellamento tra gli umani e in parte notevole c'è riuscito. Ricordo che partecipò alle riunioni dei luterani quando si trattava di santificare Lutero e ha una notevole vicinanza con i calvinisti che furono le vittime della spaventosa notte di San Bartolomeo nel 1572 a Parigi, ma di lì poi si affermarono in molti Paesi avvicinandosi ai cattolici.
La storia non conosce un altro Papa come lui. Ce ne furono di molti positivamente importanti che risolsero problemi fondamentali per la Chiesa di Roma. Uno di essi fu Gregorio VII che risolvette il tema delle investiture e risolse alcuni altri problemi della Chiesa. Ma il lavoro di Francesco è diverso, i problemi interni dell'organizzazione ecclesiastica, che pure devono occupare una parte del tempo del Papa, non sono il tema principale della sua vita: è l'affratellamento non solo religioso ma umano dei popoli che riguarda quindi l'impegno di Francesco al cento per cento. È per questo che tra i suoi interessi il principale è l'affermazione del Dio Unico e ciò che inevitabilmente ne deriva. La Chiesa che Francesco ha nell'anima e che in parte ha realizzato è la religiosità unica da diffondere non solo nel mondo cristiano ma nelle religioni che lo costellano e in questa direzione il cammino fatto dal Papa è notevole; non riguarda solo il cristianesimo ma l'umanità nel suo complesso. Probabilmente i suoi successori lo proclameranno Santo ma non è questo che a lui interessa: in un mondo in cui il potere è la forza principale lui vuole diffondere non soltanto il cristianesimo ma la divinità unica e ciò che ne consegue. Gli ho chiesto in uno dei nostri colloqui cosa avverrà della religione quando la nostra specie sarà scomparsa e lui mi rispose che Dio troverà il modo d'esser presente anche in chi verrà dopo gli umani. Per chi guarda lontano nel futuro questa tesi è comunque consolatoria e questo rende il nostro Papa non dico unico a suo modo ma unico da ogni punto di vista nella storia dell'umanesimo. Questo è quello che io da non credente penso di lui e credo che siamo in molti a pensarla in questo modo.
Inizio dalle parole del vescovo di Roma, vale a dire il pontefice, che quando fu eletto prese il nome di Francesco d'Assisi, mai usato prima. Gli avevo domandato a suo tempo perché quel nome e lui mi rispose che nessun Papa prima di lui aveva preso quel nome, un nome rivoluzionario e al tempo stesso mistico in ogni atto della sua vita.
Stiamo attraversando un periodo della storia del mondo che è dominato da dittatori, ciascuno dei quali è avversario degli altri o alleato per mantenere il proprio potere assoluto su tutti i sudditi. Non è un bel periodo da questo punto di vista ma è la trasformazione della società che ha di fatto smarrito la libertà e la democrazia. Francesco è nel suo campo al vertice di tutti i fedeli, ma non soltanto: è convinto dell'unicità di Dio e per affermare e diffondere questa unicità sostiene la fratellanza e tutto ciò che ne deriva. Ho avuto modo in varie occasioni di incontrarlo e di scambiare con lui le nostre idee.
Lui naturalmente sapeva che io sono un non credente ma questo fa parte della sua predicazione. La sua politica infatti prevede il concetto della fratellanza di tutte le religioni nel nome del Dio Unico in una società che cambia di continuo. Quattro anni fa io riuscii a parlarne con il Papa; desideravo conoscere il suo parere su Gesù Cristo: qual era la posizione del Papa rispetto a quello che per i cristiani è il figlio di Dio. La risposta del Papa fu la seguente: "Quando Dio, che è Unico per tutte le genti di tutto il mondo, ad un certo punto decide di incarnarsi con l'obiettivo di aiutare l'umanità a credere nell'aldilà e a comportarsi adeguatamente, succede che nel momento in cui si incarna diventa un uomo a tutti gli effetti, un uomo in carne ed ossa, un uomo perfino nel pensare e nell'agire. Cioè è un uomo vero e totale e lo dimostra nell'ultima settimana trascorsa a Gerusalemme, nell'ultima cena, nell'orto dei Getsemani dove prega Dio di esentarlo dall'esser crocifisso ma Dio non gli risponde. Anche sulla croce è un uomo, il quale si rivolge a quello che chiama il Padre e quasi lo rimprovera dicendogli: "Padre, Padre mi hai abbandonato". Era un uomo fino a quando fu messo nel sepolcro dalle donne che ne ricomposero il cadavere. Quella notte nel sepolcro l'uomo scomparve e da quella grotta uscì in sembianze di uno spirito che incontrò le donne e gli apostoli conservando ancora l'ombra della persona e poi definitivamente scomparve".
In effetti il Dio Unico che papa Francesco predica con la forza che nessun altro aveva impiegato, corrisponde ad una realtà che la nostra mente non può che giudicare perfettamente logica per chi crede in una divinità. Non ci può essere una divinità suprema generata soltanto da un gruppo di fedeli mentre altri gruppi hanno divinità diverse. Finora questo è accaduto, tuttavia papa Francesco è il primo a sostenere l'unicità di Dio sia pure con alcune differenze cerimoniali o anche di visione della divinità propria, ma si tratta di differenze che debbono essere superate. Pensare a un Dio di proprietà di un popolo è insensato e il Papa lo sta smentendo giorno per giorno e non solo con le parole ma con i fatti: abbraccia i musulmani, abbraccia ovviamente gli ebrei; non parliamo dei protestanti cristiani ma con differenze di comportamento nel clero. Il Dio Unico guida tutte le genti e i fedeli sia pure con dottrine e Chiese che differiscono però non possono avere un Dio in proprietà.
Francesco si sposta con una frequenza incredibile in tutto il mondo, in tutti i continenti, visitando tutte le regioni e operando per il loro affratellamento. In taluni Paesi il suo ingresso è stato anche vietato. In Cina per esempio, ma non soltanto. E tuttavia spesso egli ha rotto questo divieto per far arrivare il proprio messaggio alle minoranze e la conferma della fede delle maggioranze cristiane e cattoliche. Questa convinzione che ha un contenuto rivoluzionario viene diffusa dal Papa, alcune di queste religioni hanno fatto un passo avanti verso l'unicità e l'affratellamento, altre invece hanno reagito chiudendosi su se stesse e polemizzando con papa Francesco e dimostrando però in questo modo che la loro religione è una proprietà dei fedeli e non una divinità che sta sopra di essi. Questo riguarda evidentemente religioni molto distanti dal cristianesimo dove invece l'affratellamento con i cattolici è andato molto avanti con Lutero e soprattutto con Calvino. Il calvinismo è fortemente diffuso ormai in America e in Europa ma è molto affratellato con i cattolici. Così pure molti dei protestanti americani e da questo punto di vista l'azione di papa Francesco ha avuto una funzione determinante: cattolici e protestanti sono ormai molto vicini tra loro.
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Nei primi quattrocento anni dopo la morte di Gesù di Nazareth ci sono state polemiche molto forti ma anche persecuzioni da parte del potere pubblico romano ed anche da parte di vari popoli barbari che percorrevano l'Europa trucidando gli abitanti. Al termine dei primi quattrocento anni dall'inizio del cristianesimo c'è una figura che rappresenta una delle colonne della religione cristiana: Agostino, vescovo di Ippona. Il futuro del cristianesimo fu trasmesso da Agostino e riguarda soprattutto quella che lui chiamò la Grazia. Su questo concetto si aprì una vasta discussione: è il dono trasmesso da Dio alle sue creature. A tutte o ad alcune? Si può violare la Grazia e preferirle il Male oppure chi ha ricevuto quel dono non ne farà mai a meno? E sono scelti da Dio i destinatari della Grazia o sono tutte le creature umane viventi? Questi sono i punti in discussione che Agostino ebbe con tutto il resto del clero, lui stesso in una prima fase oscillò tra le varie tesi ma alla fine scelse: la Grazia è concessa a tutti, ma tutti in qualunque momento della loro vita possono rinunciarvi o violarla senza pentimenti. Possono restare impeccabili come se alla Grazia non avessero mai rinunciato, oppure possono commettere atti che li rendono condannabili dalla sacra giustizia dell'Onnipotente. Questa è la tesi che Agostino trasmise e che molti e molti secoli dopo dette luogo al movimento di Port-Royal des Champs, il giansenismo.
Domandai in uno dei nostri incontri a papa Francesco quale fosse la sua posizione rispetto al tema della Grazia agostiniana ed egli mi rispose che la condivise tant'è che Agostino è il suo Santo del cuore.
In un mondo diviso politicamente come ho già ricordato, con dittature di nazioni e di continenti, la sola parola diffusa ovunque che tende alla fratellanza dei popoli e delle religioni è appunto papa Francesco, il quale ha cercato e in parte è riuscito ad affratellare i protestanti e i cattolici e in qualche modo una parte degli islamici. Riuscirà ad affratellare le religioni o comunque a diffondere l'idea del Dio Unico? Sembrerebbe di sì. Ortodossi, anglicani, valdesi hanno compiuto molti passi avanti verso l'affratellamento. In un mondo pieno di guerre e di dittature e di sovranismi Francesco spende la sua vita per accrescere l'affratellamento tra gli umani e in parte notevole c'è riuscito. Ricordo che partecipò alle riunioni dei luterani quando si trattava di santificare Lutero e ha una notevole vicinanza con i calvinisti che furono le vittime della spaventosa notte di San Bartolomeo nel 1572 a Parigi, ma di lì poi si affermarono in molti Paesi avvicinandosi ai cattolici.
La storia non conosce un altro Papa come lui. Ce ne furono di molti positivamente importanti che risolsero problemi fondamentali per la Chiesa di Roma. Uno di essi fu Gregorio VII che risolvette il tema delle investiture e risolse alcuni altri problemi della Chiesa. Ma il lavoro di Francesco è diverso, i problemi interni dell'organizzazione ecclesiastica, che pure devono occupare una parte del tempo del Papa, non sono il tema principale della sua vita: è l'affratellamento non solo religioso ma umano dei popoli che riguarda quindi l'impegno di Francesco al cento per cento. È per questo che tra i suoi interessi il principale è l'affermazione del Dio Unico e ciò che inevitabilmente ne deriva. La Chiesa che Francesco ha nell'anima e che in parte ha realizzato è la religiosità unica da diffondere non solo nel mondo cristiano ma nelle religioni che lo costellano e in questa direzione il cammino fatto dal Papa è notevole; non riguarda solo il cristianesimo ma l'umanità nel suo complesso. Probabilmente i suoi successori lo proclameranno Santo ma non è questo che a lui interessa: in un mondo in cui il potere è la forza principale lui vuole diffondere non soltanto il cristianesimo ma la divinità unica e ciò che ne consegue. Gli ho chiesto in uno dei nostri colloqui cosa avverrà della religione quando la nostra specie sarà scomparsa e lui mi rispose che Dio troverà il modo d'esser presente anche in chi verrà dopo gli umani. Per chi guarda lontano nel futuro questa tesi è comunque consolatoria e questo rende il nostro Papa non dico unico a suo modo ma unico da ogni punto di vista nella storia dell'umanesimo. Questo è quello che io da non credente penso di lui e credo che siamo in molti a pensarla in questo modo.