L'anno verde che verrà
Fabio Bogo , di FABIO BOGO
"I deserti si estendono, i Poli si sciolgono, fa caldo dove dovrebbe fare freddo, le piante e i fiori si trasformano, sempre più animali rischiano l'estinzione: ecco come la rivoluzione del clima sta cambiando il Pianeta. Con una speranza per il futuro". Queste parole aprivano un volume che nel 2007 Repubblica dedicava al cambiamento climatico in corso, lanciando l'allarme sulle conseguenze che il riscaldamento globale stava producendo sull'ambiente, sulle città, sul nostro stile di vita. Sono passati 12 anni da allora, e la speranza per il futuro è ancora rimasta tale. Il quinquennio 2015-2019 è stato il più caldo mai osservato, con la temperatura che ha superato di 1,1 gradi quella dell'epoca preindustriale. Negli ultimi 10 anni la banchina artica in estate si è ridotta del 12% . Il livello del mare continua a salire, e gli scettici nostrani ne hanno avuto prova in casa con l'acqua alta a Venezia, che è s…
"I deserti si estendono, i Poli si sciolgono, fa caldo dove dovrebbe fare freddo, le piante e i fiori si trasformano, sempre più animali rischiano l'estinzione: ecco come la rivoluzione del clima sta cambiando il Pianeta. Con una speranza per il futuro". Queste parole aprivano un volume che nel 2007 Repubblica dedicava al cambiamento climatico in corso, lanciando l'allarme sulle conseguenze che il riscaldamento globale stava producendo sull'ambiente, sulle città, sul nostro stile di vita. Sono passati 12 anni da allora, e la speranza per il futuro è ancora rimasta tale. Il quinquennio 2015-2019 è stato il più caldo mai osservato, con la temperatura che ha superato di 1,1 gradi quella dell'epoca preindustriale. Negli ultimi 10 anni la banchina artica in estate si è ridotta del 12% . Il livello del mare continua a salire, e gli scettici nostrani ne hanno avuto prova in casa con l'acqua alta a Venezia, che è sempre più frequente e distruttiva. Le emissioni di CO2 aumentano. I governi si sono riuniti in tutti questi anni facendo tante promesse. Ma i fatti sono mancati, e adesso siamo arrivati vicini al punto di non ritorno. Chi vincerà tra i governi che ignorano la scienza e fanno fallire la Cop 25 di Madrid e la spinta che viene dal basso, dai giovani che chiedono con sempre più rabbia di fermare il declino del pianeta?
Greta Thunberg, che la rivista Time ha incoronato come personaggio dell'anno, lo aveva gridato all'assemblea dell'Onu il 23 settembre scorso: "Ci avete tradito, avete rubato i miei sogni. Come vi permettete?". E in autunno le piazze di tutto il mondo sono state occupate dai giovani che sfilavano per chiedere ai governi una svolta : intervenite con politiche che possano salvare il pianeta.
Gli appelli e le proteste a Madrid sono stati ignorati. Usa, Cina, India, Australia hanno fatto fallire la conferenza: la crescita economica non può essere subalterna alla sostenibilità, e finché non si troverà un equlibrio economico tra tra industria e ambiente la prima avrà sempre il primato, perché oggi genera ancora più ricchezza e più lavoro.
Ma quando le rivoluzioni partono dal basso sono solitamente veloci ed efficaci. E forse la scossa di Greta e di milioni di ragazzi riuscirà ad invertire la rotta e ad accelerare la velocità del cambiamento. Un segnale è venuto dalla vecchia Europa, che - per la prima volta guidata da una donna, Ursula von der Leyen - ha messo l'ambiente in cima alle sue priorità. L'Europa dovrà tagliare le sue emissioni del 50% entro il 2030 e sarà incardinato nel diritto comunitario l'obiettivo di azzerarle entro il 2050; circa 260 miliardi di euro di investimenti pubblici all'anno saranno destinati a innovazione, ristrutturazione e transizione industriale nel periodo 2021-2027. "Il Green Deal è il nostro uomo sulla luna", ha detto von der Leyen, riconoscendo che non c'è più tempo da perdere: 40 miliardi l'anno il costo delle morti premature legate all'inquinamento, 190 miliardi i danni da clima estremo, più flussi migratori, calo del 40% delle risorse idriche . Ma l'altra grande svolta la stiamo vedendo nel mercato. Perché quei giovani riempiano le piazze sono, o saranno, presto dei consumatori: che vogliono la svolta verde. Così le case automobilistiche si convertono alla mobilità elettrica, la finanza scopre il gradimento degli investitori per i green bond, l'agricoltura vede il successo dei prodotti bio, la moda riscopre le fibre naturali. E quando consumatori e produttori marciano insieme nascono le bistecche vegetali, crescono le energie rinnovabili, si affina l'industria del riciclo, si viaggia in sharing. Il 2020 inizia con una delusione, ma anche con un seme piantato. E questa volta le radici sono più solide.
Greta Thunberg, che la rivista Time ha incoronato come personaggio dell'anno, lo aveva gridato all'assemblea dell'Onu il 23 settembre scorso: "Ci avete tradito, avete rubato i miei sogni. Come vi permettete?". E in autunno le piazze di tutto il mondo sono state occupate dai giovani che sfilavano per chiedere ai governi una svolta : intervenite con politiche che possano salvare il pianeta.
Gli appelli e le proteste a Madrid sono stati ignorati. Usa, Cina, India, Australia hanno fatto fallire la conferenza: la crescita economica non può essere subalterna alla sostenibilità, e finché non si troverà un equlibrio economico tra tra industria e ambiente la prima avrà sempre il primato, perché oggi genera ancora più ricchezza e più lavoro.
Ma quando le rivoluzioni partono dal basso sono solitamente veloci ed efficaci. E forse la scossa di Greta e di milioni di ragazzi riuscirà ad invertire la rotta e ad accelerare la velocità del cambiamento. Un segnale è venuto dalla vecchia Europa, che - per la prima volta guidata da una donna, Ursula von der Leyen - ha messo l'ambiente in cima alle sue priorità. L'Europa dovrà tagliare le sue emissioni del 50% entro il 2030 e sarà incardinato nel diritto comunitario l'obiettivo di azzerarle entro il 2050; circa 260 miliardi di euro di investimenti pubblici all'anno saranno destinati a innovazione, ristrutturazione e transizione industriale nel periodo 2021-2027. "Il Green Deal è il nostro uomo sulla luna", ha detto von der Leyen, riconoscendo che non c'è più tempo da perdere: 40 miliardi l'anno il costo delle morti premature legate all'inquinamento, 190 miliardi i danni da clima estremo, più flussi migratori, calo del 40% delle risorse idriche . Ma l'altra grande svolta la stiamo vedendo nel mercato. Perché quei giovani riempiano le piazze sono, o saranno, presto dei consumatori: che vogliono la svolta verde. Così le case automobilistiche si convertono alla mobilità elettrica, la finanza scopre il gradimento degli investitori per i green bond, l'agricoltura vede il successo dei prodotti bio, la moda riscopre le fibre naturali. E quando consumatori e produttori marciano insieme nascono le bistecche vegetali, crescono le energie rinnovabili, si affina l'industria del riciclo, si viaggia in sharing. Il 2020 inizia con una delusione, ma anche con un seme piantato. E questa volta le radici sono più solide.