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(afp)

I nostri destini sul Mediterraneo

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L'ho scritto più volte, viviamo in un mondo di dittature, grandi o piccole che siano. Quella americana è la più forte, anche se formalmente non è una dittatura: c'è un presidente che governa, ma sotto il controllo del Parlamento. Ma si chiama Trump e abbiamo visto in queste ore di che cosa è capace. La dittatura più estesa è quella della Russia di Putin. L'Europa è il solo continente dove le dittature vere e proprie non ci sono. E l'Italia? Dirà qualcuno. L'Italia è soltanto sovranista. Le dittature vere e proprie contengono anche altri passaggi storici. Il primo di essi è il meticciato che si forma con popoli in movimento che passano da una nazione a un'altra in cerca di spazio. Il meticciato è destinato ad aumentare man mano che il continente africano si espande territorialmente e politicamente. Un mosaico di genti e idee che hanno ridisegnato il vecchio schema binario …
L'ho scritto più volte, viviamo in un mondo di dittature, grandi o piccole che siano. Quella americana è la più forte, anche se formalmente non è una dittatura: c'è un presidente che governa, ma sotto il controllo del Parlamento. Ma si chiama Trump e abbiamo visto in queste ore di che cosa è capace. La dittatura più estesa è quella della Russia di Putin. L'Europa è il solo continente dove le dittature vere e proprie non ci sono. E l'Italia? Dirà qualcuno. L'Italia è soltanto sovranista. Le dittature vere e proprie contengono anche altri passaggi storici. Il primo di essi è il meticciato che si forma con popoli in movimento che passano da una nazione a un'altra in cerca di spazio. Il meticciato è destinato ad aumentare man mano che il continente africano si espande territorialmente e politicamente. Un mosaico di genti e idee che hanno ridisegnato il vecchio schema binario tra la democrazia e il comunismo: valori antichi ma tuttora esistenti sia pure in territori molto ristretti.

La parola democrazia proviene dall'antica Grecia: demos e kratos, il popolo e la sovranità. Quanto al comunismo, quando nacque, si proponeva il valore dell'eguaglianza e, quando fosse stato confermato, anche l'eguaglianza - secondo Marx - avrebbe ceduto il passo alla totale libertà delle singole persone. Non si verificò da nessuna parte, era il sogno di Marx ed Engels. Senza alcun seguito.
Questa descrizione politica di un mondo in movimento dipende anche dalla crisi ampiamente estesa del clima. Il clima in alcune ampie zone del globo dipende da un aumento della temperatura che ha sciolto finora almeno in parte i ghiacciai del Polo Nord, ma ha anche cambiato la situazione climatica al Polo Sud. Siamo dunque di fronte a una delle trasformazioni millenarie del nostro pianeta. Siamo andati oltre la situazione politica che prima abbiamo descritto, ma questo serve a relativizzare quanto accade sotto i nostri occhi.
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Il presidente americano Donald Trump ha fatto uccidere un soldato e uomo politico che aveva in mano l'Iran e l'Iraq e amministrava l'essenza di quei Paesi, le loro ricchezze e la loro potenza politica, il petrolio iraniano e lo scontro che, secondo lui, bisognava superare tra quei due Paesi, che dovevano collaborare tra loro. Si occupava anche del popolo dei curdi che in parte era disposto all'accordo permanente con l'Iraq e in altra parte era contro di esso.

Ma perché Trump ha commissionato l'uccisione di Soleimani e chi era realmente questo generale di nascita iraniana? Non faceva parte del governo del suo Paese, ma in realtà era lui che lo governava. Farlo uccidere aveva l'intento non solo anti-iraniano, ma di eliminare una personalità che aveva una forza politica decisamente estesa a vari e numerosi territori del mondo arabo. Questa è la motivazione che Trump ha dato nel momento in cui ha assunto la responsabilità dell'accaduto. Adesso è pronto a riconoscere all'Iran una serie di poteri economici e politici a cominciare dal petrolio e dal suo valore monetario.
E l'Italia? Ce lo siamo già domandato e la risposta è stata che l'Italia è sovranista. Ma è veramente così? Sovranista è in Europa la posizione di Salvini, ma qual è il significato di quella parola? E perché è soltanto Salvini a definire la posizione del suo partito in Europa?

Abbiamo già visto che l'Europa è il solo continente che non esercita più la sua unità e quindi la forza politica ed economica che ne deriva.
Un tempo l'Europa era la sede principale del sovranismo, o meglio ancora dell'imperialismo allora esistente. Esistevano un impero inglese, un impero spagnolo, un impero olandese, questi spazi non erano affatto connessi tra loro, ognuno di quei Paesi aveva il proprio. L'inglese era il più ampio di tutti e la perla più grande di quell'impero era l'India e gran parte dei territori che con l'India confinano. Durò fino alla Prima guerra mondiale, quella del 1914-18. Dalla Seconda guerra mondiale in poi l'impero inglese decadde fino addirittura a quello che è accaduto con la Brexit: il Regno Unito che designa l'Inghilterra è ormai separato dall'Unione Europea. Geograficamente è tuttora europeo, ma è solo e questo probabilmente gli può dare anche la forza di ricostruire un sia pur piccolo impero britannico, lo vedremo nel prossimo futuro.

Nella situazione attuale le singole nazioni che abbiano un potere nell'Europa confederata sono la Francia, la Germania, la Spagna, l'Olanda. L'Italia no, la sua presenza è nulla ma potrebbe cambiare. Questo cambiamento si può verificare se il nostro attuale presidente del Consiglio Giuseppe Conte fosse in grado di dare all'Italia un peso davvero internazionale. Conte ha lasciato da tempo la sua posizione di burattino mosso dai due burattinai Salvini e Di Maio. Il premier ha assunto una linea che potremo definire di centrosinistra e anche europeista. Un'Italia con quel colore politico ha come punti di forza i movimenti socialisti ampiamente diffusi nel Paese e soprattutto il Pd e i suoi principali esponenti, a cominciare da Gentiloni, Fassino, Minniti ma soprattutto Veltroni. Altre due sono le personalità che possono darci lustro in Europa: l'ex presidente della Bce Mario Draghi e il nostro presidente della Repubblica il cui incarico durerà fino al 2022. Se lui fosse d'accordo, il suo mandato potrebbe essere rinnovato come la Costituzione consente di fare, per 5 anni anziché 7, ma dubito molto che Mattarella abbia questa intenzione. Se pensiamo a qualche ipotesi di chi potrebbe prendere il suo posto, i nomi possibili sono quello dello stesso Draghi e quelli di Walter Veltroni, Paolo Gentiloni e Massimo D'Alema.

Ci saranno tempo e occasioni per discuterne. Adesso il tema più caldo è la situazione nel Mediterraneo, a cominciare dalla Libia dilaniata dallo scontro che da tempo infuria tra le forze politiche che si affacciano sul nostro mare, estendendosi addirittura alla Turchia di Erdogan. Sarà quel mare a promuovere le forze che ad esso guardano. Tra queste anche il nostro Paese, visto che in Libia ha ancora una quantità notevole di interessi e legami storici. Su quelle sponde sta il destino di noi europei. Vedremo. "Ai posteri l'ardua sentenza".