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(ansa)

In viaggio nella meraviglia dell’Ulisse

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Leggere Joyce ai tempi dell’epidemia: vi aprirà un universo molto complicato da comprendere ma istruttivo per chi vuole che il pensiero sia semplice nella forma ma estremamente difficile nella sostanza
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Il mondo è sottosopra. Di solito lo è sempre, ma non tutto insieme: ci sono Paesi colpiti dal peggio e altri dal meglio. Questa volta il mutamento è interamente negativo o almeno così sembra: la negatività dipende dal fatto che le condizioni di sicurezza sono peggiorate, il benessere c'è ancora ma è molto meno diffuso di un tempo o almeno così sembra a chi osserva non solo su se stesso ma anche su quello che si definisce il prossimo.

Viviamo vedendo pochissima gente, bardati da mascherine e guanti, costretti a frequentare il proprio quartiere nei limiti della necessità: la casa di parenti stretti, amici intimi, negozi e botteghe dove si possono acquistare alimenti e beni indispensabili. Questa è la vita che ci è riservata da molte condizioni delle quali il malanno del coronavirus è soltanto uno e tuttavia il principale per il numero dei morti che semina ogni giorno anche se c'è la spera…
Il mondo è sottosopra. Di solito lo è sempre, ma non tutto insieme: ci sono Paesi colpiti dal peggio e altri dal meglio. Questa volta il mutamento è interamente negativo o almeno così sembra: la negatività dipende dal fatto che le condizioni di sicurezza sono peggiorate, il benessere c'è ancora ma è molto meno diffuso di un tempo o almeno così sembra a chi osserva non solo su se stesso ma anche su quello che si definisce il prossimo.

Viviamo vedendo pochissima gente, bardati da mascherine e guanti, costretti a frequentare il proprio quartiere nei limiti della necessità: la casa di parenti stretti, amici intimi, negozi e botteghe dove si possono acquistare alimenti e beni indispensabili. Questa è la vita che ci è riservata da molte condizioni delle quali il malanno del coronavirus è soltanto uno e tuttavia il principale per il numero dei morti che semina ogni giorno anche se c'è la speranza di ridurre al minimo la malattia che dura ormai da mesi ed è ampiamente estesa in tutto il nostro pianeta.

Abbiamo un governo, una pubblica amministrazione, ospedali, medici adatti a contrastare la pestilenza che ci affligge, ma ci sono altri mutamenti in corso ancor più estesi, a cominciare dal clima: aumenta il riscaldamento globale nel mondo specialmente nella polarità del Nord e del Sud. L'Europa è molto sensibile ai mutamenti climatici, il primo a rendersene conto fu papa Francesco fin dai suoi primi giorni di pontificato.
Abbiamo fin qui esaminato condizioni di vita collettiva dovute a fenomeni di carattere mondiale, ma ogni Nazione ha un'opinione pubblica, un governo, idealità politiche rappresentate da vari partiti. L'Italia ha un governo presieduto da Giuseppe Conte che dura ormai da quasi due anni nel corso dei quali avvenne un improvviso mutamento che abbiamo varie volte raccontato in queste pagine. Allo stato attuale dei fatti il governo Conte svolge una politica definibile di centrosinistra, non a caso appoggiata dal Partito democratico e dai Cinquestelle. Sappiamo però da tempo che al di là della consistenza elettorale di queste due formazioni politiche c'è un'opinione pubblica anch'essa di centrosinistra e guidata non tanto da un partito di carattere nazionale ma da realtà locali dirette da governatori regionali e sindaci, sensibili ai problemi del territorio. Il centrosinistra così considerato raccoglie consensi abbastanza vicini al 40 per cento e forse perfino di più, mentre l'opposizione che fa capo alla Lega di Salvini, ai Fratelli d'Italia della Meloni e a Berlusconi che è schierato con Salvini ma con una spolverata europeista che Salvini assolutamente non ha, ammonta nel suo complesso a poco più del 40 per cento. I due principali schieramenti sono abbastanza equivalenti. Quello di centrosinistra allo stato dei fatti è leggermente prevalente e il governo Conte ha quel colore.

Raccoglie un certo consenso ma anche notevoli dissensi. Personalmente ho più volte scritto nei miei articoli domenicali che Conte funziona abbastanza bene e lo ripeto ancora oggi. Naturalmente il suo governo incontra notevoli difficoltà: i partiti di centrodestra sono decisamente contro di lui e quelli di centrosinistra (in particolare i Cinquestelle) lo appoggiano giorno per giorno. Conte conosce questi ostacoli che rendono molto fragile la sua posizione di capo del governo e tuttavia alternative valide non ci sono; chi ritiene che Conte abbia una politica italiana ed europea positiva per il nostro Paese non ha alternative: Conte va rafforzato e acquisito come governo di centrosinistra. La storia dell'Italia democratica e repubblicana non può che sostenere un governo come quello attuale che va semmai rafforzato sulla linea del liberal socialismo che è quella di un'Italia moderna ed europeista.

La politica italiana è quella che abbiamo cercato di aggiornare. Ma ora scriverò su un tema totalmente diverso. Io sono vecchio, come spesso mi permetto di ricordare, e quindi mi diletto molto a rileggere e rimeditare una cultura che mi ha molto affascinato negli anni passati.

Tra i tanti autori che mi hanno sedotto ce n'è particolarmente uno: si chiama James Joyce. È stato uno dei grandi del Novecento mondiale e in particolare europeo. Ha scritto soprattutto due libri: Gente di Dublino e l'altro ancor più impegnativo Ulisse. Il nome del famoso greco c'è soltanto nel titolo ma non nel libro. Il libro è un'invenzione dell'autore nella quale tira in ballo una serie abbastanza numerosa di personaggi: alcuni suoi amici effettivi, altri amici inventati (uomini e donne, giovani e anziani) che frequentano luoghi molto variati. Parlano naturalmente, esprimono pensieri, atti di vita o d'amore, arte e libidine, insomma filosofi ma anche libertini e anzi soprattutto libertini. Il libertinaggio non è soltanto un desiderio sessuale ma un pensiero, una filosofia, una vita individuale e associata a strane, affascinanti e anche odiose compagnie.

La vita di Joyce è questa: non è individuale. La scrittura di un libro che ha Ulisse come tema è assolutamente singolare: perché Ulisse? Come si esprime attraverso una moltitudine di persone l'Ulisse mitologico che l'antichità greca consegnò a quella romana e poi a tutta la mitologia degli ultimi duemila anni?

Molti pensano che l'Ulisse di Joyce sia un libro eversivo, la negazione dei valori comunemente accettati in fatto di religione, di rapporti sociali, di consuetudini letterarie. Sono questi i celebratori dello scandalo per lo scandalo che in una certa misura giustificano o almeno rendono comprensibili. Volete leggere l'inizio dell'Ulisse di Joyce? Eccolo: «Solenne e paffuto, Buck Mulligan comparve dall'alto delle scale portando un bacile di schiuma su cui erano posati in croce uno specchio e un rasoio. Una vestaglia gialla, discinta gli veniva sollevata delicatamente sul dietro dalla mite aria mattutina. Levò alto il bacile e intonò: “Introibo ad altare Dei”. Fermatosi, scrutò la buia scala a chiocciola e chiamo berciando: vieni su Kinch. Vieni su, pauroso gesuita. Maestosamente avanzò e ascese la rotonda piazzuola di tiro. Fece dietrofront e con gravità benedisse tre volte la torre, la campagna circostante e i monti che si destavano. Poi, avvedutosi di Stephen Dedalus si chinò verso di lui e tracciò rapide croci nell'aria, gorgogliando di gola e tentennando il capo. Stephen Dedalus, contrariato e sonnolento, appoggiò i gomiti sul sommo della scala e guardò con freddezza la tentennante gorgogliante faccia che lo benediceva, cavallina nella lunghezza, e i chiari capelli senza tonsura, marezzati color quercia chiaro».

L'Ulisse di Joyce va avanti in questo modo. Le frasi sono improvvise e anche sbilenche. L'Ulisse è fatto così ma a leggere questo vocabolario inconcreto, con parole singole significative ma quando l'autore ne scrive una appresso all'altra il significato è inesistente: sono rumori. Concetti contenuti in una o al massimo due parole. Il libro va avanti pagine dopo pagine, capitoli dopo capitoli ma incomprensibili. E ne scriverò qui ancora una: «Ne sapevo più io a 15 anni sugli uomini e sulla vita di quanto loro non ne sapranno a 50, non hanno l'idea di come va cantata una canzone... Tutto quel che m'ha lasciato papà in barba ai suoi francobolli però ho gli occhi e la figura di mamma, lo diceva sempre che ce ne sono di sudici tra quei cafoni là lui non era davvero così era pazzo delle mie labbra lascia che pigli marito prima che sia presentabile e una figlia come la mia e guardino un po' se gli riesce d'alluzzare un tizio ben più visto a quartieri e che non abbia che da alzare un dito come 4 o 5 volte stretti uno tra le braccia dell'altro e la voce poi sarei potuta diventare poi una prima donna solo che ho sposato lui pien d'amore la vecchia voce profonda».

Il libro è molto lungo. Verso la fine i personaggi più volte nominati si trasformano per l'ennesima volta e ciascuno di loro somiglia all'Odisseo della guerra di Troia, del cavallo abitato da guerrieri e poi della strage finale. Nessuno prende il nome di Odisseo ma i nomi attribuiti sono quelli ed è evidente a chiunque prenda in mano quel volume.

Leggetelo quel libro: vi aprirà un universo molto complicato da comprendere ma molto istruttivo per chi vuole che il pensiero sia semplice nella forma ma estremamente difficile nella sostanza. Noi siamo i Se stessi, ci vogliamo bene, vogliamo bene agli altri, vogliamo bene a Dio che ci ha creati e noi abbiamo creato Lui. Dureremo così fin quando il nostro Io e il nostro Dio ci trasformeranno nello zero assoluto.