Siamo in una stagione di turbamento. L'Italia è turbata, l'Europa ancora di più e la stessa confusione si estende alla Cina e al Nord America. Le persone che vivono in questo nostro mondo hanno perso l'orientamento: le comunità e le nazioni sono diventate piccole cellule, direi cellulette, che vivono l'una accanto all'altra ma con una capacità di comprensione dei fenomeni globali sempre più ridotta, fino ad apparire assolutamente minimale. Nel passato il rapporto con il tempo e con lo spazio cambiava di continuo. Adesso le cose sembrano più chiare, ma solo in apparenza: l'umanità si era illusa di confrontarsi con una realtà più comprensibile, mentre bisognerebbe sempre tenere a mente questi versi di Pessoa:
"Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire...
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a …
"Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire...
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a …
Siamo in una stagione di turbamento. L'Italia è turbata, l'Europa ancora di più e la stessa confusione si estende alla Cina e al Nord America. Le persone che vivono in questo nostro mondo hanno perso l'orientamento: le comunità e le nazioni sono diventate piccole cellule, direi cellulette, che vivono l'una accanto all'altra ma con una capacità di comprensione dei fenomeni globali sempre più ridotta, fino ad apparire assolutamente minimale. Nel passato il rapporto con il tempo e con lo spazio cambiava di continuo. Adesso le cose sembrano più chiare, ma solo in apparenza: l'umanità si era illusa di confrontarsi con una realtà più comprensibile, mentre bisognerebbe sempre tenere a mente questi versi di Pessoa:
"Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire...
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un'infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso...
Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l'amo, e l'amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare...
Amare è l'eterna innocenza,
e l'unica innocenza è non pensare...".
La logica in teoria si sposa con il potere e le personalità che del potere sono depositarie hanno come riferimento principale, se non addirittura unico, la guida dei loro eserciti non tanto militari quanto politici, giuridici ed economici. Questo è il potere. È sempre stato così per secoli e secoli.
L'Italia di questi anni e addirittura di questi mesi è guidata da vari personaggi i cui nomi sono ben noti: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui carica peraltro è in scadenza tra poco più di un anno. Sarà un guaio per tutti perderlo, l'ideale sarebbe che ottenesse una proroga del suo mandato (come è accaduto con il suo predecessore Giorgio Napolitano). Mattarella non accetterà rinvii e quindi quella carica sarà un motivo di confronto tra personalità di varia qualità. Abbiamo indicato più volte in queste ultime settimane i possibili candidati da Mario Draghi a Romano Prodi, da Paolo Gentiloni a Mario Monti. Ci sarebbe anche Giuseppe Conte ma non sembra persona caratterizzata ad una carica di quel tipo: Conte è nato come primo ministro e col passare dei mesi la sua capacità in questo tipo di incarico è abbastanza aumentata, anche se ancora presenta alcune lacune caratteriali. In questi ultimi tempi Conte ha capito che l'Italia è formata soprattutto da regioni e città. Conte dovrebbe avere la capacità di guidare contemporaneamente la nazione e le regioni che la compongono: sono due realtà che non possono essere disgiunte. Conte deve avere capito la difficoltà del compito che gli è stato affidato. E anche la forza politica che esso richiede. Abbiamo più volte suggerito a Conte di scegliere un colore politico: un liberale di centro-sinistra che potrebbe avere come punti di riferimento storico Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat, Carlo Azeglio Ciampi e soprattutto Luigi Einaudi. Quasi tutti questi nomi cominciarono come governanti e conclusero come presidenti della Repubblica. Il premier dovrebbe avere in mente queste figure mentre affronta le difficoltà del percorso di governo. Il momento che stiamo attraversando non solo in Italia è particolarmente delicato. Conte ha il pregio dell'intelligenza ma il difetto di una limitata volontà. Si potrebbe descrivere con la canzone di un'antica reclame: "Canto quel motivetto / che mi piace tanto / e che fa dudu-dudu / dudu-dudu". Speriamo bene.
Chiedo scusa ai miei lettori domenicali: avevo premesso nelle ultime settimane che ormai avrei parlato di argomenti profondamente lontani dalla politica e tuttavia ho dovuto ricordare il mio compito in questo giornale da quando esiste. Adesso però il tema cambia e nientemeno dalla politica passa alle particelle elementari e ai quanti, ad Albert Einstein e a Max Planck.
La nostra specie nasce da un Essere caotico ed energetico. L'energia è una forza universale dalla quale nascono le forme, le razze, le specie la cui evoluzione e la cui esistenza durano milioni e milioni di anni per poi decadere nell'entropia e poi risorgere fin quando la vita continuerà a riprodursi. Vita e forme sono concetti diversi, eterni? A questa domanda è impossibile rispondere, il solo rifugio esistente (fin quando lo sarà) è la Divinità. Il Divino è sempre esistito nelle Anime che del Divino fanno parte.
La nostra specie ha coltivato il Divino da quando esiste. Planck era religioso. Einstein non lo era affatto ma il suo immanentismo era completo. Ricordo che ne scoprimmo l'esistenza a Sanremo quando frequentavamo il liceo e cercavamo di orientarci nella vita. La vera scoperta di quegli anni nel corso dei quali correva la nostra età, i nostri pensieri, la scoperta del "piacere" che ovviamente si accompagnava all'adolescenza e alla giovinezza e quindi alla nascita del Bello e dell'Arte. Scoprimmo Dante e tutto quello che da lui discese nella cultura italiana. Sto leggendo in questi giorni l'analisi critica dei tre libri della Divina Commedia: un testo formidabile specie in alcuni Canti. Ciascuno di noi è una particella? Certo che sì, certo che no. Grazie per avermi letto ancora una volta.
Miguel de Cervantes autore del Don Chisciotte e di molti altri libri morì nel 1616, praticamente lo stesso giorno nel quale morì William Shakespeare. Ogni tanto queste coincidenze capitano e ci fanno pensare all'Arte e alla Bellezza.
"Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire...
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un'infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso...
Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l'amo, e l'amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare...
Amare è l'eterna innocenza,
e l'unica innocenza è non pensare...".
La logica in teoria si sposa con il potere e le personalità che del potere sono depositarie hanno come riferimento principale, se non addirittura unico, la guida dei loro eserciti non tanto militari quanto politici, giuridici ed economici. Questo è il potere. È sempre stato così per secoli e secoli.
L'Italia di questi anni e addirittura di questi mesi è guidata da vari personaggi i cui nomi sono ben noti: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui carica peraltro è in scadenza tra poco più di un anno. Sarà un guaio per tutti perderlo, l'ideale sarebbe che ottenesse una proroga del suo mandato (come è accaduto con il suo predecessore Giorgio Napolitano). Mattarella non accetterà rinvii e quindi quella carica sarà un motivo di confronto tra personalità di varia qualità. Abbiamo indicato più volte in queste ultime settimane i possibili candidati da Mario Draghi a Romano Prodi, da Paolo Gentiloni a Mario Monti. Ci sarebbe anche Giuseppe Conte ma non sembra persona caratterizzata ad una carica di quel tipo: Conte è nato come primo ministro e col passare dei mesi la sua capacità in questo tipo di incarico è abbastanza aumentata, anche se ancora presenta alcune lacune caratteriali. In questi ultimi tempi Conte ha capito che l'Italia è formata soprattutto da regioni e città. Conte dovrebbe avere la capacità di guidare contemporaneamente la nazione e le regioni che la compongono: sono due realtà che non possono essere disgiunte. Conte deve avere capito la difficoltà del compito che gli è stato affidato. E anche la forza politica che esso richiede. Abbiamo più volte suggerito a Conte di scegliere un colore politico: un liberale di centro-sinistra che potrebbe avere come punti di riferimento storico Alcide De Gasperi, Giuseppe Saragat, Carlo Azeglio Ciampi e soprattutto Luigi Einaudi. Quasi tutti questi nomi cominciarono come governanti e conclusero come presidenti della Repubblica. Il premier dovrebbe avere in mente queste figure mentre affronta le difficoltà del percorso di governo. Il momento che stiamo attraversando non solo in Italia è particolarmente delicato. Conte ha il pregio dell'intelligenza ma il difetto di una limitata volontà. Si potrebbe descrivere con la canzone di un'antica reclame: "Canto quel motivetto / che mi piace tanto / e che fa dudu-dudu / dudu-dudu". Speriamo bene.
Chiedo scusa ai miei lettori domenicali: avevo premesso nelle ultime settimane che ormai avrei parlato di argomenti profondamente lontani dalla politica e tuttavia ho dovuto ricordare il mio compito in questo giornale da quando esiste. Adesso però il tema cambia e nientemeno dalla politica passa alle particelle elementari e ai quanti, ad Albert Einstein e a Max Planck.
La nostra specie nasce da un Essere caotico ed energetico. L'energia è una forza universale dalla quale nascono le forme, le razze, le specie la cui evoluzione e la cui esistenza durano milioni e milioni di anni per poi decadere nell'entropia e poi risorgere fin quando la vita continuerà a riprodursi. Vita e forme sono concetti diversi, eterni? A questa domanda è impossibile rispondere, il solo rifugio esistente (fin quando lo sarà) è la Divinità. Il Divino è sempre esistito nelle Anime che del Divino fanno parte.
La nostra specie ha coltivato il Divino da quando esiste. Planck era religioso. Einstein non lo era affatto ma il suo immanentismo era completo. Ricordo che ne scoprimmo l'esistenza a Sanremo quando frequentavamo il liceo e cercavamo di orientarci nella vita. La vera scoperta di quegli anni nel corso dei quali correva la nostra età, i nostri pensieri, la scoperta del "piacere" che ovviamente si accompagnava all'adolescenza e alla giovinezza e quindi alla nascita del Bello e dell'Arte. Scoprimmo Dante e tutto quello che da lui discese nella cultura italiana. Sto leggendo in questi giorni l'analisi critica dei tre libri della Divina Commedia: un testo formidabile specie in alcuni Canti. Ciascuno di noi è una particella? Certo che sì, certo che no. Grazie per avermi letto ancora una volta.
Miguel de Cervantes autore del Don Chisciotte e di molti altri libri morì nel 1616, praticamente lo stesso giorno nel quale morì William Shakespeare. Ogni tanto queste coincidenze capitano e ci fanno pensare all'Arte e alla Bellezza.