✕

Se la debolezza di Conte diventa la sua forza

Ascolta l'audio

Quanto durerà? E per durar meglio a chi si affiancherà? Questo è il tema sul premier e sull’Italia
4 minuti di lettura
Stanno accadendo molte cose in Italia, in Europa e nel mondo intero. L'abbiamo già rilevato nell'articolo uscito sul giornale domenica scorsa ma la situazione nel frattempo non è affatto cambiata anzi, in qualche misura, si è ulteriormente complicata. Se si dovesse giudicare dalla situazione in cui versa il nostro presidente del Consiglio Giuseppe Conte si potrebbe dedurne che il cambiamento è avvenuto contemporaneamente in due modi: Conte è diventato più forte in Italia e in Europa e  più debole in entrambe le predette situazioni. Ma Conte non è certamente il solo che è costretto a tenere insieme due modalità dell’essere: in quella medesima situazione auto-contraddittoria si trovano molti suoi ministri e quasi tutti i partiti che giocano sul tabellone italo-europeo: la Germania di Merkel, Macron e la situazione delle province francesi, l'Inghilterra di Johnson e della regina Elisabetta II e n…
Stanno accadendo molte cose in Italia, in Europa e nel mondo intero. L'abbiamo già rilevato nell'articolo uscito sul giornale domenica scorsa ma la situazione nel frattempo non è affatto cambiata anzi, in qualche misura, si è ulteriormente complicata. Se si dovesse giudicare dalla situazione in cui versa il nostro presidente del Consiglio Giuseppe Conte si potrebbe dedurne che il cambiamento è avvenuto contemporaneamente in due modi: Conte è diventato più forte in Italia e in Europa e  più debole in entrambe le predette situazioni. Ma Conte non è certamente il solo che è costretto a tenere insieme due modalità dell’essere: in quella medesima situazione auto-contraddittoria si trovano molti suoi ministri e quasi tutti i partiti che giocano sul tabellone italo-europeo: la Germania di Merkel, Macron e la situazione delle province francesi, l'Inghilterra di Johnson e della regina Elisabetta II e non parliamo di Trump; il premier cinese Xi Jinping; il presidente russo Vladimir Putin e la sua influenza sui Paesi vicini alla Russia ma a loro volta autonomi e in una duplice e contraddittoria situazione rispetto ai territori con i quali confinano: Siberia, Manciuria, Mongolia, e poi l'estremo nordest russo che arriva di fronte all'isola giapponese di Hokkaido.

È evidente che l'Italia è una penisola politicamente e geograficamente di scarsa importanza se abbiamo presente uno scenario che arriva all'estremo nord e all'estremo sud del nostro pianeta. Il nostro presidente del Consiglio è ampiamente consapevole di questo scarso peso che un Paese come l'Italia ha esercitato sul resto del mondo e in particolare a livello europeo, nordafricano e medio-orientale. La politica estera di Conte è notevolmente aumentata di importanza per quanto riguarda l'Europa ma, come abbiamo già indicato, il premier lavora con discreto successo ma scarsissima autorità. Non ha un partito proprio e si è sempre appoggiato a una coalizione che nei primissimi tempi si appoggiava soprattutto alla Lega di Matteo Salvini ormai estesa dal nord al sud e dai "popolari" ex grillini. I grillini appoggiano Conte; lo facevano un tempo quando la coalizione portava i Cinquestelle a ridosso della Lega salviniana, ma adesso i Cinquestelle si sono spostati da destra verso una sinistra populista. Le ultime elezioni gli hanno attribuito un 17 per cento del corpo elettorale ma la loro consistenza nell'attuale Parlamento è ancora del 30 e pesa come tale quando la Camera è chiamata al voto.

Queste situazioni incidono sull'autorevolezza politica del presidente del Consiglio, lo rafforzano e al tempo stesso lo indeboliscono anche per la situazione della sinistra italiana. Più volte su questo nostro giornale abbiamo scritto che Conte è (o dovrebbe essere) un liberal-socialista laddove la parola socialista non si limita affatto a indicare soltanto il Partito democratico la cui consistenza elettorale non va oltre il 20 per cento. Il fattore socialista si appoggia ad una serie di gruppi ispirati dal socialismo berlingueriano ma localizzati nelle province che vanno dalla Sicilia fino agli Abruzzi e che in qualche modo realizzarono l'unità d'Italia attraverso i Mille garibaldini.

Giuseppe Conte non è certo Garibaldi e neppure ovviamente Mazzini, somiglia in qualche modo al Conte di Cavour? Direi di no anche per il fatto che a fianco di Cavour c'era Vittorio Emanuele II di Savoia mentre Conte non ha nessuno di quel tipo di autorevolezza. Conte è Conte: né di più né di meno e sia in Italia, sia in Europa. Quanto durerà? E per durar meglio a chi si affiancherà in Italia e in Europa? Questo è il tema e non soltanto di Conte ma dell'Italia nel suo complesso e nei partiti e movimenti che tratteggiano politicamente ed anche culturalmente il nostro Paese.

Se vogliamo prescindere dall'esame della situazione politica italiana e approfondire quella che delinea la nostra storia almeno negli ultimi trecento anni e che racchiudono la storia moderna della società italiana vediamo che il tema fondamentale deriva dalle vicende climatiche. Sono molto più antiche quelle vicende ma le loro ripercussioni sono diventate visibili da tre o quattro secoli in qua. La realtà del Sole che illumina la nostra vita è in corso da millenni ma noi ce ne siamo accorti da non più di mezzo millennio. Se si dovesse dire oggi qual è il fatto nuovo, che si manifesta con una storia millenaria, i cui ultimi e più recenti tratteggi rimontano a 3-4 secoli si dovrebbe centrare l'attenzione sul clima.

Finora il problema climatico ha interessato ben poco i popoli europei e in particolare quello italiano: a volte fa più freddo di un tempo in certe regioni e in altre più caldo; in alcune piove più spesso ed in altre più spesso la terra è secca e il verde appassisce. Questi mutamenti del clima sono molto antichi e hanno sempre contraddistinto il pianeta Terra, la luna, le climatiche del nostro globo e di quelli esistenti nello spazio conoscibile, quelli che la poesia classica chiamava "Pleiadi". Gli déi erano molteplici, non esisteva un dio unico. Se si voleva andare all'inizio della creazione, si trovavano la Terra e il Cielo e quella era l'accoppiata di fondo che vedeva Eros come il figlio di quell'accoppiamento come fu celebrato dai poeti che si inventavano nel corso della loro vita gli déi che una volta inventati guidavano la vita e la morte dei loro inventori: "Deduke men selanna/ kai Pleiades, messai de/ nuktes par d'ertet ora". Questa è Saffo, una delle voci più splendide della poesia dell'antica Grecia peloponnesica: "È tramontata la Luna e sono tramontate le Pleiadi, e la notte è al mezzo".

Circe, Ulisse, Omero, i popoli del Medio Oriente: questa è stata la storia della civiltà europea ma la vita del Sole è infinitamente più antica anche se siamo in grado di conoscerla come siamo in grado di sapere che già da millenni e per millenni ancora il Sole ha cominciato la sua decadenza. Incide sul clima e questo è il nuovo evento che merita d'essere attentamente esaminato: l'equatore sta perdendo la sua funzione di punto di riferimento. I poli lo stanno sostituendo: il Nord e il Sud. Il Sud è terra gelata e sta cominciando stagione per stagione ad acquisire minor freddo e maggior calore. Il Nord registra un fenomeno analogo ma c'è una differenza fondamentale tra i due poli: quello del Nord è privo di terra sotto al gelo e quando in certi momenti e in certi luoghi il gelo si dissolve, sotto ad esso c'è l'acqua del mare nordico e non la terra, se non qualche isola finora nascosta dal ghiacciaio esteso.

Questa situazione è ormai allo studio della scienza e della coscienza del mondo. Chi lo sta studiando con estrema attenzione è il nostro papa Francesco e naturalmente non è il solo. Il sole durerà ancora millenni e millenni ma la sua sorte è segnata e la climatologia sta diventando o è già diventata uno degli elementi fondamentali del nostro Universo.Noi non conosciamo l'Universo, sappiamo soltanto che esiste un Universo al di fuori della nostra capacità e possibilità di conoscerlo. Noi viviamo in un Universo parziale ed enorme, fatto di "particelle" pressoché invisibili la cui creazione ci è tuttora ignota anche se i grandi studiosi dell'Energia ne hanno acquisito notevole conoscenza. Parleremo nel prossimo futuro e finché potremo di questo tema: è il più lontano ma quello ancora più percepibile dalla mente che illumina il nostro passato e lo proietta verso un futuro.