Papa Francesco e la società moderna
Eugenio Scalfari , di EUGENIO SCALFARIHo parlato con Bergoglio del cambiamento climatico: "La Chiesa deve occuparsene ed educare al rispetto dell'ambiente"
Jorge Mario Bergoglio, che è il nostro Papa dal 13 marzo 2013 e rappresenta una colonna portante non soltanto della Chiesa cattolica, di quella cristiana, di tutte le chiese e le religioni del mondo, ha scoperto in questi ultimi mesi il problema del clima terrestre. Il Sole – la nostra stella portante – sta invecchiando. La vecchiaia – ci dicono gli studiosi di questi problemi – è abbastanza avanzata. Naturalmente ci vorranno millenni per vedere un sole ombroso e non più luminoso come ancora è nonostante il suo invecchiamento sia già da qualche tempo iniziato. Ma il clima ha già subìto notevoli mutamenti. Questo aspetto della situazione ha largamente influenzato il nostro papa Francesco e non riguarda ovviamente il meteo che ci invita a uscire con l’ombrello o con un cappello di paglia che ci riparino dal clima d’un giorno qualunque: il mutamento ha ben altro valore, incide sul futuro della nostra ste…
Jorge Mario Bergoglio, che è il nostro Papa dal 13 marzo 2013 e rappresenta una colonna portante non soltanto della Chiesa cattolica, di quella cristiana, di tutte le chiese e le religioni del mondo, ha scoperto in questi ultimi mesi il problema del clima terrestre. Il Sole – la nostra stella portante – sta invecchiando. La vecchiaia – ci dicono gli studiosi di questi problemi – è abbastanza avanzata. Naturalmente ci vorranno millenni per vedere un sole ombroso e non più luminoso come ancora è nonostante il suo invecchiamento sia già da qualche tempo iniziato. Ma il clima ha già subìto notevoli mutamenti. Questo aspetto della situazione ha largamente influenzato il nostro papa Francesco e non riguarda ovviamente il meteo che ci invita a uscire con l’ombrello o con un cappello di paglia che ci riparino dal clima d’un giorno qualunque: il mutamento ha ben altro valore, incide sul futuro della nostra stella e dei pianeti che ruotano attorno ad essa a cominciare dalla Terra, dalla Luna e dalle stelle che ci circondano e illuminano il nostro cielo.
Di questi problemi non avevo mai parlato finora con papa Francesco. Siamo veramente amici e lo diventammo fin dai primi mesi del suo pontificato. Avevo scritto sull’Espresso, appena la nomina era avvenuta, che era la prima volta di un pontificato d’un Papa latino-americano. Lui mi rispose con una lettera alla quale rimandava ma prevedeva un nostro incontro in uno dei prossimi mesi. Avvenne nel settembre di quello stesso anno e si concluse con l’apertura di una amicizia che per mia fortuna dura tuttora: ci siamo incontrati giovedì scorso e siamo stati per quasi un’ora a scambiarci notizie e valutazioni su quanto sta avvenendo attualmente. La crisi climatica è il tema che in questo momento occupa il mondo intero nonostante le malattie che incombono e che del resto hanno qualche rapporto anche col clima.
Non vedevo sua santità da oltre un anno sebbene ci scambiassimo numerose lettere. Bergoglio ha ottantatré anni, io ne ho novantasei e sto viaggiando nei novantasette. Ma appunto giovedì ci siamo di nuovo incontrati a Santa Marta in Vaticano. Non potevamo farne a meno e quindi ci siamo di nuovo abbracciati fisicamente e mentalmente.
Il tema era appunto quello del clima, ma detto in questo modo sembrerebbe una sciocchezza. Non è questo naturalmente. Ricordo ancora che papa Francesco quando fu eletto ebbe immediatamente il sentimento del suo compito religioso: la società europea e mondiale era profondamente cambiata, la modernità aveva capovolto la cultura europea, americana, orientale e quindi la Chiesa doveva anch’essa adeguarsi a quei mutamenti per poter continuare con efficacia la sua opera. Papa Francesco mi informò di questa necessità che il Concilio Vaticano II aveva indicato e che non era però ancora stato espletato. Il nuovo Pontefice avrebbe quindi dovuto occuparsi di questo e me lo disse e in qualche modo me lo chiese in quei primissimi incontri.
Decidemmo insieme dove cominciava per noi la modernità: l’illuminismo e tutto quello che ne venne nei secoli successivi. Questi furono i contenuti principali dei nostri argomenti che sua santità affrontò con molto interesse: Papi che hanno avuto questa funzione io non ne conosco: la Chiesa naturalmente si è aggiornata ma quasi sempre questo è avvenuto come risultato della società laica e prima ancora di quella medioevale da Gesù Cristo in poi. Gli Dei di un tempo erano di tutt’altra manica, la Chiesa ha duemila anni di esistenza e i mutamenti nel suo interno sono avvenuti tre o quattro volte, non di più.
Quella di Francesco è una novità cui ora se ne sovrappone un’altra: il Sole se ne va ma la profonda modifica della nostra stella e del cielo che ci sovrasta è decisiva e di questo si parla: l’impatto e i cambiamenti climatici si ripercuotono su quanti vivono poveramente in ogni angolo del globo.
Il nostro dovere a usare responsabilmente i beni della terra implica il riconoscimento e il rispetto di ogni persona e di tutte le creature viventi. Siamo convinti che non ci possa essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato. Questo mi ha detto Francesco e questo è il tema che in questa fase gli preme più di ogni altro. «Ricordiamo – mi ha detto il Papa – quei luoghi del paese colmi di biodiversità che sono l’Amazzonia e il bacino fluviale del Congo con le grandi falde acquifere. L’importanza di luoghi come questi per l’insieme del Pianeta e per il futuro dell’umanità sono di grande importanza. In realtà stanno cambiando anche gli oceani e i fiumi. I tecnici se ne occupano ma la politica è presa da altri problemi. Compete alla Chiesa gran parte di questo lavoro. Tutte le comunità cristiane hanno un ruolo importante da compiere in questa educazione».
Francesco ha scritto un libro su questi problemi e l’ha concluso con questa frase: la Casa Comune di tutti noi viene saccheggiata, devastata, umiliata impunemente. La codardia nel difenderla è un peccato grave. Abbiate molta cura della Madre Terra. Questo è il tema e su questo l’ho ancora una volta abbracciato e promesso che avrei fatto per quanto mi riguardava il possibile per aiutarlo nel suo impegno.
***
Conte e il socialismo liberale
La politica italiana si occupa di questi problemi? A me non pare, tuttalpiù se ne occupa Conte. Salvini, Meloni, Renzi, i Cinque Stelle: alcuni di questi gruppi sono addirittura contro il tema del sole e della terra; altri se ne infischiano. Fino a qualche tempo fa mi sembrava che Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, se ne occupasse moltissimo e mi sembrava questo uno dei motivi per appoggiarlo. Libero e socialista: questo era il compito che sembrava essersi assunto, un centrosinistra che poteva oscillare tra quei due valori abbracciandoli entrambi o favorendone almeno uno senza dimenticarsi dell’altro.
In queste ultime settimane tuttavia Conte ha perso molto della sua efficacia o almeno così sembra. Usa molto poco le personalità importanti del nostro quadro politico che potrebbero sostenerlo con notevole efficacia: Conte va avanti a tentoni; si sperava meglio e di più. Una personalità che sta tornando in linea è quella di Paolo Gentiloni, se Conte con Gentiloni, Fassino, Franceschini, Zingaretti, creasse un drappello d’alleanza e consensi credo che il Paese ne beneficerebbe. La Chiesa opera al meglio della modernità religiosa. La modernità laica dovrebbe cercare di eguagliarla. Ci riuscirà?
Di questi problemi non avevo mai parlato finora con papa Francesco. Siamo veramente amici e lo diventammo fin dai primi mesi del suo pontificato. Avevo scritto sull’Espresso, appena la nomina era avvenuta, che era la prima volta di un pontificato d’un Papa latino-americano. Lui mi rispose con una lettera alla quale rimandava ma prevedeva un nostro incontro in uno dei prossimi mesi. Avvenne nel settembre di quello stesso anno e si concluse con l’apertura di una amicizia che per mia fortuna dura tuttora: ci siamo incontrati giovedì scorso e siamo stati per quasi un’ora a scambiarci notizie e valutazioni su quanto sta avvenendo attualmente. La crisi climatica è il tema che in questo momento occupa il mondo intero nonostante le malattie che incombono e che del resto hanno qualche rapporto anche col clima.
Non vedevo sua santità da oltre un anno sebbene ci scambiassimo numerose lettere. Bergoglio ha ottantatré anni, io ne ho novantasei e sto viaggiando nei novantasette. Ma appunto giovedì ci siamo di nuovo incontrati a Santa Marta in Vaticano. Non potevamo farne a meno e quindi ci siamo di nuovo abbracciati fisicamente e mentalmente.
Il tema era appunto quello del clima, ma detto in questo modo sembrerebbe una sciocchezza. Non è questo naturalmente. Ricordo ancora che papa Francesco quando fu eletto ebbe immediatamente il sentimento del suo compito religioso: la società europea e mondiale era profondamente cambiata, la modernità aveva capovolto la cultura europea, americana, orientale e quindi la Chiesa doveva anch’essa adeguarsi a quei mutamenti per poter continuare con efficacia la sua opera. Papa Francesco mi informò di questa necessità che il Concilio Vaticano II aveva indicato e che non era però ancora stato espletato. Il nuovo Pontefice avrebbe quindi dovuto occuparsi di questo e me lo disse e in qualche modo me lo chiese in quei primissimi incontri.
Decidemmo insieme dove cominciava per noi la modernità: l’illuminismo e tutto quello che ne venne nei secoli successivi. Questi furono i contenuti principali dei nostri argomenti che sua santità affrontò con molto interesse: Papi che hanno avuto questa funzione io non ne conosco: la Chiesa naturalmente si è aggiornata ma quasi sempre questo è avvenuto come risultato della società laica e prima ancora di quella medioevale da Gesù Cristo in poi. Gli Dei di un tempo erano di tutt’altra manica, la Chiesa ha duemila anni di esistenza e i mutamenti nel suo interno sono avvenuti tre o quattro volte, non di più.
Quella di Francesco è una novità cui ora se ne sovrappone un’altra: il Sole se ne va ma la profonda modifica della nostra stella e del cielo che ci sovrasta è decisiva e di questo si parla: l’impatto e i cambiamenti climatici si ripercuotono su quanti vivono poveramente in ogni angolo del globo.
Il nostro dovere a usare responsabilmente i beni della terra implica il riconoscimento e il rispetto di ogni persona e di tutte le creature viventi. Siamo convinti che non ci possa essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato. Questo mi ha detto Francesco e questo è il tema che in questa fase gli preme più di ogni altro. «Ricordiamo – mi ha detto il Papa – quei luoghi del paese colmi di biodiversità che sono l’Amazzonia e il bacino fluviale del Congo con le grandi falde acquifere. L’importanza di luoghi come questi per l’insieme del Pianeta e per il futuro dell’umanità sono di grande importanza. In realtà stanno cambiando anche gli oceani e i fiumi. I tecnici se ne occupano ma la politica è presa da altri problemi. Compete alla Chiesa gran parte di questo lavoro. Tutte le comunità cristiane hanno un ruolo importante da compiere in questa educazione».
Francesco ha scritto un libro su questi problemi e l’ha concluso con questa frase: la Casa Comune di tutti noi viene saccheggiata, devastata, umiliata impunemente. La codardia nel difenderla è un peccato grave. Abbiate molta cura della Madre Terra. Questo è il tema e su questo l’ho ancora una volta abbracciato e promesso che avrei fatto per quanto mi riguardava il possibile per aiutarlo nel suo impegno.
***
Conte e il socialismo liberale
La politica italiana si occupa di questi problemi? A me non pare, tuttalpiù se ne occupa Conte. Salvini, Meloni, Renzi, i Cinque Stelle: alcuni di questi gruppi sono addirittura contro il tema del sole e della terra; altri se ne infischiano. Fino a qualche tempo fa mi sembrava che Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio, se ne occupasse moltissimo e mi sembrava questo uno dei motivi per appoggiarlo. Libero e socialista: questo era il compito che sembrava essersi assunto, un centrosinistra che poteva oscillare tra quei due valori abbracciandoli entrambi o favorendone almeno uno senza dimenticarsi dell’altro.
In queste ultime settimane tuttavia Conte ha perso molto della sua efficacia o almeno così sembra. Usa molto poco le personalità importanti del nostro quadro politico che potrebbero sostenerlo con notevole efficacia: Conte va avanti a tentoni; si sperava meglio e di più. Una personalità che sta tornando in linea è quella di Paolo Gentiloni, se Conte con Gentiloni, Fassino, Franceschini, Zingaretti, creasse un drappello d’alleanza e consensi credo che il Paese ne beneficerebbe. La Chiesa opera al meglio della modernità religiosa. La modernità laica dovrebbe cercare di eguagliarla. Ci riuscirà?