L'Italia negli ultimi dieci anni è stata teatro di vari movimenti di politica interna, economia, politica sociale, politiche regionali e posizioni dichiaratamente di destra, di centro, di sinistra democratica. Negli ultimi tre anni il presidente del Consiglio è stato Giuseppe Conte che ha recitato sul palco di un teatrino di diversi colori: con il capo della Lega Matteo Salvini, con il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio e con il socialismo rappresentato da parecchi leader con incarichi sia nel nostro Paese sia in Europa.
In questo panorama variegato Giuseppe Conte è sempre stato primo ministro ancorché non avesse un partito proprio o almeno del quale fosse uno dei membri principali. Eppure ha aderito di volta in volta a Salvini, a Di Maio e al socialismo democratico che oggi è soprattutto rappresentato dal Pd, da Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni e Dario Franceschini. Più difficile è risultata la convivenza con Matteo Renzi, …
L'Italia negli ultimi dieci anni è stata teatro di vari movimenti di politica interna, economia, politica sociale, politiche regionali e posizioni dichiaratamente di destra, di centro, di sinistra democratica. Negli ultimi tre anni il presidente del Consiglio è stato Giuseppe Conte che ha recitato sul palco di un teatrino di diversi colori: con il capo della Lega Matteo Salvini, con il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio e con il socialismo rappresentato da parecchi leader con incarichi sia nel nostro Paese sia in Europa.
In questo panorama variegato Giuseppe Conte è sempre stato primo ministro ancorché non avesse un partito proprio o almeno del quale fosse uno dei membri principali. Eppure ha aderito di volta in volta a Salvini, a Di Maio e al socialismo democratico che oggi è soprattutto rappresentato dal Pd, da Nicola Zingaretti, Paolo Gentiloni e Dario Franceschini. Più difficile è risultata la convivenza con Matteo Renzi, il personaggio che in queste ore spinge l'alleanza su un crinale molto stretto.
Personalmente io non rappresento nessuno per almeno due ragioni: una è quella degli anni che ho e che sfiorano ormai i 97; la seconda (che forse è più importante della prima) è perché il partitismo ormai è una formula superata. La classe politica dirigente c'è dovunque ma i partiti di fatto non esistono più e del resto non sono mai esistiti neppure nell'antica Grecia della guerra di Troia: c'erano Atene, Sparta, Corinto, Cipro, Creta, Itaca, Rodi, Pella e Argo. Le motivazioni e l'addensarsi della popolazione a quell'epoca non avevano alcun carattere politico ma economico e religioso: gli dei erano numerosi e quasi sempre ciascuno di essi era sulla terra venerato da gruppi popolari. Le personalità di rango erano anch'esse molto numerose e legate contemporaneamente a luoghi e a divinità. Questa è stata l'antichità da cui sono trascorsi almeno duemila anni fino ad arrivare alla modernità sociale che ebbe inizio tra il Quattrocento e il Cinquecento con i poeti Dante, Petrarca, Boccaccio, Cavalcanti.
Esistono in Europa alcune nazioni di forte connotazione politica, penso per esempio a Francia, Belgio, Germania, Russia, Inghilterra, Scozia, Irlanda. L'Italia è invece molto divisa e credo che una vera nazione italiana non esista, ma gli italiani ci sono, eccome: gli italiani viaggiano in Europa ma gli europei viaggiano ancora di più in Italia. Oggi la "nobiltà" italiana è scadente e coincide quasi sempre con la ricchezza: l'Italia era povera e contadina, ma esiste una ristretta classe dirigente ricca e nobile. L'Illuminismo è nato in questo ambiente, è fatto di poeti e anche di una borghesia benestante con i più agiati al Nord del Paese e i più colti al Centro sud. Credo che a questo punto abbiamo già fatto un lungo elenco di dei, territori, filosofi.
Adesso il quadro storico mi sembra già abbastanza completo e possiamo affrontare la modernità, anzi l'attualità. I protagonisti li abbiamo elencati all'inizio ma ripeto quello che è un dato di fatto, non dico preoccupante ma criticabile: il nostro capo del governo Giuseppe Conte guida il Paese ma non ha un partito cui sia affiliato; ha una tendenza che si potrebbe definire di centro-sinistra nell'ambito della quale amministra la nostra nazione.
Qual è il giudizio che si può dare fin qui al suo operato? Direi positivo. Da questo punto di vista è appoggiato da una classe dirigente anch'essa di centro-sinistra. Quanto ai suoi possibili elettori - se si presentasse con una sua lista - credono si dividerebbero anch'essi tra centro, destra e sinistra. Conte non ha alcun partito: aderisce piuttosto a un'area che abbiamo già individuato, è più libero nelle sue mosse proprio perché non è vincolato a un partito e agisce in parte in autonomia, cosa che gli ha attirato parecchie critiche. I partiti in parte lo appoggiano e in altra parte lo ignorano. Alcuni gli danno addosso e questo rende alquanto difficile il suo ruolo di capo del governo. Dovrebbe dunque affiliarsi specificatamente a un partito per essere più forte? Personalmente non credo ma questa è una tesi abbastanza diffusa come abbiamo già constatato fin dal nostro inizio di questo articolo.
Io non credo che Conte debba individuare il suo partito e aderirvi pubblicamente. Dire che la sua politica governativa sia splendida sarebbe certamente esagerato: splendida non è. Accettabile? Sì, è accettabile. Probabilmente va migliorata e lo spazio c'è ed è bene che le critiche si rivolgano a lui per stimolare la politica del governo a migliorare. Un premier ha poteri e doveri da rispettare, può farlo anche senza avere alle spalle un partito. È già accaduto nella nostra storia recente. Certo, l'adesione a un partito sarebbe un di più, come del resto si vede quando si rileggono i Promessi Sposi: è il libro dell'Italia moderna anche se fu scritto due secoli fa.