Davanti all'implosione della maggioranza ed al fallimento dei partiti nel far fronte all'emergenza nazionale innescata dalla pandemia del Covid 19 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella indica la strada di un governo istituzionale e vede in Mario Draghi il premier europeo di cui l'Italia ha bisogno per risollevarsi.
È un momento drammatico ed al tempo stesso di speranza per il nostro Paese.
È drammatico perché con oltre 88 mila morti, un'economia flagellata, centinaia di migliaia di aziende sparite, milioni di lavoratori che rischiano di essere licenziati e il Recovery Plan ancora da consegnare alla Commissione europea il sistema politico non è riuscito a liberarsi dalla palude dei veti incrociati e, dopo lunghi giorni di un indecoroso mercato delle vacche in Parlamento, si è dimostrato incapace di generare il governo della ricostruzione da cui dipende il futuro dei nostri figli.
Ma è anche un momento di spera…
Ma è anche un momento di spera…
Davanti all'implosione della maggioranza ed al fallimento dei partiti nel far fronte all'emergenza nazionale innescata dalla pandemia del Covid 19 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella indica la strada di un governo istituzionale e vede in Mario Draghi il premier europeo di cui l'Italia ha bisogno per risollevarsi.
È un momento drammatico ed al tempo stesso di speranza per il nostro Paese.
È drammatico perché con oltre 88 mila morti, un'economia flagellata, centinaia di migliaia di aziende sparite, milioni di lavoratori che rischiano di essere licenziati e il Recovery Plan ancora da consegnare alla Commissione europea il sistema politico non è riuscito a liberarsi dalla palude dei veti incrociati e, dopo lunghi giorni di un indecoroso mercato delle vacche in Parlamento, si è dimostrato incapace di generare il governo della ricostruzione da cui dipende il futuro dei nostri figli.
Ma è anche un momento di speranza perché se gli stessi partiti sapranno adesso condividere il senso di urgenza nazionale espresso dal Capo dello Stato potranno sostenere il governo istituzionale, cogliere l'opportunità di Mario Draghi e diventare protagonisti del riscatto contro la pandemia e della ricostruzione del Paese. Accompagnandoci ad affrontare le sfide che accomunano la Commissione europea di Ursula von der Leyen e l'America di Joe Biden: contro la pandemia e contro le diseguaglianze, per il clima per i diritti digitali, al fine di gettare le basi di un'economia che sappia garantire protezione e prosperità al ceto medio.
Sono le singole parole pronunciate dal Capo dello Stato al Quirinale che prendono per mano gli italiani, descrivono la gravità del momento in cui troviamo e disegnano la strada da percorrere per lasciarci alle spalle il dramma e guardare alla speranza. Mattarella scommette non solo sulla responsabilità degli eletti in Parlamento, dei partiti e dei loro leader ma anche sulla coesione, il senso civico e l'amor patrio dei singoli cittadini il cui valore strategico lui stesso indicò nel discorso di fine anno sui "costruttori". In tale cornice la convocazione per questa mattina al Colle di Mario Draghi significa guardare all'uomo che, quando era alla guida della Bce, salvò l'euro nel 2012 dalla tempesta finanziaria con l'impegno a fare "Whatever it takes" (qualsiasi cosa serva) esprimendo una determinazione ed una capacità di agire per affrontare le sfide più difficili che è proprio la qualità di cui ha più bisogno oggi l'inquilino di Palazzo Chigi. Se Draghi accetterà l'incarico si troverà davanti alla missione più difficile per un capo di governo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: proteggere i cittadini da un virus che continua ad essere fra noi, evitare il collasso dell'occupazione, far ripartire la crescita e, soprattutto, realizzare in fretta in Parlamento le riforme necessarie a ricevere i 209 miliardi del Recovery Fund. E' una scommessa, politica e personale, da far tremare i polsi ma è quella da cui dipende la capacità del nostro Paese di risollevarsi lavorando d'intesa con i partner e gli alleati che hanno assistito con forte preoccupazione all'incertezza delle ultime settimane perché consapevoli del ruolo strategico dell'Italia nel riuscire a far ripartire l'Ue.
Ma è anche un momento di speranza perché se gli stessi partiti sapranno adesso condividere il senso di urgenza nazionale espresso dal Capo dello Stato potranno sostenere il governo istituzionale, cogliere l'opportunità di Mario Draghi e diventare protagonisti del riscatto contro la pandemia e della ricostruzione del Paese. Accompagnandoci ad affrontare le sfide che accomunano la Commissione europea di Ursula von der Leyen e l'America di Joe Biden: contro la pandemia e contro le diseguaglianze, per il clima per i diritti digitali, al fine di gettare le basi di un'economia che sappia garantire protezione e prosperità al ceto medio.
Sono le singole parole pronunciate dal Capo dello Stato al Quirinale che prendono per mano gli italiani, descrivono la gravità del momento in cui troviamo e disegnano la strada da percorrere per lasciarci alle spalle il dramma e guardare alla speranza. Mattarella scommette non solo sulla responsabilità degli eletti in Parlamento, dei partiti e dei loro leader ma anche sulla coesione, il senso civico e l'amor patrio dei singoli cittadini il cui valore strategico lui stesso indicò nel discorso di fine anno sui "costruttori". In tale cornice la convocazione per questa mattina al Colle di Mario Draghi significa guardare all'uomo che, quando era alla guida della Bce, salvò l'euro nel 2012 dalla tempesta finanziaria con l'impegno a fare "Whatever it takes" (qualsiasi cosa serva) esprimendo una determinazione ed una capacità di agire per affrontare le sfide più difficili che è proprio la qualità di cui ha più bisogno oggi l'inquilino di Palazzo Chigi. Se Draghi accetterà l'incarico si troverà davanti alla missione più difficile per un capo di governo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: proteggere i cittadini da un virus che continua ad essere fra noi, evitare il collasso dell'occupazione, far ripartire la crescita e, soprattutto, realizzare in fretta in Parlamento le riforme necessarie a ricevere i 209 miliardi del Recovery Fund. E' una scommessa, politica e personale, da far tremare i polsi ma è quella da cui dipende la capacità del nostro Paese di risollevarsi lavorando d'intesa con i partner e gli alleati che hanno assistito con forte preoccupazione all'incertezza delle ultime settimane perché consapevoli del ruolo strategico dell'Italia nel riuscire a far ripartire l'Ue.