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Incontri e passioni nel labirinto della vita

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La stima per Draghi, i libri e la filosofia: il racconto di un'avventura fuori dal comune
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Mario Draghi sta andando fortemente avanti nella piena formazione del suo governo e dei vari aspetti che lo determineranno. Era parecchio tempo che non avevamo un governo di questo genere. C’è stato per quasi tre anni Giuseppe Conte e debbo dire: non c’è molto da criticare; Conte esordì come presidente del Consiglio sostenuto da Matteo Salvini della Lega, Luigi Di Maio dei 5 Stelle e poi da una sinistra guidata da Nicola Zingaretti. Giuseppe Conte fu all’inizio gradito a tutti, in particolare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella il quale vedeva in lui un punto di equilibrio tra i vari schieramenti. Adesso non più: il grosso degli italiani da poche settimane in qua si è schierato con Mario Draghi, indicato dal capo dello Stato. In Italia non ci sono stati in questi ultimi cinquant’anni personaggi come Draghi. Per otto anni ha avuto la presidenza della Bce, la Banca centrale europea. È stato un “asso&rdq…
Mario Draghi sta andando fortemente avanti nella piena formazione del suo governo e dei vari aspetti che lo determineranno. Era parecchio tempo che non avevamo un governo di questo genere. C’è stato per quasi tre anni Giuseppe Conte e debbo dire: non c’è molto da criticare; Conte esordì come presidente del Consiglio sostenuto da Matteo Salvini della Lega, Luigi Di Maio dei 5 Stelle e poi da una sinistra guidata da Nicola Zingaretti. Giuseppe Conte fu all’inizio gradito a tutti, in particolare al presidente della Repubblica Sergio Mattarella il quale vedeva in lui un punto di equilibrio tra i vari schieramenti. Adesso non più: il grosso degli italiani da poche settimane in qua si è schierato con Mario Draghi, indicato dal capo dello Stato. In Italia non ci sono stati in questi ultimi cinquant’anni personaggi come Draghi. Per otto anni ha avuto la presidenza della Bce, la Banca centrale europea. È stato un “asso” che aveva già ricoperto altri spettacolari incarichi in gran parte all’epoca di Azeglio Ciampi.

Draghi adesso sta guidando il nostro paese e abbiamo buone ragioni per esserne soddisfatti. In teoria ha riunito tutti i vari protagonisti italiani, da quelli della Lega a quelli del Partito democratico, ma ce ne sono molti altri a cominciare da Silvio Berlusconi, Carlo Calenda e soprattutto Matteo Renzi. Ma Draghi non si fa incantare da questa generalità di consensi. Sa benissimo che il centro del suo incarico è lui stesso, come fu durante gli otto anni che dedicò al suo incarico di banchiere centrale europeo. Questo è Draghi e per questo ce la farà in Italia, in Europa e nei vari centri che hanno relazioni col nostro Paese, ovvero in gran parte del mondo intero. Personalmente io sento molta stima e vorrei dire antico affetto per Draghi e se posso ripetermi faccio il tifo per lui. Speriamo bene.
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Comincerò la storia dei miei libri, come son venuti fuori e perché. La vera motivazione credo che sia una forte modernità che in realtà è stata il sentimento più importante della mia esistenza. I libri: la vera sostanza era il me stesso. La vita del “Sé” è proprio questa e altre non ce ne sono se non quelle che si limitano al cibo, alla famiglia e ai sentimenti. Ma noi umani siamo una specie e questo è il vero e unico nostro biglietto da visita: una specie che ha in qualche modo lasciato il mondo degli animali ed ha assunto quello degli umani. Non lo abbandoneremo mai più e ove questo avvenisse (e prima o poi probabilmente avverrà) la storia dentro la quale abbiamo vissuto per migliaia e migliaia di secoli sarà del tutto scomparsa. Veniamo a questo punto al mio vissuto: i libri che ho scritto ne sono l’aspetto essenziale.

Cominciamo dunque, parlando di libri, da quello che scrissi nel 1994: Incontro con Io, quelli che a breve distanza seguirono sotto forma di saggi e di romanzi non sono che lo sviluppo dello stesso tema visto da diverse angolazioni e approfondito: Alla ricerca della morale perduta, La ruga sulla fronte, L’uomo che non credeva in Dio, Per l’alto mare aperto, Scuote l’anima mia Eros. Questo è l’elenco ma ne manca uno che è cronologicamente il primo e, per quanto mi riguarda, è il primo anche come personaggi, azioni, amori, gelosie. Debbo dire che normalmente chi scrive libri si identifica con loro, ma a me questo è capitato entro certi limiti: io ero lontano dai personaggi che erano i protagonisti. Soltanto nel Labirinto si trovano i protagonisti veri che si identificano con il libro intero e quindi con il suo autore: io ho fatto parte di quel tipo di vita che ho definito un Labirinto. Ecco perché la mia vita è cominciata quando ero balilla fascista e ormai è praticamente conclusa. Ne ho viste di tutti i colori e per questa ragione è il Labirinto la mia chiave di conoscenza. In quel libro ho anche descritto la morte del protagonista: una morte splendida dove Lui ha fatto vestire di gala tutti i parenti che sono venuti ad assisterlo e che stanno passando il tempo nelle stanze vicine alla sua camera da letto dove lui sta ascoltando il senso della vita vissuta. Che c’è di meglio?
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Il solo modo che ho di raccontare è quello di fare filosofia dopo Nietzsche. Dedurre concetto da concetto, usare rigorosamente la logica della causalità; usare insomma lo stesso linguaggio delle scienze sperimentali per trovare il “numero d’oro”, il senso ultimo della nostra presenza nel mondo è diventato un procedimento impraticabile. Del resto anche le scienze sperimentali l’hanno abbandonato dopo la teoria della relatività di Albert Einstein e soprattutto dopo la meccanica dei quanti. Dall’estrema specializzazione dei saperi si è arrivati a una fase nuova o antichissima se si pensa alla filosofia presocratica e alle filosofie orientali, dove i saperi si intrecciano e i linguaggi convergono, tributari gli uni degli altri. L’architettura del pensiero filosofico ha registrato nel corso dei tre secoli che denominiamo col termine di modernità, un mutamento radicale: la metafisica sulla quale poggiava l’intera costruzione dei sistemi di pensiero. È stata detronizzata l’etica e diventata una funzione per dare forma alla convivenza sociale, la razionalità, la spiegazione ex post dell’istintività.

Si tratta di mutamenti importanti che configurano un viaggio nella psicologia del profondo, una sorta di discesa agli inferi che non ha altri modi di espressione se non il racconto, l’aforisma. I punti di riferimento di questo approccio metodologico e stilistico sono stati il Montaigne degli Essais, il Pascal de Les Pensées e il Leopardi dello Zibaldone e delle Operette morali ma anche il Voltaire del Candide e soprattutto il Diderot di Jacques le fataliste, Le neveu de Rameau e Le Réve de d’Alembert. Zarathustra ed Ecce Homo furono la forma estrema di questo linguaggio che mette insieme istinti e concetti, pensiero astratto e universale concreto, ricerca biologica ed epistemologia, fantasia e leggi della natura, biografia della specie e dell’individuo, desideri di credere e vocazione a dubitare. E soprattutto racconto dell’oggetto e del soggetto, fatti e interpretazioni. Dal canto mio la scrittura è al tempo stesso una mia vocazione e l’impossibilità di fare altrimenti. Il che può anche significare che ciascuno di noi è il prodotto del contesto storico in cui vive e che dal canto suo contribuisce a determinare e far evolvere verso nuove configurazioni.
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Gli incontri, gli affetti, le passioni di una vita all’insegna dell’impegno e della ricerca intellettuale. Il racconto di un’avventura fuori dal comune.