L'Iraq attende papa Francesco che riprenderà a viaggiare scegliendo di portare il conforto a un popolo che ha sofferto in questi anni a causa delle persecuzioni, della guerra e delle violenze perpetrate dall'Isis, ma anche per continuare la via della fratellanza e il grande ponte del dialogo. Per la prima volta nella storia un Papa visiterà l'Iraq, il Paese che ha dato i natali ad Abramo ed in cui risiede una delle comunità cristiane più antiche. Ha ancora molto visibili le ferite della guerra e affronta le piaghe della povertà, del terrorismo e ora del Covid-19. Il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, rimarca l'importanza del viaggio evidenziando l'urgenza della collaborazione per ricominciare una nuova tappa.
Si tratta di una missione apostolica all'insegna del motto "Siamo tutti fratelli". È la prima volta che un Pontefice nel territorio dell'antica Mesopotamia terrà il primo discorso …
Si tratta di una missione apostolica all'insegna del motto "Siamo tutti fratelli". È la prima volta che un Pontefice nel territorio dell'antica Mesopotamia terrà il primo discorso …
L'Iraq attende papa Francesco che riprenderà a viaggiare scegliendo di portare il conforto a un popolo che ha sofferto in questi anni a causa delle persecuzioni, della guerra e delle violenze perpetrate dall'Isis, ma anche per continuare la via della fratellanza e il grande ponte del dialogo. Per la prima volta nella storia un Papa visiterà l'Iraq, il Paese che ha dato i natali ad Abramo ed in cui risiede una delle comunità cristiane più antiche. Ha ancora molto visibili le ferite della guerra e affronta le piaghe della povertà, del terrorismo e ora del Covid-19. Il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, rimarca l'importanza del viaggio evidenziando l'urgenza della collaborazione per ricominciare una nuova tappa.
Si tratta di una missione apostolica all'insegna del motto "Siamo tutti fratelli". È la prima volta che un Pontefice nel territorio dell'antica Mesopotamia terrà il primo discorso ufficiale rivolgendosi non solo alle autorità locali ma alla rappresentanza della società civile e al corpo diplomatico nel salone del Palazzo presidenziale a Baghdad. Un incontro con la Chiesa locale concluderà la prima giornata. Nella seconda giornata papa Francesco lascerà la capitale irachena per raggiungere in aereo la città di Najaf nel sud del Paese, una delle località più sacre dell'Islam sciita. Qui avrà luogo la visita al grande ayatollah Sayyid Ali Al-Husayni Al-Sistani al termine della quale il Pontefice ripartirà alla volta di Nassiriya sulle rive dell'Eufrate per un incontro interreligioso presso la Piana di Ur. È previsto un discorso del Pontefice dopo il rientro a Baghdad nel pomeriggio che chiuderà la giornata. Ci sarà la celebrazione della messa nella Cattedrale Caldea di San Giuseppe, una delle undici cattedrali presenti in Iraq. Fitta di appuntamenti la domenica quando il Papa si sposterà tra il Kurdistan iracheno e la Piana di Ninive. Incontri con autorità religiosi locali saranno numerosi e poi papa Francesco in elicottero si trasferirà a Mosul dove è prevista una preghiera di suffragio per le vittime della guerra presso la chiesa locale. Infine dopo molti altri incontri con autorità locali religiose e civili lunedì mattina 8 marzo dopo una cerimonia di congedo Francesco ripartirà alla volta di Roma. Non era mai accaduto prima di lui una visita a livello pontificale nelle terre del Medio Oriente. Ma qual è la loro predominante religione, sempre che il laicismo sia poco diffuso in quelle terre di un Dio vagamente o credibilmente concepito?
***
Conosciamo vagamente quello che accadde all'inizio della storia mondiale. È la Bibbia che trasmette la verità sacramentale: Dio decise ad un certo momento di costruire il nostro pianeta e dedicò ogni giornata alla nascita degli alberi, delle pianure, delle montagne, degli animali volanti, dei pesci che vivevano nelle acque marine e dei serpenti che strisciavano sulle terre. All'uomo fu dedicato il sabato e lo si chiamò Adamo, subito dopo fu creata la donna Eva e il Serpente che più o meno ebbe l'incarico del Demonio.
Uomo e donna vissero per un certo tempo nel Paradiso ma poi fecero alcuni errori di comportamento; il Serpente li tentò; Dio vide tutto e li cacciò dal Paradiso. Questo racconto che è di molta antica diffusione rappresenta l'inizio della dottrina religiosa ebraico-cristiana: a quell'epoca non c'era una vera distinzione: Cristo era inesistente; Dio era Dio e il Demonio la sua controfigura o almeno questa è una delle possibili interpretazioni. Passarono migliaia di anni dopo questo racconto che dette comunque inizio alle religioni registrate dal libro del cielo: Bibbia. Le religioni dilagarono in tutto il mondo o almeno in quello che si andava gradualmente popolando nelle varie regioni. I fenici e i siriani furono al tempo stesso guerrieri, conquistatori e religiosi: le religioni erano di fatto marce di guerra: si contrapponevano l'una all'altra, occupavano nuove terre, nuovi fiumi, nuovi laghi e mari. Quello che accadeva si raccontava e accendeva umori positivi o negativi verso il Cielo e verso l'Inferno. Nascevano i popoli, uno dei quali si chiamò Fenicio: occupò gran parte della terra medio-orientale e anche alcune zone della costa settentrionale africana arrivando fino al regno di Didone, regina consorte del regno di Tiro e successivamente di Enea che toccò la Libia e poi arrivò in Italia sulla costiera del Tirreno. A quei tempi gli Dèi erano molto numerosi, ma non sempre andavano tra loro d'accordo anche se non mancava il capo di tutti. Nella civiltà di quell'epoca il vero Dio era Giove con tre fratelli Ade (Inferno), Nettuno (mare), Vulcano (terre nascoste). In più c'era Gaia regina della Terra.
Non starò certo a soffermarmi su queste tematiche ben note al pubblico di oggi. Gli Dèi sono scomparsi già da secoli ma servono ad illustrare una storia che ha utilizzato le religioni dalle quali è nata la politica. Le religioni tuttavia non sono affatto scomparse e in certe fasi storiche si sono tuttavia nuovamente rilanciate. Per esempio conosciamo molto bene la guerra di Troia nella quale forze armate e religioni furono elementi capitali della storia antica. Questi due elementi di fondo permangono tuttora. Può sembrare molto strano ma non lo è e lasciate che ve lo dica lo scrittore di queste pagine il quale ha scritto alcuni anni fa di aver scoperto l'esistenza dell'Io e il suo dialogo con Dio.
Mi consentirete, cari lettori, di aggiornarvi sulla politica italiana di questi giorni. I giornali ne parlano ampiamente e lasciate quindi che ve ne parli anch'io che ne sono un costante cultore.
Ci sono due personalità della massima importanza in questa fase della politica italiana. Sono entrambi europeisti ma profondamente nazionali: il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e il capo del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, fino a poco tempo fa presidente del governo nazionale.
Draghi tiene in mano tutto il Paese e non è una novità: per otto anni guidò la Bce (Banca centrale europea) dimostrando le sue eccezionali capacità che già l'avevano messo alla testa della Banca d'Italia e di altre istituzioni economiche ai tempi di Scalfaro e di Ciampi. Per quanto mi riguarda ho la massima stima per Mario Draghi ma sono convinto (e lo è certamente anche lui) che la politica italiana ha perso quasi tutti i vantaggi: destra, centro, sinistra si scrivono sulla carta ma poi si buttano nel cestino. L'unico che ha una visione nazionale e internazionale è per l'appunto Draghi. Gli altri giocano a "sottomuro" come tanti ragazzini che fanno cagnara, si divertono e annoiano.
Naturalmente siamo alle prese, e non soltanto noi italiani, con i malanni in giro per l'Europa e per il mondo. Speriamo di uscirne al più presto e il lavoro di Draghi serve anche a questo.
Un altro di notevole capacità è Giuseppe Conte. Adesso è il leader dei 5 Stelle in contiguità con Beppe Grillo. Potrebbe costruire un'alleanza con il governo di Draghi. Si dirà che io formulo dei pensieri alquanto sballati ma ognuno ha i propri pensieri ed è opportuno che ci creda. Io credo a un buon lavoro in comune tra Draghi e Conte. Aggiungerei a questi nomi quello di Zingaretti, Gentiloni e Franceschini. Così abbiamo un quadro abbastanza completo: Draghi, Conte, il Pd nei suoi nomi migliori. Verrebbe voglia di chiudere dicendo "avanti popolo / alla riscossa / bandiera rossa / trionferà".
Che volete di più?
Si tratta di una missione apostolica all'insegna del motto "Siamo tutti fratelli". È la prima volta che un Pontefice nel territorio dell'antica Mesopotamia terrà il primo discorso ufficiale rivolgendosi non solo alle autorità locali ma alla rappresentanza della società civile e al corpo diplomatico nel salone del Palazzo presidenziale a Baghdad. Un incontro con la Chiesa locale concluderà la prima giornata. Nella seconda giornata papa Francesco lascerà la capitale irachena per raggiungere in aereo la città di Najaf nel sud del Paese, una delle località più sacre dell'Islam sciita. Qui avrà luogo la visita al grande ayatollah Sayyid Ali Al-Husayni Al-Sistani al termine della quale il Pontefice ripartirà alla volta di Nassiriya sulle rive dell'Eufrate per un incontro interreligioso presso la Piana di Ur. È previsto un discorso del Pontefice dopo il rientro a Baghdad nel pomeriggio che chiuderà la giornata. Ci sarà la celebrazione della messa nella Cattedrale Caldea di San Giuseppe, una delle undici cattedrali presenti in Iraq. Fitta di appuntamenti la domenica quando il Papa si sposterà tra il Kurdistan iracheno e la Piana di Ninive. Incontri con autorità religiosi locali saranno numerosi e poi papa Francesco in elicottero si trasferirà a Mosul dove è prevista una preghiera di suffragio per le vittime della guerra presso la chiesa locale. Infine dopo molti altri incontri con autorità locali religiose e civili lunedì mattina 8 marzo dopo una cerimonia di congedo Francesco ripartirà alla volta di Roma. Non era mai accaduto prima di lui una visita a livello pontificale nelle terre del Medio Oriente. Ma qual è la loro predominante religione, sempre che il laicismo sia poco diffuso in quelle terre di un Dio vagamente o credibilmente concepito?
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Conosciamo vagamente quello che accadde all'inizio della storia mondiale. È la Bibbia che trasmette la verità sacramentale: Dio decise ad un certo momento di costruire il nostro pianeta e dedicò ogni giornata alla nascita degli alberi, delle pianure, delle montagne, degli animali volanti, dei pesci che vivevano nelle acque marine e dei serpenti che strisciavano sulle terre. All'uomo fu dedicato il sabato e lo si chiamò Adamo, subito dopo fu creata la donna Eva e il Serpente che più o meno ebbe l'incarico del Demonio.
Uomo e donna vissero per un certo tempo nel Paradiso ma poi fecero alcuni errori di comportamento; il Serpente li tentò; Dio vide tutto e li cacciò dal Paradiso. Questo racconto che è di molta antica diffusione rappresenta l'inizio della dottrina religiosa ebraico-cristiana: a quell'epoca non c'era una vera distinzione: Cristo era inesistente; Dio era Dio e il Demonio la sua controfigura o almeno questa è una delle possibili interpretazioni. Passarono migliaia di anni dopo questo racconto che dette comunque inizio alle religioni registrate dal libro del cielo: Bibbia. Le religioni dilagarono in tutto il mondo o almeno in quello che si andava gradualmente popolando nelle varie regioni. I fenici e i siriani furono al tempo stesso guerrieri, conquistatori e religiosi: le religioni erano di fatto marce di guerra: si contrapponevano l'una all'altra, occupavano nuove terre, nuovi fiumi, nuovi laghi e mari. Quello che accadeva si raccontava e accendeva umori positivi o negativi verso il Cielo e verso l'Inferno. Nascevano i popoli, uno dei quali si chiamò Fenicio: occupò gran parte della terra medio-orientale e anche alcune zone della costa settentrionale africana arrivando fino al regno di Didone, regina consorte del regno di Tiro e successivamente di Enea che toccò la Libia e poi arrivò in Italia sulla costiera del Tirreno. A quei tempi gli Dèi erano molto numerosi, ma non sempre andavano tra loro d'accordo anche se non mancava il capo di tutti. Nella civiltà di quell'epoca il vero Dio era Giove con tre fratelli Ade (Inferno), Nettuno (mare), Vulcano (terre nascoste). In più c'era Gaia regina della Terra.
Non starò certo a soffermarmi su queste tematiche ben note al pubblico di oggi. Gli Dèi sono scomparsi già da secoli ma servono ad illustrare una storia che ha utilizzato le religioni dalle quali è nata la politica. Le religioni tuttavia non sono affatto scomparse e in certe fasi storiche si sono tuttavia nuovamente rilanciate. Per esempio conosciamo molto bene la guerra di Troia nella quale forze armate e religioni furono elementi capitali della storia antica. Questi due elementi di fondo permangono tuttora. Può sembrare molto strano ma non lo è e lasciate che ve lo dica lo scrittore di queste pagine il quale ha scritto alcuni anni fa di aver scoperto l'esistenza dell'Io e il suo dialogo con Dio.
Mi consentirete, cari lettori, di aggiornarvi sulla politica italiana di questi giorni. I giornali ne parlano ampiamente e lasciate quindi che ve ne parli anch'io che ne sono un costante cultore.
Ci sono due personalità della massima importanza in questa fase della politica italiana. Sono entrambi europeisti ma profondamente nazionali: il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi e il capo del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, fino a poco tempo fa presidente del governo nazionale.
Draghi tiene in mano tutto il Paese e non è una novità: per otto anni guidò la Bce (Banca centrale europea) dimostrando le sue eccezionali capacità che già l'avevano messo alla testa della Banca d'Italia e di altre istituzioni economiche ai tempi di Scalfaro e di Ciampi. Per quanto mi riguarda ho la massima stima per Mario Draghi ma sono convinto (e lo è certamente anche lui) che la politica italiana ha perso quasi tutti i vantaggi: destra, centro, sinistra si scrivono sulla carta ma poi si buttano nel cestino. L'unico che ha una visione nazionale e internazionale è per l'appunto Draghi. Gli altri giocano a "sottomuro" come tanti ragazzini che fanno cagnara, si divertono e annoiano.
Naturalmente siamo alle prese, e non soltanto noi italiani, con i malanni in giro per l'Europa e per il mondo. Speriamo di uscirne al più presto e il lavoro di Draghi serve anche a questo.
Un altro di notevole capacità è Giuseppe Conte. Adesso è il leader dei 5 Stelle in contiguità con Beppe Grillo. Potrebbe costruire un'alleanza con il governo di Draghi. Si dirà che io formulo dei pensieri alquanto sballati ma ognuno ha i propri pensieri ed è opportuno che ci creda. Io credo a un buon lavoro in comune tra Draghi e Conte. Aggiungerei a questi nomi quello di Zingaretti, Gentiloni e Franceschini. Così abbiamo un quadro abbastanza completo: Draghi, Conte, il Pd nei suoi nomi migliori. Verrebbe voglia di chiudere dicendo "avanti popolo / alla riscossa / bandiera rossa / trionferà".
Che volete di più?