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Quando la Russia guardava all'Europa

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Nelle opere di Tolstoj l’eco dell’epopea napoleonica e l’apertura alla cultura degli altri Paesi del continente
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Ho da poco terminato di leggere uno dei tanti libri di Tolstoj: La sonata a Kreutzer. Provocò molte polemiche quando il testo fu pubblicato nella Russia di centocinquanta anni fa. Gli scritti di Tolstoj erano estremamente numerosi: racconti, romanzi, viaggi, discussioni politiche, economiche, amorose, familiari: Tolstoj era una personalità che non si arrestava mai e perseguiva finalità che si sovrapponevano l’una all’altra e creavano un movimento continuo.

Cominciò a scrivere che aveva poco più di venti anni e finì morendo a oltre ottanta anni. Se si mettono insieme i suoi testi e si misurano parola per parola si vedrà un personaggio irripetibile che non ha eguali negli ultimi cinquecento anni della storia del nostro pianeta.

Mi sono spesso domandato qual è la parte più attraente dell’opera di questo ineffabile personaggio e ho la sensazione che sia stata l’eco della presenza di Napoleone nella Ru…
Ho da poco terminato di leggere uno dei tanti libri di Tolstoj: La sonata a Kreutzer. Provocò molte polemiche quando il testo fu pubblicato nella Russia di centocinquanta anni fa. Gli scritti di Tolstoj erano estremamente numerosi: racconti, romanzi, viaggi, discussioni politiche, economiche, amorose, familiari: Tolstoj era una personalità che non si arrestava mai e perseguiva finalità che si sovrapponevano l’una all’altra e creavano un movimento continuo.

Cominciò a scrivere che aveva poco più di venti anni e finì morendo a oltre ottanta anni. Se si mettono insieme i suoi testi e si misurano parola per parola si vedrà un personaggio irripetibile che non ha eguali negli ultimi cinquecento anni della storia del nostro pianeta.

Mi sono spesso domandato qual è la parte più attraente dell’opera di questo ineffabile personaggio e ho la sensazione che sia stata l’eco della presenza di Napoleone nella Russia di quel secolo. Passò circa sei mesi in quella Russia l’imperatore francese e fu quasi certamente la sua principale sconfitta militare. Ci furono scontri importanti che permisero l’ingresso di Bonaparte a Mosca. Infine la ritirata dell’armata napoleonica, con la memorabile battaglia della Beresina, con l’imperatore in testa che apriva la strada verso la Germania e poi direttamente verso la Francia.

Tolstoj non ebbe un particolare intreccio di vita con queste vicende, come d’altronde Dostoevskij: due scrittori e personaggi molto diversi anche se di analoga sapienza letteraria. Tutta la Russia di quell’epoca però era stata segnata dalla lunga stagione dei conflitti napoleonici, che per anni avevano visto le armate zariste impegnate in tutto il continente e spinto poi le nuove classi dirigenti a viaggiare spesso verso le altre nazioni europee: la Francia principalmente, la Germania, l’Inghilterra, l’Italia e talvolta il Medio Oriente e l’Africa settentrionale. Un Grand Tour comune non solo agli scrittori ma anche e forse soprattutto ai filosofi, ai teatranti, ai musicisti, amanti dei costumi e pure delle belle donne dei vari paesi. Quando tornavano nella propria patria portavano con loro e spargevano gli esempi di un’Europa ottocentesca di notevole rilievo. 
Fu un periodo nel quale l’intellighenzia russa si era soprattutto trasformata in civiltà europea al punto che non si distinguevano più le caratteristiche culturali dei singoli paesi di provenienza e di appartenenza. Ricordiamoci che in questo movimento russo-europeo hanno un ruolo anche popoli rom, che allora venivano chiamati gitani. Venivano dall’est della Russia e puntavano dritti verso la Spagna e l’Europa meridionale, insediandosi anche nell’Italia del nord.

Tolstoj viaggiò anche lui ma lo fece soprattutto nella sua Russia i cui costumi tradizionali, la cui politica, la cui mondanità furono della massima importanza per la sua opera e assunsero un peso crescente col passare degli anni.

Tra i tanti libri da lui scritti c’è anche Guerra e Pace, in cui si rispecchiano le esperienze dell’autore nei conflitti tra il governo zarista russo e il resto dell’Europa, come la guerra di Crimea, nati dalla disgregazione dell’impero napoleonico che aveva determinato la nascita di nuovi principati e nuovi confini. Chi legge oggi i libri principali di Tolstoj si troverà alle prese anche con guerre che dilagano su centinaia di chilometri coinvolgendo una varietà di popoli, di classi dirigenti, di armate e di ciò che ne seguì. Potrà stupire che una parte del Risorgimento italiano ebbe con sé e contro di sé anche i russi che nel frattempo avevano profondamente mutato la loro politica e la loro presenza internazionale, intervenendo militarmente nel nostro paese al fianco dell’impero austriaco. Tolstoj morì molto vecchio per l’epoca, aveva superato gli ottanta anni. La sua produzione, la sua presenza, il suo carattere, la foresta in cui ha lungamente vissuto: fa parte della storia e si merita la massima attenzione.