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(ansa)

La modernità e il fascino di Eros

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Ci sono due passioni che vanno considerate: l’Amore e il Potere. Chi di noi nel corso della vita non ha conosciuto gioia e sofferenza con quelle due passionalità?
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"Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l'ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria".

Nel 2014 scrissi un libro dal titolo "Scuote l'anima mia Eros". Questo libro, a rileggerlo oggi, è ancora carico di pensieri e di razionalità senza tuttavia nascondersi che la conoscenza e il sapere hanno il loro fondo oscuro nella malinconia. Io sono stato di carattere un mercuriale che sognava di essere un saturnino. L'ho scritto più volte questo duplice carattere che col passar degli anni è diventato sempre più intenso nel mio modo di vivere e di pensare. Personalmente so di potermi abbandonare al mio modo di vivere senza rischiar di cedere alla tristezza e alla solitudine: la malinconia sarà pure un bagno di luce crepuscolare che accompagna ogni percezione,…
"Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l'ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria".

Nel 2014 scrissi un libro dal titolo "Scuote l'anima mia Eros". Questo libro, a rileggerlo oggi, è ancora carico di pensieri e di razionalità senza tuttavia nascondersi che la conoscenza e il sapere hanno il loro fondo oscuro nella malinconia. Io sono stato di carattere un mercuriale che sognava di essere un saturnino. L'ho scritto più volte questo duplice carattere che col passar degli anni è diventato sempre più intenso nel mio modo di vivere e di pensare. Personalmente so di potermi abbandonare al mio modo di vivere senza rischiar di cedere alla tristezza e alla solitudine: la malinconia sarà pure un bagno di luce crepuscolare che accompagna ogni percezione, ma è anche una consolazione dell'esistenza che può permettersi chi ha vissuto e vive ogni momento con intensa passione e con speranza e allegria.

Il giornalismo, per lo meno come sono abituato a considerarlo e soprattutto a praticarlo, questi sentimenti che ho appena ricordato li usa. Io li uso ma non sono il solo: i miei colleghi sono quasi tutti animati da questo modo di pensare e di lavorare. La scoperta che quasi tutti abbiamo fatto è il modo di confrontarsi con la realtà e con i sentimenti che la animano. Guardate chi sono i grandi autori di pensieri e di scrittura: Artisti, Pensatori, Filosofi, Scienziati hanno studiato il tempo e l'hanno descritto, vissuto, dominato e subìto. Sentiamo il tempo vivere e scorrere dentro di noi.

Questa è diventata la mia vita che ormai ha quasi raggiunto i 97 anni. Il mio cuore si realizza con l'orologio del tempo e l'ha fatto battere fino a quando ho realizzato me stesso con la scrittura.

Adesso è venuto il momento di analizzare questo tema con l'esperienza che il tempo ha accumulato, ma non siamo certo i soli. Mi sono molto divertito in questi giorni a esaminare chi sono stati i personaggi più interessanti di questi discorsi e credo sia stato Shakespeare uno dei più adatti nel suo modo di teatralizzare la vita: nessuno meglio di lui ha compreso e raccontato la violenza del potere, l'amorosa melanconia, l'allegria e la gagliardia della giovinezza. Nessuno più di lui ha misurato il tempo che senza tregua trasporta i fatti e i pensieri. La sua biografia è incerta ma non è questo che interessa: Shakespeare ebbe una padronanza senza pari di costruire commedie e tragedie, cantar sonetti e far vivere davanti al pubblico i componenti della sua compagnia. Ma Shakespeare non è certo il solo personaggio da studiare. In quella stessa epoca ce ne sono moltissimi. Proprio in quei giorni ci fu il monologo del Re Enrico d'Inghilterra nella notte che precedette la battaglia di Azincourt, la responsabilità del comando e il peso di dover decidere anche per gli altri per le loro vite e i loro destini.

A me sembra che queste vicende così lontane nel tempo abbiano una valenza immediata e non sono certo le sole: ce ne sono infinite altre nel mondo. Viviamo sotto un cielo il cui sole sta tramontando ma che è tuttora molto denso di storia, di sentimenti, di affetti, di guerre. Questa è la vita e questo è il nostro modo di viverla.
 
Ci sono due passioni che vanno considerate: l'Amore e il Potere. Chi di noi nel corso della vita non ha conosciuto gioia e sofferenza con quelle due passionalità? E poi attenzione: l'amore non è soltanto per gli altri ma anche per se stessi, dalla brace alla cenere: solo in quel trapasso il desiderio si spegne. Ma l'amore di sé merita un momento di riflessione. Si ama l'Io. Da quando la nostra mente ha imparato a pensare se stessa, quell'istinto si è raffinato, abbiamo imparato a nasconderlo e camuffarlo perché per qualche ragione ce ne siamo vergognati. Ma è una vergogna immotivata, si tratta dell'istinto basilare della nostra specie e fa tutt'uno con la forza vitale. Ci si può vergognare dell'istinto che ci tiene in vita?

Nel frattempo la storia italiana ed europea si è mossa con notevole velocità. Dai mutamenti avvenuti nel corso dei secoli tra il Cinquecento e l'Ottocento la società è molto cambiata. Per fortuna anche gli Dei: Giove è scomparso del tutto e non parliamo dei vari Apollo, Dioniso, Venere e via dicendo. Giove si studia, Apollo altrettanto e Venere ancora di più ma è un divertimento in una religione che ormai è di una assoluta diversità. Una diversità tuttavia che sta profondamente variando. Se cerchiamo una vera novità che modifichi profondamente la nostra vita di oggi, ebbene è quello che sta accadendo nel mondo religioso guidato da papa Francesco, ma non soltanto da lui.
 
Le religioni si stanno unificando. Gesù Cristo rimane una figura mirabile ma profondamente cambiata. Non è più necessariamente e costantemente il figlio di Dio: è un personaggio che certamente è esistito e che fu crocifisso dopo un processo e colpi di spada e di lancia che lo coprirono di sangue e di dolore. Ma è in discussione la sua "parentela" con il Dio Padre. La sua figliolanza è messa in dubbio dalle varie religioni non cristiane ma che comunque ormai fanno massa tra di loro: il Cristo rimane fondamentalmente Gesù. Diventa Cristo in alcune situazioni transitorie ma è lo stesso Gesù a farne in qualche modo la critica quando ricorda alle persone che lo guardavano intorno alla Croce e ne ascoltavano le parole: pregava il Padre ma metteva in luce che la sua morte stava colpendo un uomo e non un dio.

La religione comunque è un bene che viene mantenuto da intere comunità: decine e decine sono le religioni ma stanno ormai convincendosi che le diversità dell'una con l'altra sono soltanto dovute all'abitudine ma ormai contengono anche l'unità tra di loro. Perfino il cristianesimo e papa Francesco stanno operando per la Religione unica; le varianti sono esclusivamente di costume ma non d'altro, costumi diversi, preghiere diverse ma la sostanza è la Religione, una sola alla quale tutti ormai si inchinano e pregano.

Chiuderemo citando alcuni versi molto belli. È la letteratura che si vale dei sentimenti per mantenere la propria seduzione.

 "Salvami, Cintio, per la tua pietà!
 Se i miei capelli, che m'avvinsero, ami,
 de' miei capelli corda all'arco fa!
 Prendimi, Apollo!"

 "Aita, aita! Il cuore mi si serra.
 Vedi atra scorza che il petto m'opprime!
 O Apollo Febo, strappami da terra!
 Tanto furente, non sai più ghermire?
 Nuda mi prenderai su la dolce erba,
 su la dolce erba e su 'l mio dolce crine.
 Ardo di te come tu di me ardi.
 O Apollo, o re Apollo, perché tardi?
 Già tutta quanta sentomi inverdire."
 
I nostri amici si divertivano con questo tipo versi eccitanti ed ecco il finale di queste poesie.
Ed ecco la poesia più in voga fino a pochi anni fa di cui vi diamo gli ultimi versi:
 
 "Poi tutto tace e sta. Sotto i profondi
 cieli le rive alto silenzio tiene.
 Il bellissimo lauro è senza pianto;
 il dolore del dio s'inalza in canto.
 Odono i monti e le valli serene.
 Odono i monti e le valli e le selve
 e i fonti e i fiumi e l'isole del mare.
 Scorre la notte. Tra l'Olimpo e l'Ossa
 una stella tramonta e l'altra sale.
 Misteriosa l'arbore s'arrossa.
 Brilla di rose il lauro trionfale!"
 
Ricordo questo sconcertante racconto per attirare l'attenzione su quello che a me sembra l'essenza d'un capolavoro. Eros mi sembra un dio molto moderno e affascinante.