La discussione sullo Ius soli, come ha autorevolmente scritto Renzo Guolo su questo giornale, si incaglia sul nodo del consenso. Molti italiani sono scettici verso l'inclusione dei migranti residenti di prima e seconda generazione. Per motivi ideologici e identitari, per timore della concorrenza sul piano del welfare e del lavoro, per paura del futuro. Queste preoccupazioni vanno affrontate dalla politica, non negate o peggio ignorate. "Perché la politica di cittadinanza fondata come in tutti i grandi Paesi occidentali sullo Ius soli non trovi troppe resistenze - osserva Guolo - è necessario non solo tutelare i diritti di chi si ritrova ingiustamente nelle condizioni di figli di un dio minore, ma anche disegnare una cornice nella quale quel provvedimento parli alla Nazione indicando un orizzonte". Questo non sta succedendo nel dibattito italiano. La questione si pone ormai con urgenza. "La sacrosanta battaglia sullo Ius soli dovrebbe essere un tassello…
La discussione sullo Ius soli, come ha autorevolmente scritto Renzo Guolo su questo giornale, si incaglia sul nodo del consenso. Molti italiani sono scettici verso l'inclusione dei migranti residenti di prima e seconda generazione. Per motivi ideologici e identitari, per timore della concorrenza sul piano del welfare e del lavoro, per paura del futuro. Queste preoccupazioni vanno affrontate dalla politica, non negate o peggio ignorate. "Perché la politica di cittadinanza fondata come in tutti i grandi Paesi occidentali sullo Ius soli non trovi troppe resistenze - osserva Guolo - è necessario non solo tutelare i diritti di chi si ritrova ingiustamente nelle condizioni di figli di un dio minore, ma anche disegnare una cornice nella quale quel provvedimento parli alla Nazione indicando un orizzonte". Questo non sta succedendo nel dibattito italiano. La questione si pone ormai con urgenza. "La sacrosanta battaglia sullo Ius soli dovrebbe essere un tassello nella più vasta riflessione sull'integrazione culturale. Ed è su questo punto che vanno fornite rassicurazioni". È anche da questo che si valuta una classe dirigente.
C'è una parte importante dell'Europa che ha avuto e ha tuttora una vita collettiva notevolmente difficoltosa. Sono varie etnie, varie comunità, spesso in lite tra di loro: ciascuno difende le proprie famiglie, le proprie amicizie, i propri interessi. Poi dovrebbero congiungersi per lottare uniti contro gli altri gruppi che hanno interessi contrastanti.
I territori che nel corso dei secoli hanno dato luogo ad avvenimenti di questo genere sono numerosi e distinti tra di loro: vanno dalla Polonia, la Slovenia, quello che attualmente si chiama il Mare del Nord e quindi l'Olanda, la Manica e insomma terra e mare dell'Europa nordica. Che può partire infatti dall'Olanda e arrivare fino ai monti Urali e alla Russia europea. Una figura orizzontale dal punto di vista geografico, cui bisogna aggiungere il senso verticale di questa terra, la quale arriva naturalmente alla Grecia e scende verso il Mediterraneo e l'Egitto.
Questo blocco geografico ha una storia secolare che tuttavia ancora oggi è di grande interesse. Quando si parla dell'Egitto e contemporaneamente della Polonia si porta in ballo il Mediterraneo. Attenzione però: il Mediterraneo ha un andamento verticale (Nord-Sud) e al tempo stesso orizzontale dalla Grecia all'Italia alla Francia alla Spagna e sull'altro versante da Gibilterra fino alla Turchia e al Libano. Questo è il blocco spettacoloso, nell'ambito del quale sono passati secoli e secoli, storie e storie, guerre e alleanze, religioni e divinità.
Il cristianesimo è una delle religioni più recenti poiché la sua nascita è dovuta in parte agli ebrei ma soprattutto al giovane Gesù di Nazareth. Gesù viene chiamato anche Cristo ma è un modo non corretto, il vero Gesù si rivela da solo nell'Ultima Cena e poi nell'Orto di Getsemani dove il nuovo portatore di Dio si recò cercando il contatto divino tra lui e un supposto Dio il quale tuttavia ne rifiutò la presenza. Non a caso, storicamente, il Gesù del Getsemani fu arrestato e cominciò in questo modo la spaventosa passione di una moderna divinità. La quale fu ulteriormente colmata con il perdono di uno dei due condannati crocifissi con lui.
I greci, i siriani, gli iracheni, il Mare del Nord e infine il Volga e poi gli Urali e infine la Siberia al Nord e la Cina al Sud con in mezzo una quantità di popoli, di religioni e di civiltà. Questa è la Storia del Mondo. Quel mondo che noi conosciamo. Questa complessivamente è la storia della nostra vita. E Dio?
È formidabile la storia di Dio, la quale comporta anzitutto la numerosità divina: non c'è un Dio unico e neppure un Dio solitario. La divinità è un fenomeno gigantesco che va in tutte le direzioni, in tutti i significati, in tutta l'esistenza. Dio è divino. Attenzione però: divino ma non unico. Le religioni, come abbiamo già visto, sono molteplici anche se tendono all'unificazione dell'Ente. Nasce in questo modo una immensa categoria di pensiero: gli Dei, il Dio.
Ci sono studiosi di formidabile importanza nella vita degli uomini, il più importante dei quali è Cartesio con il suo cogito ergo sum ed Eraclito con il suo panta rei e Parmenide con la sua filosofia dell'Essere.
Probabilmente una figura della massima importanza che abbiamo conosciuto e conosciamo tuttora è Papa Francesco. Ha in mente una divinità che si compone di energia e di identificazione dell'universo con il Dio unico e totale. Con lui terminiamo con un Dio che si identifica con la vita.