Come vedo cambiare il nostro mondo
di Eugenio Scalfari , di Eugenio ScalfariIn questi giorni ho pensato molto spesso alla mia vita. Sono molto vecchio e sto quasi per sfiorare i cent’anni, anche se qualcuno mi manca ancora. Mi ritrovo a dividere gli altri esseri umani, tra Buoni e Cattivi. Ma nel mio pensiero ci sono soprattutto l’Inferno e il Paradiso; ci sono Dio ed anche il Demonio. Naturalmente ho molta voglia di raccontare questi miei pensieri, ma anche le situazioni concrete che mi stanno intorno e le persone con cui mi confronto. Per esempio, quando rifletto sulle maggiori difficoltà che circondano la mia vita ho come riferimento Papa Francesco: è una delle figure più commoventi che è dato di conoscere; a me è capitato già da tempo e con frequenti incontri. Pontefici del suo genere non se ne sono visti quasi mai e difficilmente si vedranno in futuro.
Alla mia età l’interesse per le vicende del mondo, con le incertezze che dal passato si proiettano sul presente, spesso lascia il passo a…
In questi giorni ho pensato molto spesso alla mia vita. Sono molto vecchio e sto quasi per sfiorare i cent’anni, anche se qualcuno mi manca ancora. Mi ritrovo a dividere gli altri esseri umani, tra Buoni e Cattivi. Ma nel mio pensiero ci sono soprattutto l’Inferno e il Paradiso; ci sono Dio ed anche il Demonio. Naturalmente ho molta voglia di raccontare questi miei pensieri, ma anche le situazioni concrete che mi stanno intorno e le persone con cui mi confronto. Per esempio, quando rifletto sulle maggiori difficoltà che circondano la mia vita ho come riferimento Papa Francesco: è una delle figure più commoventi che è dato di conoscere; a me è capitato già da tempo e con frequenti incontri. Pontefici del suo genere non se ne sono visti quasi mai e difficilmente si vedranno in futuro.
Alla mia età l’interesse per le vicende del mondo, con le incertezze che dal passato si proiettano sul presente, spesso lascia il passo a meditazioni sulle categorie dell’esistenza. Penso a come è cambiata la differenza tra uomini e animali. Ho ricordi di quando l’uomo viveva in campagna: spesso era un giovane che andava a cavallo o un vecchio che si muoveva con la carrozza. Oggi questo rapporto è tutto diverso e molte volte mi sembra che siano gli uomini a servire gli animali, come vedo incontrando persone che accompagnano premurosamente i loro cagnolini per strada.
Noi abbiamo perso di vista la capacità di conoscere il mondo nei suoi fondamenti. Ci siamo fermati alle teorie che parlavano di “particelle”, anche se di volta in volta l’esame degli studiosi evolve il concetto. Le leggi che le dominano e il loro stesso universo – inteso in senso ampio – sono assai diverse dalla realtà che possiamo osservare sulla nostra Terra: la dimensione dell’infinitamente piccolo è influenzata da centralità diverse ed è di un tipo assolutamente anomalo rispetto a quello cui siamo abituati. Eppure questi sviluppi nella ricerca cambiano ogni spazio, mettendoci di fronte a un universo differente da quello che crediamo di conoscere: il centro si sposta inevitabilmente dalla nostra concezione, non solo fisica ma pure filosofica. Il discorso è complesso e ne torneremo a discutere. Ma intanto teniamo sempre più presente che la centralità universale non è quella che abbiamo finora conosciuto ma è di tutt’altro peso e significato.
Facciamo difficoltà a comprendere i cambiamenti nelle leggi delle particelle mentre anche la realtà della nostra Europa si trasforma profondamente, spesso in maniera ancora più sorprendente. Ho letto ieri sul nostro giornale di quanto sta accadendo in Germania dopo la conclusione della lunga stagione di Angela Merkel. Alcuni dati mi hanno colpito perché rivelano un lato dell’economia tedesca poco esplorato e quanto ci sia stata negli ultimi vent’anni una “mancata modernizzazione”: nonostante i generosi surplus di bilancio incassati dallo stato gli investimenti pubblici in Germania sono rimasti al palo. Persino l’Italia, che ha sulle spalle un debito più che doppio, se paragonato con il Pil, spende di più. Addirittura è stato calcolato che tra il 2000 e il 2017 la Germania è risultata ultima tra i Paesi del G7: il governo di Berlino ha speso in media 845 dollari per ogni cittadino contro i 1.212 dell’Italia, i 1.628 della Francia, 1.057 della Spagna e 5.147 dollari del Lussemburgo.
Pur con questo ritardo negli investimenti pubblici, la Germania ha sviluppato una sensibilità ambientale che non ha pari in Europa e ha deciso già dieci anni fa di uscire dal nucleare. Una lezione della Storia, con il ricordo di quanto il regime comunista avesse reso inquinata la Ddr, dove la giovane studentessa di fisica Angela Merkel è cresciuta convivendo con i paesaggi infernali delle miniere di carbone. Merkel ha iniziato la sua ascesa politica nei mesi a cavallo della caduta del Muro e la lezione di quello che aveva vissuto le ha permesso di sviluppare una sensibilità per la lotta ai cambiamenti climatici, rimasta forte al giorno d’oggi come testimonia il recente risultato elettorale del partito verde nel suo Paese.
I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti. Io allo soglia dei cent’anni continuo a pensare al Sole che tramonta e che lentamente si spegnerà, mutando per sempre il corso delle ere. Già ora assistiamo allo scioglimento dei ghiacciai sulle montagne e questi fenomeni imprimono una trasformazione globale. Pensiamo a quello che sta accadendo ai Poli, che a loro volta sono ulteriormente diversi tra di loro: il Nord non ha terra sotto il mare e il Sud al contrario sotto il suo ghiaccio ha terra. Quanto potrà cambiare il nostro mondo con la scomparsa delle banchise che coprono i Poli? In che misura l’Equatore ne sarà influenzato, fino a rischiare di scomparire e fargli perdere quella centralità che ha sempre avuto nella nostra idea del pianeta? Basterà la formidabile forza di gravità a riequilibrare quello che l’Uomo sta alterando? Bisognerà prima o poi parlarne a fondo.