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La svolta green di Biden

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La manovra della Casa Bianca da 1,2 trilioni di dollari
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L'approvazione da parte della Camera dei Rappresentanti di Washington della legge sul pacchetto di misure della Casa Bianca a favore delle infrastrutture per 1,2 trilioni di dollari contiene due messaggi che vanno ben oltre la Beltway: gli Stati Uniti investono per sostenere la crescita ricostruendosi dall'interno e proteggendosi dalle minacce del nuovo secolo, cambiamenti climatici e cyber-attacchi; Joe Biden sposta il baricentro dell'amministrazione verso i moderati dopo un Election Day che ha visto i democratici perdere la Virginia e quasi il New Jersey, ovvero due Stati-chiave per la coalizione liberal che nel 2020 ha conquistato la presidenza e fra un anno affronterà le elezioni di Mid-Term per il rinnovo parziale del Congresso.


Il significato globale del provvedimento ora in arrivo sul "Resolute Desk" del presidente è in ciò che contiene perché mentre a Glasgow la conferenza dell'Onu sul Clima Cop26 incontra evidenti diffic…

L'approvazione da parte della Camera dei Rappresentanti di Washington della legge sul pacchetto di misure della Casa Bianca a favore delle infrastrutture per 1,2 trilioni di dollari contiene due messaggi che vanno ben oltre la Beltway: gli Stati Uniti investono per sostenere la crescita ricostruendosi dall'interno e proteggendosi dalle minacce del nuovo secolo, cambiamenti climatici e cyber-attacchi; Joe Biden sposta il baricentro dell'amministrazione verso i moderati dopo un Election Day che ha visto i democratici perdere la Virginia e quasi il New Jersey, ovvero due Stati-chiave per la coalizione liberal che nel 2020 ha conquistato la presidenza e fra un anno affronterà le elezioni di Mid-Term per il rinnovo parziale del Congresso.


Il significato globale del provvedimento ora in arrivo sul "Resolute Desk" del presidente è in ciò che contiene perché mentre a Glasgow la conferenza dell'Onu sul Clima Cop26 incontra evidenti difficoltà ed all'indomani di un G20 che ha indicato nella difesa della Terra un obiettivo comune, il Congresso approva un pacchetto di misure che concretamente prevedono l'adattamento delle infrastrutture degli Stati Uniti ai nuovi pericoli per gli abitanti, a cominciare dall'impatto del surriscaldamento della temperatura. In particolare, fra i 550 miliardi di spese previste, ve ne sono 110 per riparare ponti e strade in tutto il Paese, 66 miliardi per fare lo stesso con le ferrovie, 65 miliardi per la nuova rete elettrica ed altrettanti per l'estensione della banda-larga oltre a 55 miliardi per il rinnovamento della rete idrica, 39 miliardi per i trasporti pubblici e 47 miliardi per la "resilienza" ovvero progetti specifici in favore della cyber-sicurezza e della "riduzione dell'impatto dei cambiamenti climatici". Si tratta di fondi che aiuteranno a proteggere le infrastrutture da "inondazioni, siccità, incendi, erosione delle coste" ed attacchi cibernetici ovvero quei nuovi pericoli del XXI secolo che Joe Biden sin dall'inizio della presidenza ha indicato come nuovo baricentro della sicurezza nazionale nonché come cuore del rafforzamento della comunità delle democrazie. Ciò significa non solo che l'amministrazione è convinta - secondo le stime degli analisti - a sostenere la crescita economica creando con questi provvedimenti almeno 660 mila posti di lavoro entro il 2025 ma soprattutto che Washington indica a partner ed alleati una strada concreta di interventi per adattare le proprie infrastrutture al mondo che cambia. Come affermato dal G20 di Roma, per i maggiori Paesi industriali è il momento di "trovare le soluzioni" alle sfide di nuova generazione - clima, cyber, pandemia e diseguaglianze - e gli investimenti approvati dal Congresso vanno proprio in questa direzione, innescando un volano di risorse destinato a premiare chi - dai centri di ricerca alle università fino alle start up - vorrà scommettere su studi, progetti e innovazione per proteggere piccole e grandi comunità, rurali o urbane, dalle trasformazioni climatiche in evidente accelerazione o da pirati informatici divenuti sempre più aggressivi. Trasformando la risposta al pericolo in un'opportunità di sviluppo, la ricetta di difesa in una formula di prosperità.


Ma non è tutto, perché l'approvazione del pacchetto di norme da parte della Camera dei Rappresentanti - il testo era già varato dal Senato - è stata possibile grazie alla decisione di Biden di depennare le misure sul welfare divenute baluardo dell'ala ultraliberal del partito democratico. Grazie a questa decisione 13 deputati repubblicani hanno votato a favore, la legge è stata approvata come "bipartisan" e la Casa Bianca ha dimostrato di aver compreso il messaggio arrivato dalle urne martedì scorso, quando gli elettori hanno consegnato ai repubblicani la Virginia - uno Stato che ha permesso prima a Obama e poi a Biden di essere eletti alla Casa Bianca -, fatto vacillare pericolosamente la roccaforte liberal del New Jersey e assegnato il municipio di New York City - la metropoli più socialdemocratica della nazione - ad un ex poliziotto afroamericano che si propone di ripristinare la sicurezza rimediando ai gravi errori commessi dal predecessore ultraliberal Bill de Blasio, a cominciare proprio dalle risorse a disposizione degli agenti. La promessa di Biden di approvare le misure del welfare a metà mese non è bastata a placare la rabbia di una pattuglia di deputati ultraprogressisti - guidati da Alexandria Ocasio-Cortez di New York e Cori Bush del Missouri - che si è spinta fino a votare contro la Casa Bianca. In effetti la scelta di Biden va ben oltre il voto in aula, facendo proprie le ragioni di chi, come lo stratega democratico James Carville, ha attribuito il risultato negativo dell'Election Day "alla stupidità di politiche come tagliare i fondi della polizia, depennare il nome di Abramo Lincoln dalle scuole ed adoperare linguaggi che nessuno usa". Il duro atto d'accusa di Carville ha per obiettivo la cultura del wokeness ovvero quel complesso di politiche, atti, linguaggi e comportamenti che identificano il "risveglio" dell'identità personale e nazionale con la cancel culture che punta ad abbattere statue e rivoluzionare il linguaggio per riscrivere la Storia americana indicando nei bianchi una sorta di "oppressori". "La wokeness allontana dai democratici le comunità suburbane, da Minneapolis a Staten Island - ha tuonato Carville - dobbiamo impegnarci per cambiare le leggi, non i vocabolari". E Biden lo ha ascoltato, al fine di posizionare l'amministrazione su una rotta bipartisan capace di lasciarsi alle spalle slogan e ideologia della cancel culture guardando al voto di Mid-Term del novembre 2022 che deciderà la nuova composizione del Congresso. Indebolito da paure per l'inflazione, gravi errori in Afghanistan e una pandemia non ancora sconfitta, Biden tenta dunque di risollevarsi - anche nei sondaggi - con una formula per la ricostruzione delle infrastrutture dell'America capace di essere condivisa con l'opposizione. Ed anche di suggerire alle altre democrazie industriali un possibile modello di riferimento.