Cari lettori, l'eccezionalità di quanto avvenuto sabato con la rielezione di Sergio Mattarella, un antico democristiano di sinistra come lo definii all'epoca della sua prima investitura, mi impone di derogare all'impegno che avevo preso con voi e con me stesso di non trattare più temi di stretta attualità. Sabato è stata infatti una grande giornata politica: abbiamo di nuovo al Quirinale un presidente della Repubblica che ha tutte le qualità necessarie per essere l'arbitro della partita quotidiana tra i tre poteri costituzionali (legislativo, esecutivo, giudiziario) e tra le parti politiche, ciascuna con una propria visione del bene comune. Oltre a questo ruolo arbitrale, il capo dello Stato ne ha anche un altro di uguale importanza: quello di garante della Costituzione, che può certamente essere emendata dal Parlamento ma non stravolta; emendata nelle leggi di attuazione, ma non nei principi, per cambiare i quali sarebbe neces…
Cari lettori, l'eccezionalità di quanto avvenuto sabato con la rielezione di Sergio Mattarella, un antico democristiano di sinistra come lo definii all'epoca della sua prima investitura, mi impone di derogare all'impegno che avevo preso con voi e con me stesso di non trattare più temi di stretta attualità. Sabato è stata infatti una grande giornata politica: abbiamo di nuovo al Quirinale un presidente della Repubblica che ha tutte le qualità necessarie per essere l'arbitro della partita quotidiana tra i tre poteri costituzionali (legislativo, esecutivo, giudiziario) e tra le parti politiche, ciascuna con una propria visione del bene comune. Oltre a questo ruolo arbitrale, il capo dello Stato ne ha anche un altro di uguale importanza: quello di garante della Costituzione, che può certamente essere emendata dal Parlamento ma non stravolta; emendata nelle leggi di attuazione, ma non nei principi, per cambiare i quali sarebbe necessaria una nuova Costituente o un organo straordinario del tipo della Bicamerale, capace di considerare nel loro complesso i mutamenti proposti.
Mattarella infine ha mostrato di svolgere in questi sette anni anche una funzione paternale di tutela dei deboli, dei poveri, degli esclusi e delle minoranze culturali e politiche. Le felicitazioni che gli sono subito giunte da papa Francesco per la rielezione dimostrano quanto la cura dei deboli e dei poveri stia a cuore a entrambi.
Il precedente mandato, la sua storia personale, finanche il suo carattere, confermano che il nostro Presidente corrisponde perfettamente al ruolo che la Costituzione gli assegna. Esser stato eletto con il voto quasi unanime, tranne Fratelli d'Italia, dei "grandi elettori" conferma che la figura di Mattarella è stata apprezzata da un'ampia maggioranza dei rappresentanti del popolo sovrano, che alla fine hanno visto in lui l'unica persona dotata dell'autonomia necessaria a far rispettare le prerogative che la carica gli attribuisce. Un capo dello Stato che proseguirà al vertice delle istituzioni l'esempio dato da Einaudi, Pertini, Scalfaro, Ciampi, Napolitano. Un Presidente che si è trovato a svolgere il suo ruolo al vertice della struttura istituzionale in una fase particolarmente agitata della vita pubblica ed economica italiana, europea e internazionale. Quella fase purtroppo è ancora in corso e quindi questa scelta era ancor più necessaria.
Non si può negare che Mario Draghi potesse desiderare di esser lui il Presidente della Repubblica al posto di Mattarella, ma il presidente del Consiglio può adesso cogliere l'occasione della riconferma per accrescere comunque la sua presa sulla maggioranza e portare a termine con efficacia i compiti che si è dato. Draghi aspirava all'incarico di Mattarella ma il suo attuale non è da poco: la Repubblica va certamente guidata ma il governo è altrettanto importante e Draghi è in grado di ricoprirne autorevolmente le responsabilità.