Ad un mese dalle elezioni presidenziali russe destinate a celebrare e rinnovare l’indiscusso potere di Vladimir Putin, la morte dell’irriducibile oppositore Aleksej Navalny in una remota colonia penale artica è la sorpresa di febbraio che svela al mondo intero come lo zar del Cremlino abbia in realtà i piedi d’argilla. Se infatti la prigionia di Navalny in Siberia, destinata a durare 30 anni, tes…