Progressisti, la sfida ricomincia dalla Generazione Z
di Maurizio MolinariA una settimana dal voto che ha scosso l’Unione Europea c’è un dato che evidenzia i cambiamenti politici in atto: le preferenze dei giovani sono andate ai partiti di destra ed estrema destra. Ma con un’eccezione in Italia, dove hanno premiato il Pd di Elly Schlein.
Sono i flussi elettorali nei singoli Paesi Ue a dirci che gli elettori con meno di 30 anni – quasi tutti nella Generazione Z - hanno preferito l’Afd in Germania, Le Pen in Francia, Vox in Spagna, Chega in Portogallo, Vlaams Belang in Belgio e Finn in Finlandia. Disegnando una tendenza rafforzata dall’abbassamento del diritto al voto a 16 anni in Austria, Belgio, Germania e Malta, ed a 17 anni in Grecia. Si tratta di un brusco cambiamento di opinione rispetto alle elezioni europee del 2019 quando i giovani under-30 scelsero invece i partiti verdi, esprimendo un interesse per la protezione del clima che il movimento “Fridays for Future” ha trasformato in fenomeno globale grazie a Greta Thunberg. Una possibile chiave di l…
A una settimana dal voto che ha scosso l’Unione Europea c’è un dato che evidenzia i cambiamenti politici in atto: le preferenze dei giovani sono andate ai partiti di destra ed estrema destra. Ma con un’eccezione in Italia, dove hanno premiato il Pd di Elly Schlein.
Sono i flussi elettorali nei singoli Paesi Ue a dirci che gli elettori con meno di 30 anni – quasi tutti nella Generazione Z - hanno preferito l’Afd in Germania, Le Pen in Francia, Vox in Spagna, Chega in Portogallo, Vlaams Belang in Belgio e Finn in Finlandia. Disegnando una tendenza rafforzata dall’abbassamento del diritto al voto a 16 anni in Austria, Belgio, Germania e Malta, ed a 17 anni in Grecia. Si tratta di un brusco cambiamento di opinione rispetto alle elezioni europee del 2019 quando i giovani under-30 scelsero invece i partiti verdi, esprimendo un interesse per la protezione del clima che il movimento “Fridays for Future” ha trasformato in fenomeno globale grazie a Greta Thunberg. Una possibile chiave di lettura dell’inversione di tendenza fra i giovani viene dal “World Happiness Report” pubblicato quest’anno, che indica proprio nei giovani la fascia di età più infelice in assoluto in Europa a causa delle preoccupazioni che investono tutta la Ue: la riduzione del costo della vita, la minaccia della povertà e l’esclusione sociale. Se dunque c’è una visibile minoranza di giovani che continua a mobilitarsi contro il surriscaldamento del clima e contro le guerre, la maggioranza di loro è assai più preoccupata dal peggioramento della qualità della vita e dalle diseguaglianze che frenano ogni aspettativa. Se votano a destra è perché la paura per la povertà ed il disagio viene sostenuta dalle campagne contro i migranti, accusati di non volersi integrare, non rispettare le leggi e portare violenza. Da qui le iniziative di Le Pen in Francia a favore della drastica riduzione delle tasse per gli under-30, per l’assistenza finanziaria agli studenti lavoratori e per gli alloggi così come le proposte di Geert Wilders in Olanda e dell’Afd in Germania a favore di protezione sanitaria e case per le giovani generazioni.
Il rovesciamento di priorità dal clima all’economia è lampante in Germania, dove i Verdi hanno raccolto solo l’11 per cento del voto giovanile - con un calo di 23 punti rispetto a cinque anni prima - mentre l’Afd ha compiuto un balzo in avanti di ben 11 punti ovvero oltre il doppio della sua crescita generale. Avvicinando così la Germania al sentimento in Polonia, dove l’estrema destra ha fatto un balzo fra i giovani: dal 18,5 al 30,1 per cento. Come riassume a “Reuters” l’analista elettorale tedesco Simon Schnetzer il pessimismo economico nasce dal fatto che “i giovani non credono più che lavorare duro consenta di avere un futuro migliore”. E Albena Azmanova, autrice di “Capitalism on the Edge” (Capitalismo al limite), aggiunge sul “Guardian” che i giovani europei sono diventati protagonisti della rivolta populista “perché i partiti tradizionali non offrono risposte soddisfacenti alle loro preoccupazioni”.
Da qui l’attenzione per l’eccezione italiana. E’ l’analisi del voto per fascia di età da parte del “Consorzio Opinio per Rai” che attesta come il Pd abbia avuto il 21,5 per cento delle preferenze degli elettori con meno di 34 anni, superando Fratelli d’Italia e distanziando di molto il Movimento 5 Stelle. Per comprendere la genesi di questa eccezione bisogna partire dall’agenda di Schlein perché durante la campagna ha puntato su diritto alla casa, congedo parentale paritario, salario minimo per sanare il dilagante lavoro debole, Sanità pubblica e necessità di politiche tese a impedire la fuga all’estero degli universitari. Si tratta di temi che vanno incontro proprio alle preoccupazioni economiche, sulla qualità della vita, dei più giovani e spiegano perché venerdì sera il parterre di “Repubblica delle Idee” a Piazza Maggiore, Bologna, ha dedicato alla segretaria del Pd l’applauso più intenso quando ha parlato del congedo parentale paritario, facendo propria l’istanza di tanti giovani genitori che chiedono al datore di lavoro di vedersi riconosciuto questo diritto. La sovrapposizione fra parità di genere, qualità della vita e tutela del lavoro è una piattaforma che parla ai più giovani e fa apparire il reddito di cittadinanza un rimedio d’altri tempi perché declinato solo sul quantum economico, senza tener presente gli aspetti molteplici della vita individuale. Nulla da sorprendersi dunque se gli under-30 nel nostro Paese trovano un punto di riferimento nel linguaggio politico di Schlein, che somma anche altre novità rispetto ai rivali: limita le polemiche personali, crede nella pluralità di posizioni per costruire alleanze e tiene sempre alta l’attenzione sul tema dei diritti. Ciò che ancora manca al Pd è elaborare una ambiziosa ricetta economica per la crescita nella Unione Europea al fine di colmare lo svantaggio rispetto agli Stati Uniti: negli ultimi 15 anni il pil dell’Ue è cresciuto del 21 per cento rispetto al 72 per cento degli Usa. Ed è uno svantaggio dovuto ai ritardi europei su tecnologia, energia e difesa.
Saranno i prossimi mesi a dirci quanto l’eccezione Pd sul voto giovanile nel panorama europeo possa innescare una sfida più ampia e credibile dei progressisti all’estrema destra - non solo in Italia - ma possono esserci pochi dubbi sul fatto che se gli under-30 europei sono soprattutto preoccupati dal crollo della qualità della vita, Schlein sta dimostrando di volergli dare delle risposte credibili, parlando la loro lingua.