✕

Una storia unica di giornale

Repubblica delle Idee Piazza Maggiore a Bologna

 

Ascolta l'audio

1 minuti di lettura

È stato per me un onore e un privilegio dirigere Repubblica, il giornale in cui sono cresciuto professionalmente con l’esempio prima del fondatore Eugenio Scalfari e poi del suo successore Ezio Mauro. L’ho fatto con passione e spirito di servizio verso quella comunità di lettori che si è formata negli anni intorno a un’idea nuova e rivoluzionaria del giornalismo, una voce unica nel panorama dell’editoria, un punto di riferimento per più generazioni e classi sociali.

L’ho fatto sempre con la responsabilità e la dedizione che una storia di impegno politico e culturale lunga mezzo secolo richiedeva, cercando di adeguare ai tempi di oggi gli insegnamenti di ieri.

Con lo straordinario lavoro della redazione abbiamo in due anni rinnovato il giornale nella grafica – sotto la guida di Angelo Rinaldi – e nei contenuti aumentando qualità e analisi. Abbiamo investito sull’innovazione tecnologica sviluppando il sito nella consapevolezza che la leadership del digitale sia una garanzia per il futur…

È stato per me un onore e un privilegio dirigere Repubblica, il giornale in cui sono cresciuto professionalmente con l’esempio prima del fondatore Eugenio Scalfari e poi del suo successore Ezio Mauro. L’ho fatto con passione e spirito di servizio verso quella comunità di lettori che si è formata negli anni intorno a un’idea nuova e rivoluzionaria del giornalismo, una voce unica nel panorama dell’editoria, un punto di riferimento per più generazioni e classi sociali.

L’ho fatto sempre con la responsabilità e la dedizione che una storia di impegno politico e culturale lunga mezzo secolo richiedeva, cercando di adeguare ai tempi di oggi gli insegnamenti di ieri.

Con lo straordinario lavoro della redazione abbiamo in due anni rinnovato il giornale nella grafica – sotto la guida di Angelo Rinaldi – e nei contenuti aumentando qualità e analisi. Abbiamo investito sull’innovazione tecnologica sviluppando il sito nella consapevolezza che la leadership del digitale sia una garanzia per il futuro. Fedeli ai valori e all’identità di un quotidiano libero, “indipendente ma non neutrale” come scrisse Scalfari nell’editoriale del primo numero, diventato modello di integrazione tra carta e web.

Abbiamo riempito con cinquantamila persone piazza del Popolo a Roma – su iniziativa di Michele Serra – in nome dell’Europa, minacciata da Trump e un po’ anche da se stessa. Abbiamo sostenuto e difeso le ragioni del popolo ucraino, vittima dell’aggressione di Putin. Abbiamo denunciato con forza i crimini di guerra di Netanyahu su uomini, donne e bambini inermi a Gaza.

Siamo stati in prima linea nel contrastare le politiche sovraniste e populiste del governo Meloni. La battaglia del referendum sulla giustizia ci ha visto schierati e mobilitati per il No, contro il tentativo della destra di condizionare l’operato della magistratura. Così come abbiamo seguito, con sguardo a volte critico ma sempre propositivo, la costruzione indispensabile di un’alternativa solida e credibile nel campo del centrosinistra.

Tutto questo e molto altro – la splendida mostra per i cinquant’anni, il successo record di Repubblica delle Idee – è stato possibile grazie alla grande famiglia che questo giornale continua a essere: giornalisti, segreteria, tipografia, ufficio tecnico. A loro va il mio più profondo e sentito ringraziamento mentre lascio per una nuova avventura professionale. Ringrazio l’editore Theo Kyriakou per la fiducia che mi ha dato dopo l’acquisto del giornale e l’editore precedente, John Elkann, che mi ha scelto nell’ottobre del 2024. Auguro a Stefano Cappellini, designato al mio posto, e a tutta la redazione, le fortune che meritano.

Infine un grazie speciale ai lettori, anima del giornale: è stato bellissimo.

Leggi i commenti