ADDIS ABEBA - Attualmente sono oltre 120 i contatti "diretti o indiretti" con italiani che si trovano ad Haiti e "che sarebbero in salvo". E "alcune decine" i connazionali che ancora mancano all'appello dopo il terremoto di martedì. E' il capo dell'Unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano, a confermare quanto già anticipato in mattinata dal ministro degli Esteri Franco Frattini.
Timori per una coppia di italiani. Frattini ha ribadito che "la situazione ad Haiti è devastante, siamo agosciati perché forse ci sono centomila morti". Si teme in particolare per la sorte di due italiani, un uomo e una donna, ospiti dell'Hotel Christopher di Port-au-Prince nel momento del sisma. Al momento risultano dispersi. Sarebbero 191 gli italiani sicuramente presenti in Haiti perché registrati negli elenchi dell'ambasciata. Fare una stima di quanti siano i nostri connazionali sembra comunque difficile: secondo alcune fonti potrebbero essere circa 250.
Una "ricerca mirata". La Farnesina ha inviato a Port-au-Prince un funzionario del ministero incaricato di compiere una ricerca mirata degli italiani dispersi. Il funzionario, spiega Romano, ha il compito di "recarsi nei due hotel dove si sarebbero potuti concentrare gli stranieri", il Montana e il Christopher. In queste strutture l'inviato dell'Unità di crisi ha potuto vedere persone "decedute, ferite e illese". Romano ha però definito "impossibile" quantificare le persone che potrebbero trovarsi sotto le macerie dei due hotel. Secondo l'ambasciatore di Haiti presso la Santa Sede, Carl Henri Guiteau, "nell'hotel Montana risiedevano circa 300 persone, adesso 200 si trovano sotto le macerie. Ma non abbiamo notizie degli italiani".
Il bilancio delle vittime. Per ora resta incerto. "Non abbiamo notizie positive - ha precisato in mattinata Frattini - ma, per fortuna, neanche negative". Infatti, "anche se molte persone non ci hanno contattato, non vuol dire che sono morte. Forse si trovano solo nell'impossibilità di farlo anche perché le linee sono intasate", o forse - ha aggiunto Romano - i 191 italiani registrati all'anagrafe potrebbero anche non essere presenti in territorio haitiano. Lo stesso valga per quanti si siano recati sul posto senza averlo dichiarato alle autorità consolari". In quel caso le vittime e i dispersi potrebbero essere anche di più.
Timori per una coppia di italiani. Frattini ha ribadito che "la situazione ad Haiti è devastante, siamo agosciati perché forse ci sono centomila morti". Si teme in particolare per la sorte di due italiani, un uomo e una donna, ospiti dell'Hotel Christopher di Port-au-Prince nel momento del sisma. Al momento risultano dispersi. Sarebbero 191 gli italiani sicuramente presenti in Haiti perché registrati negli elenchi dell'ambasciata. Fare una stima di quanti siano i nostri connazionali sembra comunque difficile: secondo alcune fonti potrebbero essere circa 250.
Una "ricerca mirata". La Farnesina ha inviato a Port-au-Prince un funzionario del ministero incaricato di compiere una ricerca mirata degli italiani dispersi. Il funzionario, spiega Romano, ha il compito di "recarsi nei due hotel dove si sarebbero potuti concentrare gli stranieri", il Montana e il Christopher. In queste strutture l'inviato dell'Unità di crisi ha potuto vedere persone "decedute, ferite e illese". Romano ha però definito "impossibile" quantificare le persone che potrebbero trovarsi sotto le macerie dei due hotel. Secondo l'ambasciatore di Haiti presso la Santa Sede, Carl Henri Guiteau, "nell'hotel Montana risiedevano circa 300 persone, adesso 200 si trovano sotto le macerie. Ma non abbiamo notizie degli italiani".
Il bilancio delle vittime. Per ora resta incerto. "Non abbiamo notizie positive - ha precisato in mattinata Frattini - ma, per fortuna, neanche negative". Infatti, "anche se molte persone non ci hanno contattato, non vuol dire che sono morte. Forse si trovano solo nell'impossibilità di farlo anche perché le linee sono intasate", o forse - ha aggiunto Romano - i 191 italiani registrati all'anagrafe potrebbero anche non essere presenti in territorio haitiano. Lo stesso valga per quanti si siano recati sul posto senza averlo dichiarato alle autorità consolari". In quel caso le vittime e i dispersi potrebbero essere anche di più.