Esteri

IL CASO

Kirghizistan, riesplode la protesta
Stato d'emergenza, decine di morti

Rivolta nel sud della repubblica centrasiatica contro il referendum sulla nuova costituzione. Centinaia di feriti. La Russia chiede la "fine rapida dei disordini"

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BISHKEK - Almeno 37 persone sono morte e altre 120 sono rimaste ferite in nuovi scontri nella città di Osh, nel sud del Kirghizistan, dove le autorità hanno imposto lo stato d'emergenza e sono intervenuti i tank dell'esercito. Una portavoce delle autorità sanitarie del Kirghizistan ha dichiarato a Bishkek, la capitale, che il numero delle vittime potrebbe aumentare.

Osh è una roccaforte del presidente deposto Kurmanbek Bakiyev e la situazione in città è stata molto tesa sin da quando ampie proteste popolari hanno costretto in aprile Bakiyev a fuggire dal paese e a trovare asilo in Bielorussia. Le nuove vittime sono dovute a scontri fra giovani di etnia uzbeka e kirghisa, che si sono poi trasformati in scontri con la polizia. Migliaia di persone sono coinvolte nelle violenze a Osh, dove alcuni veicoli ed edifici sono stati dati alle fiamme e l'esercito è intervenuto con i tank nella strade della città.

Il governo provvisorio del Kirghizistan ha imposto il coprifuoco a Osh e lo stato d'emergenza in tutta la regione. La presidente ad interim Rosa Otunbayeva ha lanciato un appello televisivo alla calma. Da Tashkent, dove si trova per un vertice di leader regionali insieme al presidente cinese Hu, il presidente russo Medvedev ha detto che la Russia vuole una "fine rapida" degli scontri. Secondo diversi osservatori locali, le violenze sono provocazioni in vista del referendum sulla nuova costituzione previsto a fine mese.