Esteri

IRAN

"Arrestati il figlio e l'avvocato di Sakineh"
La Farnesina: "In corso verifiche"

L'allarme lanciato da Schiffer, l'intellettuale francese che ha promosso l'appello in favore della donna condannata a morte per adulterio e complicità nell'omicidio del marito. Portati via anche due giornalisti tedeschi

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ROMA - Uno dei figli e il legale di Sakineh Mohammadi Ashtiani sono stati arrestati nella città di Tabriz. La notizia è stata data da fonti locali a Daniel Salvatore Schiffer, l'intellettuale francese che ha promosso l'appello in favore della donna condannata a morte in Iran con l'accusa di adulterio e complicità nell'omicidio del marito, cui sul nostro sito hanno aderito oltre 140 mila persone. E riportata anche dal sito dell'International committee against execution che dall'inizio sta seguendo la vicenda della donna iraniana.

Secondo le fonti, l'arresto di Sajjad Ghaderzadeh e dell'avvocato Houtan Kian è avvenuto ieri intorno alle 19.00 ora locale. La polizia iraniana ha fatto irruzione nell'ufficio del legale che assieme a Sajjad si accingeva a dare un'intervista a due giornalisti tedeschi, pure loro portati via dagli agenti. Mina Ahadi, portavoce del Comitato internazionale contro la lapidazione di Sakineh, avrebbe dovuto tradurre da Francoforte.

Il portavoce di Iran Human Rights Mahmud Moghaddam ha confermato il fermo, dicendo che l'arresto è stato "operato da agenti dell'intelligence iraniana e che, finora, non è giunta alcuna comunicazione ufficiale che spieghi i motivi" dell'operazione. Moghaddam, parlando all'agenzia Ansa, ha espresso tutta la sua preoccupazione, dicendo che il rischio che la condanna venga eseguita ora è più alto. Ora "Sakineh rischia molto di più. Teheran sta solo aspettando il momento giusto per l'esecuzione", ha detto, spiegando che "la sentenza, da un punto di vista legale è stata solo sospesa.

Dalla Farnesina si apprende che sono in corso verifiche sulla notizia. "Continuiamo, naturalmente, a seguire il caso della donna iraniana condannata a morte e della sua famiglia con la massima attenzione e in raccordo con i nostri partner europei", ha aggiunto il portavoce del dicastero. Il ministero degli Esteri italiano ha auspicato, nelle scorse settimane, la revisione della condanna a morte per la donna.

Dalla Francia Bernard Henry Lévy ritiene gli arresti un "errore irreparabile del regime". "Non posso credere alle notizie provenienti dall'Iran", scrive il filosofo francese, che da tempo è in prima linea per la liberazione dell'iraniana, nel suo sito La Regle du Jeu. "E' difficile immaginare quali contorsioni intellettuali la 'giustizia' iraniana fornirà per giustificare un atto così estremo e arbitrario", scrive.

Secondo Schiffer non si hanno più notizie di Sakineh, dall'11 agosto rinchiusa nel braccio speciale della prigione di Tabriz. E lancia un nuovo appello alla mobilitazione: "Bisogna agire in fretta. E' urgente".

Contro la condanna di Sakineh la comunità internazionale si è mossa con diverse iniziative. I figli della donna, Sajjad, 22 anni, e Saideh, 18, preoccupati che la situazione possa precipitare rapidamente, hanno anche chiesto asilo politico all'Italia e a Silvio Berlusconi. Al momento Sakineh non rischia più la morte per lapidazione, ma l'impiccagione.