RANGOON - Il suo primo discorso da donna libera Aung San Suu Kyi ha deciso di farlo nella sede del suo partito, la Lega nazionale per la democrazia, nel piccolo edificio fatiscente che ospita la sede della Lnd. Non ci andava da sette anni. Ad attenderla fuori c'erano migliaia di persone, ferme e pronte ad ascoltare le prime parole che avrebbe pronunciato dopo la liberazione di ieri effettuata dalla giunta militare.
Tante erano - alcune stime parlano di 40 mila persone - che San Suu Kyi ha avuto addirittura problemi a uscire dall'auto a causa della folla che accompagnava la vettura (FOTO). E nella sede del partito c'erano anche una trentina ambasciatori asiatici e occidentali che aspettavano di poter parlare con lei. Di nuovo leader politica. Di nuovo in grado di parlare e lottare per la democrazia. Una voce unica.
"Se vogliamo ottenere quello che vogliamo dobbiamo farlo nel modo giusto", ha cominciato a dire il premio Nobel per la pace. E per fare un passo alla volta, alla base "della libertà democratica deve esserci la libertà di parola - ha aggiunto - Anche se penso di sapere cosa volete, vi chiedo di dirmelo voi stessi. Insieme, decideremo quello che vogliamo, e per ottenerlo dobbiamo agire nel modo giusto. Non c'è motivo di scoraggiarsi" (VIDEO).
Vestita di blu con un fiore giallo tra i capelli San Suu Kyi ha parlato ai suoi sostenitori in attesa. "Non perdete la speranza", ha esortato la folla. "C'è democrazia quando il popolo controlla il governo. Accetterò che il popolo mi controlli", ha aggiunto, precisando: "Dovete resistere per quello che è giusto". L'icona della dissidenza birmana ha bisogno del suo popolo e ha detto di "non temere le responsabilità", aggiungendo di "avere bisogno dell'energia della popolazione" e che ha intenzione di lavorare "per migliorare il livello di vita" in Birmania.
"Anche se non siete interessati alla politica, la politica verrà da voi. Dovete impegnarvi - ha proseguito - per difendere ciò che è giusto". Del resto, ha sottolineato la leader dell'opposizione, "non credo che l'influenza e l'autorità di una sola persona possa far progredire un Paese. Una persona da sola non può fare qualcosa così importante come portare la democrazia a un paese". E poi, ha proseguito, "se il mio popolo non è libero, come potete dire che io sono libera? Nessuno di noi è libero".
La sua è una volontà di ferro. "Ho ascoltato la radio per sei anni - ha dichiarato - penso che è bello poter sentire ora dal vivo le voci delle persone". Le sue parole sono senza vendetta, senza rivendicazioni per la prigionia degli ultimi 15 anni, senza rabbia. La lotta per la democrazia deve partire coerente e lucida. "Gli ufficiali della sicurezza mi hanno trattato bene - ha tranquillazto tutti -. Voglio chiedere loro di trattare bene anche il popolo". Suu Kyi ha anche fatto riferimento alle sanzioni internazionali imposte dall'Occidente contro il Myanmar. "Questo - ha dichiarato - è un momento in cui la Birmania ha bisogno di aiuto. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, delle nazioni occidentali, di quelle orientali, di tutte".
Tante erano - alcune stime parlano di 40 mila persone - che San Suu Kyi ha avuto addirittura problemi a uscire dall'auto a causa della folla che accompagnava la vettura (FOTO). E nella sede del partito c'erano anche una trentina ambasciatori asiatici e occidentali che aspettavano di poter parlare con lei. Di nuovo leader politica. Di nuovo in grado di parlare e lottare per la democrazia. Una voce unica.
"Se vogliamo ottenere quello che vogliamo dobbiamo farlo nel modo giusto", ha cominciato a dire il premio Nobel per la pace. E per fare un passo alla volta, alla base "della libertà democratica deve esserci la libertà di parola - ha aggiunto - Anche se penso di sapere cosa volete, vi chiedo di dirmelo voi stessi. Insieme, decideremo quello che vogliamo, e per ottenerlo dobbiamo agire nel modo giusto. Non c'è motivo di scoraggiarsi" (VIDEO).
Vestita di blu con un fiore giallo tra i capelli San Suu Kyi ha parlato ai suoi sostenitori in attesa. "Non perdete la speranza", ha esortato la folla. "C'è democrazia quando il popolo controlla il governo. Accetterò che il popolo mi controlli", ha aggiunto, precisando: "Dovete resistere per quello che è giusto". L'icona della dissidenza birmana ha bisogno del suo popolo e ha detto di "non temere le responsabilità", aggiungendo di "avere bisogno dell'energia della popolazione" e che ha intenzione di lavorare "per migliorare il livello di vita" in Birmania.
"Anche se non siete interessati alla politica, la politica verrà da voi. Dovete impegnarvi - ha proseguito - per difendere ciò che è giusto". Del resto, ha sottolineato la leader dell'opposizione, "non credo che l'influenza e l'autorità di una sola persona possa far progredire un Paese. Una persona da sola non può fare qualcosa così importante come portare la democrazia a un paese". E poi, ha proseguito, "se il mio popolo non è libero, come potete dire che io sono libera? Nessuno di noi è libero".
La sua è una volontà di ferro. "Ho ascoltato la radio per sei anni - ha dichiarato - penso che è bello poter sentire ora dal vivo le voci delle persone". Le sue parole sono senza vendetta, senza rivendicazioni per la prigionia degli ultimi 15 anni, senza rabbia. La lotta per la democrazia deve partire coerente e lucida. "Gli ufficiali della sicurezza mi hanno trattato bene - ha tranquillazto tutti -. Voglio chiedere loro di trattare bene anche il popolo". Suu Kyi ha anche fatto riferimento alle sanzioni internazionali imposte dall'Occidente contro il Myanmar. "Questo - ha dichiarato - è un momento in cui la Birmania ha bisogno di aiuto. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti, delle nazioni occidentali, di quelle orientali, di tutte".