TUCSON - E' comparso davanti a un tribunale di Phoenix, Jared Lee Loughner, responsabile della strage nel parcheggio di un centro commerciale di Tucson, che ha provocato la morte di sei persone e il ferimento di altre 14, tra le quali la parlamentare democratica Gabrielle Giffords. Intanto un'America sotto shock ha osservato il minuto di silenzio richiesto dal presidente Barack Obama per commemorare le vittime della sparatoria.
Loughner davanti al giudice. Il giovane di 22 anni ha brevemente risposto alle domande postegli dal giudice, e ha detto di comprendere le procedure processuali. Poi è rimasto in silenzio. E' stato formalmente incriminato di cinque reati federali: due omicidi e tre tentati omicidi. Gli omicidi sono quelli del giudice federale John Roll, di 63 anni, e di Gabriel Zimmerman, 30 anni, che lavorava nell'ufficio di Gabrielle Giffords. Tre invece le incriminazioni federali per tentato omicidio, tra cui quello dell'esponente democratica. Per lui si tratta solo delle prime imputazioni, quelle di competenza federale. Nei suoi confronti sono attese nei prossimi giorni anche le incriminazioni di competenza statale. Loughner, che rischia la pena di morte, non parla agli inquirenti. Il giudice Lawrence Anderson ha disposto che il giovane resti in carcere senza possibilità di cauzione.
Il silenzio dell'America. Alle 11 ora di Washington (le 17 in Italia) si è tenuto alla Casa Bianca e negli altri edifici pubblici degli Stati Uniti il "national moment of silence" proclamato da Obama, che ha cancellato per oggi tutti i suoi impegni, per onorare le vittime della strage di sabato scorso a Tucson. Il presidente Usa e sua moglie Michelle, insieme ai membri dello staff, si sono riuniti nel South Lawn della Casa Bianca, mentre i parlamentari e i loro collaboratori si sono raccolti in silenzio sulle scale del Campidoglio. Ovunque le bandiere americane a mezz'asta. La Cnn ha mostrato le immagini di Wall Street, dove le contrattazioni si sono fermate per un minuto. Terminato il minuto di silenzio, il presidente e la moglie sono tornati all'interno della Casa Bianca senza rilasciare dichiarazioni.
Le condizioni di Gabrielle Giffords. Ferita alla testa, Gabrielle Gifford, 40 anni, ha subìto un lungo intervento chirurgico e le sue condizioni, pur in lieve miglioramento, restano critiche. La donna da ieri è tenuta in coma farmacologico e, per i medici del Medical Center dell'Università dell'Arizona, è entrata nelle 48 ore cruciali ai fini del suo recupero. "A questo punto, nessun segno è un buon segno - ha affermato il dottor Michael lemole, capo del reparto di neurochirurgia che ha operato la Giffords - la paziente continua a essere in coma artificiale e a rispondere ai comandi base. Nessun cambiamento rispetto a ieri. Continuiamo a essere ottimisti". Il chirurgo ha spiegato che il proiettile è entrato nella parte posteriore sinistra della testa della donna, uscendo dalla fronte, seguendo una traiettoria che ha creato meno danni di quanti ne avrebbe fatti attraversando la testa trasversalmente, da un emisfero all'altro, o restando nel cervello. Nel frattempo sono migliorate le condizioni degli altri feriti ricoverati al Medical Center. Solo due sono ancora considerati in condizioni critiche o molto critiche, mentre fino a ieri erano cinque.
Giffords, messaggio dallo spazio. L'astronauta Scott Kelly, cognato della parlamentare, ha inviato dalla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) un messaggio via Twitter che descrive la Giffords come una donna "gentile, piena di compassione e brillante" che è "amata dagli amici e dagli avversari politici: una vera patriota". "Cosa sta succedendo nel nostro Paese? Come può una persona così buona essere la vittima di questa insensata violenza? E' un giorno molto triste", conclude il messaggio. Scott è fratello gemello di Mark Kelly, il marito dell'esponente democratica, che è a sua volta astronauta e sarà il comandante della missione shuttle in programma il primo aprile prossimo. Della Gifford oggi parla anche la star del cinema Gwyneth Paltrow, che il programma Entertainment Tonight ha svelato essere sua cugina. "Anche se non ho avuto il piacere di incontrarla - dichiara l'attrice - i miei pensieri e preghiere sono con lei e la sua famiglia e con le altre vittime di questo orribile atto di violenza senza senso".
Giffords salvata da uno stagista. Nel frattempo è emerso che Gabrielle Giffords deve la vita al prontissimo intervento di Daniel Hernandez, di 20 anni, suo collaboratore ispanico che aveva cominciato a lavorare per lei solo la settimana scorsa. Il giovane era a dieci metri da lei quando è stata colpita, è stato il primo a intervenire, il primo a tamponare l'emorragia, a farla continuamente parlare, a tenerla sveglia. "Era cosciente e in grado di parlare", ha detto Hernandez. Secondo i medici il suo rapido intervento è stato determinante per contenere i danni cerebrali, che avrebbero potuto essere irreparabili.
L'eroina di Tucson ha 61 anni. Ha un nome anche l'eroica signora che ha contribuito a disarmare Loughner. Si chiama Patricia Maisch, ha 61 anni e vive a Tucson. E' stata lei a lanciarsi contro il 22enne dopo che questi aveva esaurito il primo caricatore, a strappargli di mano il secondo e a scagliarlo via, impedendo a Loughner di ricaricare la sua Glock calibro 9 e uccidere ancora. "Senza l'intervento di questa donna, i morti potevano essere anche trenta in più" ha detto lo sceriffo della Pima County, Clarence Dupnik. Intervistata da tutti i media americani, la Maisch ha ricostruito così i momenti della sparatoria: lei e il marito erano tra la trentina di persone che partecipavano all'incontro con Gabrielle Giffords all'esterno del supermercato. Quando sono cominciati gli spari, vi è stata la confusione generale, i presenti hanno cominciato a correre, "c'era sangue e molta confusione", ha ricordato la Maish. Anche lei, come molti altri, si è gettata a terra. "Ho visto che veniva nella mia direzione, poi me lo sono ritrovato a terra vicino a me, due uomini sopra di lui. Qualcuno mi ha urlato "il caricatore! il caricatore!" e ho visto che il ragazzo stava cercando di ricaricare l'arma. Così sono riuscita ad afferrare quel caricatore e metterlo al sicuro, poi mi sono seduta sulle sue caviglie".
Le indagini. Secondo le autorità, Loughner ha sparato 31 colpi prima di essere bloccato. Dopo aver scagionato dal sospetto di complicità l'uomo che le telecamere di sorveglianza avevano ripreso in compagnia dell'attentatore (in realtà era solo il tassista che lo aveva portato sul luogo dell'eccidio) gli inquirenti hanno rivelato di aver trovato prove delle premeditazione della strage dopo una perquisizione in casa di Loughner. Tra queste, un biglietto su cui è scritto il nome della Giffords. Ieri la Cbs aveva anche dato notizia del ritrovamento, sempre in casa dell'attentatore, di una lettera di ringraziamento datata agosto 2007, fatta pervenire a Loughner da parte dello staff della Gifford per aver presenziato a un evento elettorale in tutto simile al comizio davanti al supermarket di Tucson.
Il movente. Quanto al movente, l'Fbi è sulla pista che porta a un gruppo di suprematisti bianchi e antisemiti, denominato "Rinascimento americano". Gli agenti del Fbi hanno ricostruito il legame tra Loughner e il gruppo razzista indagando tra i profili che il giovane aveva negli account su YouTube e su Myspace. L'ipotesi è che sia stato armato e manovrato dai suprematisti. E in questo scenario si inserisce il racconto fatto a Repubblica dal sindaco di Tucson, Bob Walkup. "A novembre, Gabby Giffords se l'è dovuta vedere con Jesse Kelley, un ex combattente sostenuto dal Tea Party. I toni si sono fatti molto aspri, forse troppo ma alla fine ha vinto di nuovo lei". Walkup parla della Giffords come di "una vera donna del West" che si è battuta per la riforma sanitaria, ma anche per il diritto dei cittadini a possedere le armi, per maggiori controlli alla frontiera e "persino contro l'obbligo del casco in moto". "Insomma non è mai stata - aggiunge il sindaco - una vera 'liberal' come tante sue colleghe della costa Est".
La paura di altri attacchi. Dopo l'attentato alla Giffords, si temono attacchi contro altri esponenti del Congresso. Così la U.S. Capitol Police, il corpo di 1.800 agenti che protegge deputati e senatori, ha ricevuto moltissime telefonate di membri del Congresso preoccupati riguardo a possibili minacce nei loro confronti e richieste di maggiore protezione anche nei loro distretti, dal momento che la Gifford è stata colpita nella sua Tucson. Il caso più eclatante riguarda Jason Chaffetz, deputato repubblicano dello Utah, che ha ricevuto minacce via Twitter subito dopo la sparatoria. L'Fbi avrebbe contattato direttamente molti parlamentari per chiedere il programma dei loro impegni pubblici in modo da poter fornire un adeguato sostegno alle forze dell'ordine locali. Al momento solo i principali leader di Camera e Senato hanno la scorta di almeno un agente della Capitol Police in borghese. La protezione per gli altri scatta solo di fronte a specifiche minacce. Ora in molti a Capitol Hill si chiedono se non sia necessario fare di più. Ad esempio, chiedere l'intervento di altri corpi, come l'U.S. Marshall Service, per garantire la protezione di deputati e senatori fuori dell'area di Washington.
Frattini: "Una orribile strage". Di strage "orribile per l'America" parla anche il ministro italiano degli Esteri, Franco Frattini. "Dinanzi agli occhi del mondo abbiamo visto una regia di pazzia razzista e antisemita", afferma Frattini, convinto che "l'America non torna indietro, ha saputo reagire in momenti assai più drammatici".
Loughner davanti al giudice. Il giovane di 22 anni ha brevemente risposto alle domande postegli dal giudice, e ha detto di comprendere le procedure processuali. Poi è rimasto in silenzio. E' stato formalmente incriminato di cinque reati federali: due omicidi e tre tentati omicidi. Gli omicidi sono quelli del giudice federale John Roll, di 63 anni, e di Gabriel Zimmerman, 30 anni, che lavorava nell'ufficio di Gabrielle Giffords. Tre invece le incriminazioni federali per tentato omicidio, tra cui quello dell'esponente democratica. Per lui si tratta solo delle prime imputazioni, quelle di competenza federale. Nei suoi confronti sono attese nei prossimi giorni anche le incriminazioni di competenza statale. Loughner, che rischia la pena di morte, non parla agli inquirenti. Il giudice Lawrence Anderson ha disposto che il giovane resti in carcere senza possibilità di cauzione.
Il silenzio dell'America. Alle 11 ora di Washington (le 17 in Italia) si è tenuto alla Casa Bianca e negli altri edifici pubblici degli Stati Uniti il "national moment of silence" proclamato da Obama, che ha cancellato per oggi tutti i suoi impegni, per onorare le vittime della strage di sabato scorso a Tucson. Il presidente Usa e sua moglie Michelle, insieme ai membri dello staff, si sono riuniti nel South Lawn della Casa Bianca, mentre i parlamentari e i loro collaboratori si sono raccolti in silenzio sulle scale del Campidoglio. Ovunque le bandiere americane a mezz'asta. La Cnn ha mostrato le immagini di Wall Street, dove le contrattazioni si sono fermate per un minuto. Terminato il minuto di silenzio, il presidente e la moglie sono tornati all'interno della Casa Bianca senza rilasciare dichiarazioni.
Le condizioni di Gabrielle Giffords. Ferita alla testa, Gabrielle Gifford, 40 anni, ha subìto un lungo intervento chirurgico e le sue condizioni, pur in lieve miglioramento, restano critiche. La donna da ieri è tenuta in coma farmacologico e, per i medici del Medical Center dell'Università dell'Arizona, è entrata nelle 48 ore cruciali ai fini del suo recupero. "A questo punto, nessun segno è un buon segno - ha affermato il dottor Michael lemole, capo del reparto di neurochirurgia che ha operato la Giffords - la paziente continua a essere in coma artificiale e a rispondere ai comandi base. Nessun cambiamento rispetto a ieri. Continuiamo a essere ottimisti". Il chirurgo ha spiegato che il proiettile è entrato nella parte posteriore sinistra della testa della donna, uscendo dalla fronte, seguendo una traiettoria che ha creato meno danni di quanti ne avrebbe fatti attraversando la testa trasversalmente, da un emisfero all'altro, o restando nel cervello. Nel frattempo sono migliorate le condizioni degli altri feriti ricoverati al Medical Center. Solo due sono ancora considerati in condizioni critiche o molto critiche, mentre fino a ieri erano cinque.
Giffords, messaggio dallo spazio. L'astronauta Scott Kelly, cognato della parlamentare, ha inviato dalla Stazione Spaziale Internazionale (Iss) un messaggio via Twitter che descrive la Giffords come una donna "gentile, piena di compassione e brillante" che è "amata dagli amici e dagli avversari politici: una vera patriota". "Cosa sta succedendo nel nostro Paese? Come può una persona così buona essere la vittima di questa insensata violenza? E' un giorno molto triste", conclude il messaggio. Scott è fratello gemello di Mark Kelly, il marito dell'esponente democratica, che è a sua volta astronauta e sarà il comandante della missione shuttle in programma il primo aprile prossimo. Della Gifford oggi parla anche la star del cinema Gwyneth Paltrow, che il programma Entertainment Tonight ha svelato essere sua cugina. "Anche se non ho avuto il piacere di incontrarla - dichiara l'attrice - i miei pensieri e preghiere sono con lei e la sua famiglia e con le altre vittime di questo orribile atto di violenza senza senso".
Giffords salvata da uno stagista. Nel frattempo è emerso che Gabrielle Giffords deve la vita al prontissimo intervento di Daniel Hernandez, di 20 anni, suo collaboratore ispanico che aveva cominciato a lavorare per lei solo la settimana scorsa. Il giovane era a dieci metri da lei quando è stata colpita, è stato il primo a intervenire, il primo a tamponare l'emorragia, a farla continuamente parlare, a tenerla sveglia. "Era cosciente e in grado di parlare", ha detto Hernandez. Secondo i medici il suo rapido intervento è stato determinante per contenere i danni cerebrali, che avrebbero potuto essere irreparabili.
L'eroina di Tucson ha 61 anni. Ha un nome anche l'eroica signora che ha contribuito a disarmare Loughner. Si chiama Patricia Maisch, ha 61 anni e vive a Tucson. E' stata lei a lanciarsi contro il 22enne dopo che questi aveva esaurito il primo caricatore, a strappargli di mano il secondo e a scagliarlo via, impedendo a Loughner di ricaricare la sua Glock calibro 9 e uccidere ancora. "Senza l'intervento di questa donna, i morti potevano essere anche trenta in più" ha detto lo sceriffo della Pima County, Clarence Dupnik. Intervistata da tutti i media americani, la Maisch ha ricostruito così i momenti della sparatoria: lei e il marito erano tra la trentina di persone che partecipavano all'incontro con Gabrielle Giffords all'esterno del supermercato. Quando sono cominciati gli spari, vi è stata la confusione generale, i presenti hanno cominciato a correre, "c'era sangue e molta confusione", ha ricordato la Maish. Anche lei, come molti altri, si è gettata a terra. "Ho visto che veniva nella mia direzione, poi me lo sono ritrovato a terra vicino a me, due uomini sopra di lui. Qualcuno mi ha urlato "il caricatore! il caricatore!" e ho visto che il ragazzo stava cercando di ricaricare l'arma. Così sono riuscita ad afferrare quel caricatore e metterlo al sicuro, poi mi sono seduta sulle sue caviglie".
Le indagini. Secondo le autorità, Loughner ha sparato 31 colpi prima di essere bloccato. Dopo aver scagionato dal sospetto di complicità l'uomo che le telecamere di sorveglianza avevano ripreso in compagnia dell'attentatore (in realtà era solo il tassista che lo aveva portato sul luogo dell'eccidio) gli inquirenti hanno rivelato di aver trovato prove delle premeditazione della strage dopo una perquisizione in casa di Loughner. Tra queste, un biglietto su cui è scritto il nome della Giffords. Ieri la Cbs aveva anche dato notizia del ritrovamento, sempre in casa dell'attentatore, di una lettera di ringraziamento datata agosto 2007, fatta pervenire a Loughner da parte dello staff della Gifford per aver presenziato a un evento elettorale in tutto simile al comizio davanti al supermarket di Tucson.
Il movente. Quanto al movente, l'Fbi è sulla pista che porta a un gruppo di suprematisti bianchi e antisemiti, denominato "Rinascimento americano". Gli agenti del Fbi hanno ricostruito il legame tra Loughner e il gruppo razzista indagando tra i profili che il giovane aveva negli account su YouTube e su Myspace. L'ipotesi è che sia stato armato e manovrato dai suprematisti. E in questo scenario si inserisce il racconto fatto a Repubblica dal sindaco di Tucson, Bob Walkup. "A novembre, Gabby Giffords se l'è dovuta vedere con Jesse Kelley, un ex combattente sostenuto dal Tea Party. I toni si sono fatti molto aspri, forse troppo ma alla fine ha vinto di nuovo lei". Walkup parla della Giffords come di "una vera donna del West" che si è battuta per la riforma sanitaria, ma anche per il diritto dei cittadini a possedere le armi, per maggiori controlli alla frontiera e "persino contro l'obbligo del casco in moto". "Insomma non è mai stata - aggiunge il sindaco - una vera 'liberal' come tante sue colleghe della costa Est".
La paura di altri attacchi. Dopo l'attentato alla Giffords, si temono attacchi contro altri esponenti del Congresso. Così la U.S. Capitol Police, il corpo di 1.800 agenti che protegge deputati e senatori, ha ricevuto moltissime telefonate di membri del Congresso preoccupati riguardo a possibili minacce nei loro confronti e richieste di maggiore protezione anche nei loro distretti, dal momento che la Gifford è stata colpita nella sua Tucson. Il caso più eclatante riguarda Jason Chaffetz, deputato repubblicano dello Utah, che ha ricevuto minacce via Twitter subito dopo la sparatoria. L'Fbi avrebbe contattato direttamente molti parlamentari per chiedere il programma dei loro impegni pubblici in modo da poter fornire un adeguato sostegno alle forze dell'ordine locali. Al momento solo i principali leader di Camera e Senato hanno la scorta di almeno un agente della Capitol Police in borghese. La protezione per gli altri scatta solo di fronte a specifiche minacce. Ora in molti a Capitol Hill si chiedono se non sia necessario fare di più. Ad esempio, chiedere l'intervento di altri corpi, come l'U.S. Marshall Service, per garantire la protezione di deputati e senatori fuori dell'area di Washington.
Frattini: "Una orribile strage". Di strage "orribile per l'America" parla anche il ministro italiano degli Esteri, Franco Frattini. "Dinanzi agli occhi del mondo abbiamo visto una regia di pazzia razzista e antisemita", afferma Frattini, convinto che "l'America non torna indietro, ha saputo reagire in momenti assai più drammatici".