ROMA - Attaccata e sequestrata dai pirati, la scorsa notte, in pieno mare Arabico, la motonave italiana "Rosalia D'Amato". A bordo 21 uomini di equipaggio, sei dei quali italiani: due siciliani, tra i quali il comandante, tre campani (due di Ischia e uno di Vico Equense), oltre al primo ufficiale nativo di Meta ma che vive in Belgio.
AUDIO Il comandante: "Queste rotte sono imprevedibili"
Secondo una prima ricostruzione, l'attacco è avvenuto intorno alle 3.40 ora italiana mentre la nave si trovava nelle acque del Corno d'Africa a circa 320 miglia a sud dell'Oman e a 300 a est dell'isola di Socotra. Due piccole barche si sono avvicinate con i pirati che, ha riferito una fonte qualificata, sono saliti a bordo e l'hanno sequestrata.
La "Rosalia D'Amato", 4.562 tonnellate, lunga 74 metri, della "Perseveranza Navigazione", era partita dal Brasile ed era diretta in Iran. I pirati non hanno sparato un colpo, ha riferito la fonte, e avrebbero diretto verso le coste somale. L'equipaggio è in buone condizioni. "Sono riuscito ad avere notizie parlando con il comandante Orazio Lanza. Mi è stato riferito che stavano tutti bene poi la telefonata si è interrotta bruscamente", ha detto il comandante Carlo Miccio, a cui fa capo la "Rosalia D'Amato". "Il sequestro è avvenuto all'altezza del Corno d'Africa - ha spiegato Miccio - a nord della Somalia, dove c'è il corridoio Yemen-Oman. Si sa che quelle rotte sono pericolose e infatti si percorrono a quanta più distanza possibile dalle coste. Ma è tutta l'area indiana, l'Oceano Indiano ad essere pericoloso. La nostra navigazione era diretta per l'Iran, per cui non eravamo sotto costa somala. Ma queste rotte sono imprevedibili".
"Ci siamo già messi in contatto con i familiari del personale a bordo. Subito dopo l'interruzione delle comunicazioni con il comandante Lanza mi sono messo in contatto con la Farnesina e con il Centro di Coordinamento di Roma", ha aggiunto il comandante Miccio. Contatti sono stati stabiliti anche con la fregata della marina militare italiana "Espero", una delle unità navali della missione internazionale "Atlanta" che opera contro la pirateria nell'Oceano indiano e nel Golfo Aden.
Una nave della Marina militare italiana si sta intanto dirigendo verso il luogo dove si trova la motonave per "capire la situazione", ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. La nave in mano ai pirati "è monitorata - ha spiegato - da un'unità militare turca e si trova a distanza ancora non lieve da una nave militare italiana: all'inizio erano mille miglia". "Sembra che si stia dirigendo verso la Somalia, ma le notizie ancora sono non complete", ha proseguito il ministro, aggiungendo che "la nave militare italiana si trovava già lì ed ora si sta dirigendo sul punto per capire la situazione".
L'Unità di crisi della Farnesina sta "seguendo l'evoluzione della vicenda in stretto raccordo con il ministero della Difesa e ha preso contatto con la società armatrice che al momento mantiene i contatti con i familiari dell'equipaggio. Come in analoghi episodi di sequestro di navi, il ministero degli Esteri ha fatto appello agli organi di stampa perché mantengano il necessario riserbo per favorire la liberazione degli ostaggi".
AUDIO Il comandante: "Queste rotte sono imprevedibili"
Secondo una prima ricostruzione, l'attacco è avvenuto intorno alle 3.40 ora italiana mentre la nave si trovava nelle acque del Corno d'Africa a circa 320 miglia a sud dell'Oman e a 300 a est dell'isola di Socotra. Due piccole barche si sono avvicinate con i pirati che, ha riferito una fonte qualificata, sono saliti a bordo e l'hanno sequestrata.
La "Rosalia D'Amato", 4.562 tonnellate, lunga 74 metri, della "Perseveranza Navigazione", era partita dal Brasile ed era diretta in Iran. I pirati non hanno sparato un colpo, ha riferito la fonte, e avrebbero diretto verso le coste somale. L'equipaggio è in buone condizioni. "Sono riuscito ad avere notizie parlando con il comandante Orazio Lanza. Mi è stato riferito che stavano tutti bene poi la telefonata si è interrotta bruscamente", ha detto il comandante Carlo Miccio, a cui fa capo la "Rosalia D'Amato". "Il sequestro è avvenuto all'altezza del Corno d'Africa - ha spiegato Miccio - a nord della Somalia, dove c'è il corridoio Yemen-Oman. Si sa che quelle rotte sono pericolose e infatti si percorrono a quanta più distanza possibile dalle coste. Ma è tutta l'area indiana, l'Oceano Indiano ad essere pericoloso. La nostra navigazione era diretta per l'Iran, per cui non eravamo sotto costa somala. Ma queste rotte sono imprevedibili".
"Ci siamo già messi in contatto con i familiari del personale a bordo. Subito dopo l'interruzione delle comunicazioni con il comandante Lanza mi sono messo in contatto con la Farnesina e con il Centro di Coordinamento di Roma", ha aggiunto il comandante Miccio. Contatti sono stati stabiliti anche con la fregata della marina militare italiana "Espero", una delle unità navali della missione internazionale "Atlanta" che opera contro la pirateria nell'Oceano indiano e nel Golfo Aden.
Una nave della Marina militare italiana si sta intanto dirigendo verso il luogo dove si trova la motonave per "capire la situazione", ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. La nave in mano ai pirati "è monitorata - ha spiegato - da un'unità militare turca e si trova a distanza ancora non lieve da una nave militare italiana: all'inizio erano mille miglia". "Sembra che si stia dirigendo verso la Somalia, ma le notizie ancora sono non complete", ha proseguito il ministro, aggiungendo che "la nave militare italiana si trovava già lì ed ora si sta dirigendo sul punto per capire la situazione".
L'Unità di crisi della Farnesina sta "seguendo l'evoluzione della vicenda in stretto raccordo con il ministero della Difesa e ha preso contatto con la società armatrice che al momento mantiene i contatti con i familiari dell'equipaggio. Come in analoghi episodi di sequestro di navi, il ministero degli Esteri ha fatto appello agli organi di stampa perché mantengano il necessario riserbo per favorire la liberazione degli ostaggi".