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WIKILEAKS

Assange in tribunale per l'appello
Avvocato: "Rischio estradizione"

Il fondatore del sito che ha pubblicato documenti segreti sulle diplomazie mondiali è tornato alla Royal Court of Justice di Londra per tentare di ribaltare la sentenza di primo grado. Sono previsti due giorni di udienza, la decisione probabilmente giovedì. I legali: "Difficile che la Corte cambi idea"

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LONDRA - A poco più di 4 mesi dalla decisione presa in primo grado dal giudice inglese Howard Riddle  di estradizione in Svezia, dove la magistratura vuole interrogarlo e processarlo per i reati sessuali di cui due donne lo accusano, Julian Assange è tornato oggi nell'aula dell'Alta corte di Londra per discutere l'appello. Sono previsti due giorni di udienza. L'alta corte dovrebbe far sapere la sua decisione giovedì.

Davanti alla solita folla di fotografi che lo attendevano dalla mattina presto, il fondatore di WikiLeaks è arrivato vestito grigio, cravatta blu e camicia bianca, il volto teso. L'estradizione che teme Assange è quella eventuale negli Stati Uniti dove è stata aperta su di lui un'indagine in merito alla pubblicazione di 250mila documenti segreti sulle autorità diplomatiche statunitensi nel mondo. Secondo i suoi legali un'eventuale estradizione in America lo metterebbe a rischio della pena di morte. Oggi in tribunale il fondatore di WikiLeaks è rappresentato da Ben Emmerson e Gareth Pierce, uno degli avvocati più noti in Gran Bretagna nella difesa dei diritti umani, che ha già annunciato di voler portare il caso fino alla Corte europea dei Diritti umani di Strasburgo.

"Penso che ci sia il rischio che venga estradato", ha detto l'avvocato dell'hacker australiano poco prima dell'apertura dell'udienza. Assange ha sempre negato le accuse, sostenendo la tesi del rapporto consenziente.  Trattenuto in stato di fermo a dicembre a Londra per un mandato d'arresto europeo spiccato da Stoccolma, è poi stato posto agli arresti domiciliari in una proprietà nella campagna inglese. Il 24 febbraio in primo grado, il giudice Riddle aveva emesso una sentenza di estradizione in Svezia. "Spero che tutto andrà come Julian si augura ma penso che le probabilità che le cose si ribaltino siano piuttosto deboli", ha dichiarato l'avvocato Bjorn Hurtig alla radio pubblica svedese Sr. "Penso che esiste un alto rischio che sia mandato qui", ha aggiunto. Secondo Hurtig, la nuova difesa britannica di Assange si concentrerà di più su questioni di forma che sulle critiche al sistema giudiziario svedese e alle due accusatrici dell'australiano. "Penso che contesteranno il mandato d'arresto europeo su delle basi legali", ha detto il legale.

Il nuovo team legale del boss di WikiLeaks si è presentato oggi alla Royal Court of Justice di Londra riprendendo diversi cavalli di battaglia del procedimento di primo grado ma, allo stesso tempo, ha impostato la lotta su un piano più tecnico. "Quello che l'accusa deve provare oltre ogni ragionevole dubbio è che se i fatti fossero accaduti a Londra avrebbero costituito condotta criminale", ha spiegato Ben Emmerson. La teoria della difesa è che "se si controlla cosa davvero vogliono dire i capi d'accusa si scopre che così non è".

In aula si discuteranno anche le dichiarazioni rese dalle due ragazze - Miss A. e Miss S. - che accusano Assange di molestie sessuali. Le conclusioni, per la difesa, sono però molto diverse da quelle fatte proprie dai magistrati svedesi e quindi britannici. "Nel Regno Unito - prosegue Emmerson - la legge è chiara: se un uomo fa credere a una donna di usare un preservativo quando invece non lo sta indossando tale condotta non viene considerata come un crimine. In più, il rapporto sessuale sarà stato anche 'rozzo e nervoso' ma pur sempre consenziente. E quindi non può essere considerato come criminale a norma di legge". "Il mandato d'arresto UE usa espressioni come 'violenza' e 'restrizione dei movimenti'. Ma in realtà il contesto è quello di un rapporto sessuale consenziente. E quando miss A. ha chiesto ad Assange di usare un preservativo lui ha acconsentito".