Esteri

TABLOID GATE

Murdoch ai Comuni: "Io tradito e umiliato"
Brooks: "Mai pagato poliziotti"

Il magnate australiano con il figlio James e alla ex direttrice di News of the World ascoltati in Parlamento. Un attore comico si è scagliato contro il tycoon, difeso dalla moglie. Lui si difende: "Io tradito da collaborator. Non mi dimetto". Rebekah chiede scusa ma respinge addebiti. Cresce l'imbarazzo a Downing Street. Hoare, la Polizia: "Non è omicidio"

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LONDRA - "Siamo profondamente dispiaciuti per le vittime delle intercettazioni e metteremo le cose a posto per far sì che nulla di simile possa accadere in futuro", inizia James Murdoch. "È il giorno più umiliante della mia vita", lo interrompe il padre Rupert, per poi lasciarlo proseguire. Inizia così, con un pubblico mea culpa l'attesa audizione davanti alla commissione cultura della Camera dei Comuni del tycoon australiano dei media e dell'erede, al centro dello scandalo intercettazioni che sta facendo tremare la Gran Bretagna e lo stesso premier David Cameron. Rupert Murdoch, nel suo intervento, si è riferito anche a Silvio Berlusconi definendolo ''un concorrente difficile in Italia''. L'audizione è stata segnata anche da un imprevisto, senza conseguenze:  Jonathan May-Bowles, in arte Jonnie Marbles e di professione attore comico, attivista anarchico, si è scagliato contro Rupert Murdoch, tentando di lanciargli in faccia un piatto di schiuma da barba (VIDEO) e urlando : "Sei un avido miliardario". La moglie di Murdoch, Wendi Deng, che sedeva in prima fila dietro a Rupert, è subito intervenuta insieme ad altre persone frapponendosi fra il marito e l'aggressore che ha anche schiaffeggiato. Dopo una breve sospensione, la seduta è ripresa, con Murdoch senza giacca. Il presidente della commissione ha ringraziato Murdoch per la disponibilità a continuare l'udienza nonostante il tentativo di aggressione: "Complimenti per il sinistro di sua moglie", ha poi scherzato.

Su Twitter l'aggressore: "La cosa che sto per fare è la migliore della mia vita". Pochissimi minuti prima di aggredire Rupert Murduch nel corso dell'udienza, l'aggressore ha postato un commento su Twitter: "La cosa che sto per fare è di gran lunga la cosa migliore che abbia mai fatto, splat!", ha scritto l'uomo.

IL COMICO: FOTO - SCHEDA - VIDEO

"Mai pensato a dimissioni". Il tycoon ha smentito le voci delle ultime ore che lo volevano vicino alle dimissioni. "Sono la persona adatta a stare a capo e a fare pulizia. Sono stato tradito dalle persone di cui mi fidavo", ha detto. "Vorrei che tutte le vittime  sappiano quanto sono dispiaciuto". Sorridente, Murdoch si era presentato con largo anticipo a Westminster per essere interrogato dai deputati britannici, insieme al figlio James, che ha subito assicurato che l'azienda ha avviato una serie di risarcimenti per le intercettazioni telefoniche praticate negli scorsi anni da News of the world, il domenicale della filiale britannica del gruppo News International ora chiuso.

Rispondendo a monosillabi, a tratti titubante, torchiato dal parlamentare laburista Tom Watson, il magnate australiano ha detto di essere stato chiaramente ingannato e di aver sempre detto la verità, rifiutando di assumersi la responsabilità finale dell'accaduto. "Ho saputo solo otto giorni fa e ne sono rimasto sconvolto, scioccato e mortificato", ha aggiunto, in particolare dopo aver scoperto che il cellulare di Milly Dowler, la ragazzina uccisa da un maniaco nel 2002, era stato intercettato. News of the world è stato chiuso "per vergogna", ha spiegato, "per aver tradito la fiducia dei lettori". Ma il tycoon si chiama fuori: "Non sono io il responsabile di quanto accaduto". "E chi è responsabile?", gli è stato chiesto. "La gente alle mie dipendenze o forse la gente alle loro dipendenze", ha risposto alla commissione. "Ho 53mila dipendenti, delego ad altri la gestione degli affari correnti" ha aggiunto. 

Riguardo poi a possibili intercettazioni negli Stati Uniti, Murdoch ha detto che non esistono prove che le vittime dell'11 settembre siano state spiate da giornalisti di News Corp. "Non posso credere che possa essere successo a nessuno in America", ma se dovesso saltare fuori prove, "le tratteremmo nello stesso modo con cui trattiamo qui lo scandalo delle intercettazioni".

Sui suoi rapporti con il premier David Cameron Murdoch ha raccontato di "essere entrato dalla porta del retro" quando si recò a Downing Street per incontrare David Cameron dopo le ultime elezioni politiche. Così come d'altronde aveva fatto anche con Brown. Comunque, ha detto con Cameron "non abbiamo parlato di politica". "Non detto la linea politica ai miei giornali", ha aggiunto il tycoon, chiarendo di occuparsi più da vicino del Wall Street Journal e di sentire ogni sabato il Sunday Times, senza influenzare. ""News of the World", il domenicale chiuso per spionaggio, "mi è sfuggito, forse perchè era piccolo": così ha spiegato alla commissione. Murdoch ha poi difeso Rebekah Brooks: "Mi fidavo di lei e mi fido di lei", ha ribadito a Westminster. Ma dopo la chiusura di News of the world, non c'è alcun piano al momento per lanciare un nuovo tabloid, ha assicurato il figlio James Murdoch.

James Murdoch: "Azienda ha agito e si è comportata nel modo migliore possibile". "Alcune cose non le sapevo" e quando "ci sono state nuove informazioni l'azienda ha agito e si è comportata nel modo migliore possibile", ha detto James Murdoch. Rupert e James Murdoch hanno più volte sottolineato che il News of the World era solo una delle tante testate del gruppo. "Chiudere un giornale è grave - ha detto ancora James -, ma è più grave quello che hanno fatto".

Rebekah Brooks: "Mai pagato un poliziotto". Rebekah Brooks, i lunghi capelli rosso fuoco sciolti sulle spalle, è stata l'ultima a essere ascoltata e ha unito le sue scuse a quelle di Rupert Murdoch.  "Errori sono stati fatti in passato ma abbiamo agito rapidamente e correttamente". La Brooks ha negato di aver mai pagato o autorizzato il pagamento di un poliziotto. Alla domanda di un deputato, che chiedeva se la pratica di retribuire gli uomini di Scotland Yard fosse diffusa tra i giornali o limitata a quelli di News International, Brooks ha risposto che per la sua esperienza, le informazioni ottenute dalla polizia arrivavano "free of charge", vale a dire gratis. Brooks approfondisce la sua ricostruzione: "Ho saputo che il cellulare di Milly Dowler era stato violato solo due settimane fa, e abbiamo scoperto quello che succedeva a News of the World solo alla fine del 2010, quando sono stati posti alla nostra attenzione i documenti attinenti al caso delle intercettazioni di cui era stata vittima Sienna Miller. Agimmo rapidamente, siamo stati noi a informare la polizia a inizio 2011 e a mettere in moto l'indagine". E conclude: "Quello che è successo a News of the World è stato terribile e abominevole" ha detto l'ex direttrice. Riguardo all'uso degli investigatori privati e strumenti di intercettazione, Brooks ha spiegato che è prassi comune in Fleet Street, un sinonimo di mondo dell'informazione.

Stephenson: Non volevo attaccare il premier. L'audizione in Parlamento era stata aperta dall'ex capo di Scotland Yard, sir Paul Stephenson, che ha smentito di aver attaccato il premier per i suoi rapporti con l'ex direttore del News of the world, Andy Coulson. "Con le sue dichiarazioni voleva dire che il primo ministro fosse compromesso?", gli hanno chiesto i deputati. "Certamente non volevo sottintendere che non ci si potesse fidare del premier", ha risposto Stephenson, che nel giorno delle sue dimissioni aveva lasciato capire che Cameron sapesse del ruolo di Coulson nel tabloid-gate quando lo volle come suo portavoce.

Stephenson, dimessosi domenica scorsa, è sotto i riflettori per aver voluto come suo consulente un altro dirigente del defunto News of the world, Neil Wallis, che gli organizzò anche un soggiorno in un centro benessere. "Non mi scuso per il soggiorno nella spa di lusso", ha affermato Stephenson. Nel corso dell'audizione Stephenson ha riferito che dieci tra i 45 dipendenti dell'ufficio stampa di Scotland Yard erano ex giornalisti di News of the world. La polizia "deve cambiare il modo in cui si rapporta con i media", ha aggiunto, rispondendo a una domanda sulla frequenza dei suoi incontri con i vertici di News of the world. L'ex capo della polizia britannica ha ricordato il ruolo dominante sul mercato del gruppo editoriale di Rupert Murdoch, News International, giustificando così il numero dei suoi incontri. Ha detto però di non sapere nulla dell'impiego della figlia di Neil Wallis, Amy, ingaggiata dalla polizia in un ruolo civile e non operativo.

Cameron: "Andremo a fondo dello scandalo". Intanto, la posizione di David Cameron si fa sempre più delicata. Il premier, ancora in visita in Africa, è impegnato a difendere il suo operato, mentre i bookmaker scommettono sulle sue dimissioni già nel fine settimana. "Andremo a fondo dello scandalo delle intercettazioni" per non lasciare che la vicenda distragga il governo dalle sue priorità, come economia, immigrazione e posti di lavoro, ha detto oggi. "Parte dei media ha commesso terribili atti illegali, la polizia deve rispondere a domande serie su forme di potenziale corruzione e sul perché non sia riuscita a indagare sullo scandalo. E i politici sono stati troppo vicini agli editori di giornali", ha aggiunto, parlando da Lagos, in Nigeria. Il primo ministro ha poi detto che domani userà la sua comunicazione ai Comuni per dare nuovi dettagli sull'inchiesta da lui lanciata sulla vicenda delle intercettazioni.

Hoare, la Polizia: "Non è omicidio". Non è stato ucciso Sean Hoare, l'ex giornalista del News of The World che ieri è stato trovato morto nella sua abitazione di Watford. La polizia della contea dello Hertfordshire ha reso noto oggi che dai primi esami risulta che il reporter non è stato ucciso. In un comunicato, la polizia aggiunge che "altri esami tossicologici saranno effettuati sul cadavere".