Berlusconi, Internet e il Vaticano Preoccupante Italia nei cablo di Wikileaks
In Rete altre migliaia di dispacci diplomatici Usa. Dall'Italia, timori per la libertà di Internet, commenti sul governo e messaggi confidenziali dalla Santa Sede di FRANCESCA SIRONI
ROMA - Gli oltre 250.00 dispacci annunciati da Wikileaks il 27 agosto 2011 sono stati resi pubblici oggi. Una mole immensa di dati che il sito fondato da Julian Assange mette nelle mani degli utenti della rete: "L'intero mondo della stampa non ha abbastanza risorse e ci sono troppi pregiudizi", scrive lo staff sull'account ufficiale Twitter. Per questo, invitano i followers a leggere, controllare e commentare i documenti pubblicati, seguendo l'ashtag #wlfind. Ognuno mette il suo: c'è chi propone una classificazione per Paese e anno, chi commenta e riprende i dispacci più clamorosi. Come quello di 120 bambini cinesi, richiedenti asilo, scomparsi in Svezia. Oppure lo stano caso del carro armato venduto all'ormai ex presidente della Colombia Alvaro Uribe dal Venezuela e ritrovato nelle mani delle Farc. O sullo scandalo mediatico in Lituania in merito alla presunta presenza di una prigione della CIA nella repubblica ex sovietica. Documenti confidenziali, inviati da…
ROMA - Gli oltre 250.00 dispacci annunciati da Wikileaks il 27 agosto 2011 sono stati resi pubblici oggi. Una mole immensa di dati che il sito fondato da Julian Assange mette nelle mani degli utenti della rete: "L'intero mondo della stampa non ha abbastanza risorse e ci sono troppi pregiudizi", scrive lo staff sull'account ufficiale Twitter. Per questo, invitano i followers a leggere, controllare e commentare i documenti pubblicati, seguendo l'ashtag #wlfind. Ognuno mette il suo: c'è chi propone una classificazione per Paese e anno, chi commenta e riprende i dispacci più clamorosi. Come quello di 120 bambini cinesi, richiedenti asilo, scomparsi in Svezia. Oppure lo stano caso del carro armato venduto all'ormai ex presidente della Colombia Alvaro Uribe dal Venezuela e ritrovato nelle mani delle Farc. O sullo scandalo mediatico in Lituania in merito alla presunta presenza di una prigione della CIA nella repubblica ex sovietica. Documenti confidenziali, inviati dalle ambasciate americane di tutto il mondo, e ora nelle mani degli utenti della rete.
LETTERE DAL BELPAESE - Sono quasi 3.000 i nuovi cablo pubblicati che riguardano l'Italia, dal 1988 al 2010. Fra i dispacci più recenti troviamo riferimenti al dibattito sul disegno di legge Romani in merito all'informazione, resoconti sull'andamento del governo Berlusconi ma anche preoccupazione per la tenuta economica del Paese. Si parla del meeting FAO ospitato dalla capitale, ma anche della visita del segretario alla Difesa Usa Robert Gates a Roma il 6 febbraio 2010.
INTERNET A RISCHIO - E' dettagliato il resoconto dell'ambasciatore sul decreto legge Romani sull'informazione. Tre i punti su cui l'ambasciatore riporta il dibattito italiano: regolamentazione dei contenuti su Internet, inquadramento della pubblicità sui canali in chiaro e infine i contenuti per adulti. Sul secondo, l'ambasciata riferisce l'impressione che il blocco al 12% degli spazi pubblicitari potrebbe sembrare un'azione a discapito di Sky e in favore di Mediaset nella corsa verso il digitale terrestre. Su Internet la preoccupazione è per la libertà d'informazione: "Negli ultimi tre anni - scrive l'ambasciatore - abbiamo visto diversi sforzi da parte del Governo per controllare Internet, fra cui il tristemente noto tentativo di obbligare i blogger ad avere una licenza giornalistica".
IL PRANZO AD ARCORE - L'ambasciatore David Thorne fa un lungo racconto di un suo pranzo privato con il sottosegretario Gianni Letta e Berlusconi ad Arcore. Il premier, ancora convalescente per l'aggressione subita in Piazza Duomo, riceve l'ambasciatore ad Arcore il 23 agosto 2010. I tre parlano del più e del meno, toccando argomenti di politica estera e interna. Fra gli argomenti, il presidente francese Nicolas Sarkozy, la cui influenza in Europa è in declino, secondo il presidente del Consiglio. Letta afferma, citato da Thorne, che "Berlusconi e Sarkozy sono due cani affamati che stanno sullo stesso osso". Parlando dell'Italia, Berlusconi ritorna sul tasto dolente della magistratura, "un problema costante del Paese", ma esprime giudizi positivi sui leader dell'opposizione, in particolare su Pierluigi Bersani e Massimo d'Alema. Il colloquio termina con il premier che illustra all'ambasciatore un suo grande progetto per il futuro: l'Accademia della Leadership per formare le menti migliori del Paese.
SEGRETI VATICANI - "Linea diretta con Dio, una cortesia di #wikileaks". Così "cinguetta" un utente di Twitter parlando di un dispaccio dal Vaticano con i numeri di telefono personali di Papa Giovanni Paolo II e dei suoi più stretti collaboratori. Nome, titolo, numeri di telefono e un commento: rivolgersi a loro dicendo "Sua Eminenza", "Sua Santità" "Sua Eccellenza". Dal Vaticano arrivano anche altri dispacci. In uno si fa riferimento alla straordinaria richiesta, da parte dell'Opus Dei, di un meeting riservato con l'ambasciatore, per discutere di una presunta spia, di nome Robert Hansenn. E' un prelato dell'organizzazione, Tom Bohlin, a richiedere l'incontro all'ambasciatore, che commenta in nota: "E' la prima volta che viene richiesto da Opus Dei un incontro urgente. Probabilmente temono di essere coinvolti in questioni scomode".
LETTERE DAL BELPAESE - Sono quasi 3.000 i nuovi cablo pubblicati che riguardano l'Italia, dal 1988 al 2010. Fra i dispacci più recenti troviamo riferimenti al dibattito sul disegno di legge Romani in merito all'informazione, resoconti sull'andamento del governo Berlusconi ma anche preoccupazione per la tenuta economica del Paese. Si parla del meeting FAO ospitato dalla capitale, ma anche della visita del segretario alla Difesa Usa Robert Gates a Roma il 6 febbraio 2010.
INTERNET A RISCHIO - E' dettagliato il resoconto dell'ambasciatore sul decreto legge Romani sull'informazione. Tre i punti su cui l'ambasciatore riporta il dibattito italiano: regolamentazione dei contenuti su Internet, inquadramento della pubblicità sui canali in chiaro e infine i contenuti per adulti. Sul secondo, l'ambasciata riferisce l'impressione che il blocco al 12% degli spazi pubblicitari potrebbe sembrare un'azione a discapito di Sky e in favore di Mediaset nella corsa verso il digitale terrestre. Su Internet la preoccupazione è per la libertà d'informazione: "Negli ultimi tre anni - scrive l'ambasciatore - abbiamo visto diversi sforzi da parte del Governo per controllare Internet, fra cui il tristemente noto tentativo di obbligare i blogger ad avere una licenza giornalistica".
IL PRANZO AD ARCORE - L'ambasciatore David Thorne fa un lungo racconto di un suo pranzo privato con il sottosegretario Gianni Letta e Berlusconi ad Arcore. Il premier, ancora convalescente per l'aggressione subita in Piazza Duomo, riceve l'ambasciatore ad Arcore il 23 agosto 2010. I tre parlano del più e del meno, toccando argomenti di politica estera e interna. Fra gli argomenti, il presidente francese Nicolas Sarkozy, la cui influenza in Europa è in declino, secondo il presidente del Consiglio. Letta afferma, citato da Thorne, che "Berlusconi e Sarkozy sono due cani affamati che stanno sullo stesso osso". Parlando dell'Italia, Berlusconi ritorna sul tasto dolente della magistratura, "un problema costante del Paese", ma esprime giudizi positivi sui leader dell'opposizione, in particolare su Pierluigi Bersani e Massimo d'Alema. Il colloquio termina con il premier che illustra all'ambasciatore un suo grande progetto per il futuro: l'Accademia della Leadership per formare le menti migliori del Paese.
SEGRETI VATICANI - "Linea diretta con Dio, una cortesia di #wikileaks". Così "cinguetta" un utente di Twitter parlando di un dispaccio dal Vaticano con i numeri di telefono personali di Papa Giovanni Paolo II e dei suoi più stretti collaboratori. Nome, titolo, numeri di telefono e un commento: rivolgersi a loro dicendo "Sua Eminenza", "Sua Santità" "Sua Eccellenza". Dal Vaticano arrivano anche altri dispacci. In uno si fa riferimento alla straordinaria richiesta, da parte dell'Opus Dei, di un meeting riservato con l'ambasciatore, per discutere di una presunta spia, di nome Robert Hansenn. E' un prelato dell'organizzazione, Tom Bohlin, a richiedere l'incontro all'ambasciatore, che commenta in nota: "E' la prima volta che viene richiesto da Opus Dei un incontro urgente. Probabilmente temono di essere coinvolti in questioni scomode".