MOSCA - I ragazzi del ghiaccio sono scomparsi in una nuvola di fumo. L'intera squadra di hockey del Lokomotiv di Yaroslavl, nella Russia centrale, prestigioso team di quello che un tempo fu il più bel campionato del mondo, è stata distrutta in un incidente aereo, appena sette secondi dopo il decollo dall'aeroporto cittadino di Tunasha.
Le immagini trasmesse dalle edizioni straordinarie dei tg sono state un colpo al cuore per i milioni di appassionati russi. I morti sono 43. Ci sono tutti, i membri della squadra, l'allenatore, i titolari, massaggiatori e magazzinieri, anche quattro ragazzi delle giovanili aggregati al gruppo in viaggio premio per assistere alla prima partita del campionato che doveva giocarsi domani a Minsk contro la locale Dynamo. Tra gli assi il portiere della nazionale svedese Stefan Liv, il centrocampista Pavol Demitra, capitano e icona della nazionale slovacca. Altri campioni russi e cechi noti per aver militato a lungo nella Lega Nord americana.
È rimasta una piccolissima speranza su uno degli assi più amati, Alexander Galimov, 26 anni, ala destra, pilastro della nazionale russa. E' stato l'unico ad essere trasportato in ospedale. Ma non ha mai ripreso i sensi e ha tutto il corpo ricoperto di ustioni gravissime.
“Sono morti tutti”, ha detto in lacrime il vicepresidente del Lokomotiv al presidente russo Dmitri Medvedev che proprio a Yaroslav, e proprio nel Palazzo del ghiaccio dove si giocano le partite casalinghe della squadra, partecipa al forum internazionale sulla Politica Globale.
Proprio il Forum e il conseguente affollamento dell'aeroporto, avevano costretto la squadra a rinviare di un giorno la partenza per la prima trasferta dell'anno. Ma è escluso che questo possa aver a che fare con le cause del disastro. L'aereo, un piccolo Yak 42, al limite della capienza, è caduto improvvisamente durante la fase di decollo. Qualcuno lo ha visto colpire un'antenna radio, altri testimoni raccontano del muso che si sarebbe improvvisamente piegato verso il basso, ma sono dettagli che riguardano la commissione di inchiesta. Probabile, dicono gli esperti che il pilota abbia commesso un piccolo ma fatale errore calcolando male il tempo di corsa in pista.
Il dolore degli appassionati di uno sport che negli anni della Guerra Fredda è stato un simbolo della potenza sovietica è fatto di reazioni commosse e di gesti inconsueti in un mondo in cui vige la regola dello spettacolo, che “deve comunque andare avanti”. La partita inaugurale dela stagione nella città di Ufa, tra i locali Soloveat Yulaev e l'Atlant è cominciata regolarmente con un applauso per le vittime e un minuto di silenzio in segno di lutto. Ma dopo il primo quarto, negli spogliatoi, i giocatori di entrambe le squadre sono andati dall'arbitro a dirgli che non se la sentivano di continuare: partita rinviata e pubblico scatenato in un applauso triste e solidale.
Le immagini trasmesse dalle edizioni straordinarie dei tg sono state un colpo al cuore per i milioni di appassionati russi. I morti sono 43. Ci sono tutti, i membri della squadra, l'allenatore, i titolari, massaggiatori e magazzinieri, anche quattro ragazzi delle giovanili aggregati al gruppo in viaggio premio per assistere alla prima partita del campionato che doveva giocarsi domani a Minsk contro la locale Dynamo. Tra gli assi il portiere della nazionale svedese Stefan Liv, il centrocampista Pavol Demitra, capitano e icona della nazionale slovacca. Altri campioni russi e cechi noti per aver militato a lungo nella Lega Nord americana.
È rimasta una piccolissima speranza su uno degli assi più amati, Alexander Galimov, 26 anni, ala destra, pilastro della nazionale russa. E' stato l'unico ad essere trasportato in ospedale. Ma non ha mai ripreso i sensi e ha tutto il corpo ricoperto di ustioni gravissime.
“Sono morti tutti”, ha detto in lacrime il vicepresidente del Lokomotiv al presidente russo Dmitri Medvedev che proprio a Yaroslav, e proprio nel Palazzo del ghiaccio dove si giocano le partite casalinghe della squadra, partecipa al forum internazionale sulla Politica Globale.
Proprio il Forum e il conseguente affollamento dell'aeroporto, avevano costretto la squadra a rinviare di un giorno la partenza per la prima trasferta dell'anno. Ma è escluso che questo possa aver a che fare con le cause del disastro. L'aereo, un piccolo Yak 42, al limite della capienza, è caduto improvvisamente durante la fase di decollo. Qualcuno lo ha visto colpire un'antenna radio, altri testimoni raccontano del muso che si sarebbe improvvisamente piegato verso il basso, ma sono dettagli che riguardano la commissione di inchiesta. Probabile, dicono gli esperti che il pilota abbia commesso un piccolo ma fatale errore calcolando male il tempo di corsa in pista.
Il dolore degli appassionati di uno sport che negli anni della Guerra Fredda è stato un simbolo della potenza sovietica è fatto di reazioni commosse e di gesti inconsueti in un mondo in cui vige la regola dello spettacolo, che “deve comunque andare avanti”. La partita inaugurale dela stagione nella città di Ufa, tra i locali Soloveat Yulaev e l'Atlant è cominciata regolarmente con un applauso per le vittime e un minuto di silenzio in segno di lutto. Ma dopo il primo quarto, negli spogliatoi, i giocatori di entrambe le squadre sono andati dall'arbitro a dirgli che non se la sentivano di continuare: partita rinviata e pubblico scatenato in un applauso triste e solidale.