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IL CASO

Libia, scaduto ultimatum a Gheddafi
Pronto attacco finale a Bani Walid e Sirte

Combattimenti nella notte nella città dove si credeva fosse rifugiato il rais. L'avanzata procede lentamente per evitare spargimento di sangue, si spera nella resa. Si tenta di mettere prima in sicurezza gli arsenali militari. Il capo del Cnt in visita a Tripoli. Il G8: 38 miliardi di dollari di aiuti alle "primavere arabe", compresa la Libia. L'Fmi riconosce il governo ribelle

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TRIPOLI - L'ultimatum è scaduto. Le forze ancora fedeli a Muammar Gheddafi non hanno deposto le armi e i ribelli dell'opposizione sono ormai pronti all'offensiva finale. A Bani Walid si combatte già casa per casa, mentre i combattenti del Cnt sono in attesa del via libera per fare irruzione a Sirte, ultima roccaforte del rais. Il portavoce del Cnt, Abdullah Kenshil, ha detto alla televisione Al Jazeera che nell'area di Bani Walid, a 150 chilometri a sud-est di Tripoli, ci sono circa 600 combattenti pro-Gheddafi. I primi scontri sono iniziati nella notte. In mattinata la situazione è tornata calma, ma i ribelli sono in attesa di ordini per sferrare un nuovo attacco. Secondo la Bbc, gli insorti si trovano a circa due chilometri dal centro di Bani Walid, ma l'avanzata procede lentamente per evitare un alto numero di perdite. "Si muovono in gruppo e sono equipaggiati con fucili di precisione e lancia missili. Speriamo che Saif al Islam, figlio del colonnello, sia ancora in zona", ha detto Kenshil.

Sono ore di attesa anche a Sirte. "L'offensiva avrà luogo anche qui, ma saranno i comandanti militari sul terreno a decidere quando dovrà iniziare", ha spiegato Kenshil. All'eventuale assalto parteciperanno tra i 12.000 e i 18.000 uomini, attualmente riuniti a Misurata e pronti a dirigersi rapidamente verso la città natale del colonnello. Secondo alcune fonti dei ribelli, in ogni caso, Sirte sarebbe al momento un obiettivo "secondario" rispetto all'oasi di Djofra, dove si troverebbero numerosi arsenali governativi; una scelta strategica sulla quale influirebbe anche la pressione della Nato, che vorrebbe evitare che le armi venissero contrabbandate nei paesi vicini.

Intanto il presidente del Cnt, Mustafa Abdel Jalil, è arrivato a Tripoli, prima visita di un leader dei ribelli nella capitale appena conquistata. Jalil potrebbe anche fare tappa a Misurata. Il suo arrivo nella capitale libica non sarà comunque definitivo e ha carattere del tutto "provvisorio". Il trasferimento del Cnt da Bengasi a Tripoli avverrà solo "dopo la liberazione" totale del paese, ha detto Jalil. Da Marsiglia, dove si sta svolgendo il G8 che ha deciso un finanziamento di 38 miliardi di dollari (raddoppiati in accordi di aiuti bilaterali fino a raggiungere circa 80 miliardi di dollari) per i paesi della "primavera araba" (Tunisia, Egitto, Marocco, Giordania, con un invito anche al Cnt libico) è arrivato anche il riconoscimento ufficiale del Cnt come legittimo governo della Libia da parte del Fondo monetario
internazionale.