Esteri

PRESIDENZIALI 2012

Pensioni, sanità, immigrazione
tutti all'attacco del favorito Perry

Infiammato dibattito tra gli otto candidati alla nomination repubblicana per la sfida a Barack Obama. Il governatore del Texas, in testa nei sondaggi, bersaglio di critiche e battute. Lui ammette persino di aver fatto "errori"

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TAMPA - La battaglia tra i repubblicani americani per la nomination alla corsa presidenziale del 2012 contro Barack Obama entra nel vivo ed emerge con sempre più chiarezza che il candidato da battere è Rick Perry. Contro il governatore del Texas si sono infatti concentrati gli attacchi degli altri rivali in un infuocato dibattito ospitato dalla Cnn a Tampa. Avrebbe dovuto essere la serata di Michele Bachmann, che giocava in casa in una platea prevalentemente composta da sostenitori del Tea Party, ma in realtà i riflettori sono stati tutti per i due maggiori contendenti: Perry, favorito nei sondaggi, e l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney. Dure le critiche sferrate contro il governatore del Texas, soprattutto per i risultati ottenuti nel suo Stato in tema di occupazione, sicurezza sociale, lotta all'immigrazione illegale. E un momento di forte tensione è arrivato quando la Bachmann ha costretto Perry ad ammettere di aver commesso un "errore" ordinando la vaccinazione delle giovani donne del suo Stato contro un virus sessualmente trasmittibile con un vaccino che si è poi rivelato non sicuro, e che era stato prodotto dalla Merck, compagnia farmaceutica che aveva donato 5000 dollari alla campagna del governatore. "Se dici che mi faccio comprare per 5000 dollari mi offendo", ha ribattuto Perry provocando la facile stoccata di Bachmann: "Io sono offesa per tutte le ragazze e i genitori che non hanno avuto scelta".

Con Romney il duello si è concentrato sui piani pensionistici, e Perry è stato costretto a smorzare i toni delle sue critiche, mentre il rivale lo accusava di aver terrorizzato gli anziani con le sue minacce di cancellare i programmi di welfare. Ora si è detto disposto ad avviare una "conversazione legittima" sui piani pensionistici in modo "che non sfocino in una bancarotta". Per la Florida il tema è di stringente attualità, visto che è il secondo Stato più anziano del Paese. Tra i reciproci scambi di accuse di voler "spaventare" i pensionati americani si è inserito anche l'ex presidente della Camera Newt Gingrich, ricordando chi è il vero avversario finale del GOP: "Non mi preoccupo che loro spaventino gli anziani quando Obama li terrorizza ogni giorno".

Dopo tanto astio c'è stato naturalmente spazio per momenti più leggeri. "Alla Casa Bianca porterei la
'first lady' più bella e riflessiva che l'America abbia mai visto, mia moglie Anita", ha risposto Rick Perry alla domanda finale del conduttore di Cnn, Wolf Blitzer. Più classica la scelta di Mitt Romney che porterebbe con sé un busto di Wiston Churchill. Bachmann ha scelto l'ortodossia, indicando una copia della Costituzione americana, una della Dichiarazione d'indipendenza e del Bill of Rights. Gli altri hanno risposto in modo più divertente. Newt Gingrich: "Riempirei la Casa Bianca di musica, balli e scacchi per i miei nipotini". Rick Santorum, padre di ben sette figli non ha avuto scelta: "Aggiungerei una stanza da letto, dove mettere altri letti". Ron Paul: "Tanto senso comune e un corso di economia per tanti americani". John Huntsman: "La mia Harley Davidson". Infine l'eccentrico Herman Cain non ha deluso le attese: "Con me porterei un po' di sense of humor, l'America oggi è troppo seriosa".

Il dibattito è stato il quinto della campagna presidenziale. La prossima settimana il duello degli otto si trasferisce a Orlando, sempre in Florida,