LONDRA - Una nuova tragedia colpisce la terra dei minatori. Quattro persone hanno perso la vita in una miniera inondata dall'acqua nel Galles del sud. L'incidente è cominciato a delinearsi giovedì, quando una parete che separava la miniera di carbone di Gleison è crollata, facendo invadere gallerie e cunicoli da un torrente d'acqua e detriti che ha trascinato un gruppo di minatori fino a 90 metri di profondità. Tre di essi sono riusciti quasi subito a mettersi in salvo, anche se due hanno perso conoscenza per l'acqua e il fango ingeriti e sono stati ricoverati d'urgenza nel più vicino ospedale a Swansea. Quattro sono invece rimasti intrappolati sotto terra e una vasta operazione di soccorsi ha avuto inizio giovedì sera ed è continuata per tutta la giornata di oggi, con specialisti dei vigili del fuoco, polizia e ambulanze. Varie reti televisive britanniche sono collegate in diretta con il luogo della sciagura, il deputato locale Peter Hain, un ex-ministro del partito laburista, si è recato sul posto e il primo ministro David Cameron segue da Londra gli sviluppi della vicenda.
Purtroppo col passare delle ore dalla miniera sono arrivate solo cattive notizie. "I soccorsi sono estremamente complicati", ha dichiarato venerdì mattina Phil Davies, portavoce della compagnia proprietaria della miniera. Le pompe utilizzati per svuotare le gallerie dall'acqua non sono riusciti a eliminarla completamente. I sommozzatori che si sono calati nell'acqua per cercare di entrare in contatto con i minatori, nella speranza che questi avessero trovato riparo in sacche d'aria o cunicoli più piccoli, sono dovuto tornare indietro perché la visibilità era troppo scarsa per proseguire. E i soccorritori non sono mai riusciti a comunicare con i quattro minatori in trappola.
Poi verso mezzogiorno è stato individuato il corpo privo di vita di uno di essi. Non è stato nemmeno possibile recuperarlo, cosicché la sua identità è rimasta sconosciuta. Un'ora dopo un secondo corpo senza vita è stato localizzato nelle operazioni di soccorso e nel tardo pomeriggio né è stato localizzato un terzo: neanche questi sono stati però recuperati. In un altro punto della miniera in serata è stato individuato il quarto corpo.
I nomi dei quattro scomparsi a questo punto sono noti: Charles Breslin, 62 anni, David Powell, 50, Philip Hill, 45, Gary Jenkins, 39. Le famiglie dei minatori e tutta la comunità locale si sono raccolti in un centro sociale vicino alla miniera. "Siamo molto tristi, questa è una botta tremenda per tutti noi", ha detto uno di loro alla Bbc.
Non è la prima, tuttavia, per questa gente. Nell'Ottocento e per gran parte del Novecento, il Galles è stato uno degli epicentri dell'industria del carbone britannica. Solo negli anni '80, dopo il lungo, feroce e spesso violento braccio di ferro tra il governo della Thatcher e i sindacati dei minatori, le miniere hanno cominciato a chiudere. Alcune però resistono, come quella di Gleison, una piccola miniera di carbone, molto antica, già colpita da una disgrazia analoga nel 1909: anche allora l'acqua invase le gallerie, uccidendo cinque minatori, di cui due di appena 14 anni. Ma la storia, per gli "uomini dalla faccia sporca", si ripete sempre uguale, come se non potesse cambiare mai niente.
Purtroppo col passare delle ore dalla miniera sono arrivate solo cattive notizie. "I soccorsi sono estremamente complicati", ha dichiarato venerdì mattina Phil Davies, portavoce della compagnia proprietaria della miniera. Le pompe utilizzati per svuotare le gallerie dall'acqua non sono riusciti a eliminarla completamente. I sommozzatori che si sono calati nell'acqua per cercare di entrare in contatto con i minatori, nella speranza che questi avessero trovato riparo in sacche d'aria o cunicoli più piccoli, sono dovuto tornare indietro perché la visibilità era troppo scarsa per proseguire. E i soccorritori non sono mai riusciti a comunicare con i quattro minatori in trappola.
Poi verso mezzogiorno è stato individuato il corpo privo di vita di uno di essi. Non è stato nemmeno possibile recuperarlo, cosicché la sua identità è rimasta sconosciuta. Un'ora dopo un secondo corpo senza vita è stato localizzato nelle operazioni di soccorso e nel tardo pomeriggio né è stato localizzato un terzo: neanche questi sono stati però recuperati. In un altro punto della miniera in serata è stato individuato il quarto corpo.
I nomi dei quattro scomparsi a questo punto sono noti: Charles Breslin, 62 anni, David Powell, 50, Philip Hill, 45, Gary Jenkins, 39. Le famiglie dei minatori e tutta la comunità locale si sono raccolti in un centro sociale vicino alla miniera. "Siamo molto tristi, questa è una botta tremenda per tutti noi", ha detto uno di loro alla Bbc.
Non è la prima, tuttavia, per questa gente. Nell'Ottocento e per gran parte del Novecento, il Galles è stato uno degli epicentri dell'industria del carbone britannica. Solo negli anni '80, dopo il lungo, feroce e spesso violento braccio di ferro tra il governo della Thatcher e i sindacati dei minatori, le miniere hanno cominciato a chiudere. Alcune però resistono, come quella di Gleison, una piccola miniera di carbone, molto antica, già colpita da una disgrazia analoga nel 1909: anche allora l'acqua invase le gallerie, uccidendo cinque minatori, di cui due di appena 14 anni. Ma la storia, per gli "uomini dalla faccia sporca", si ripete sempre uguale, come se non potesse cambiare mai niente.